Tesla Autopilot parzialmente responsabile dell’incidente mortale in USA

Secondo National Transportation Safety Board l’Autopilot di Tesla non è abbastanza rigido con i guidatori sbadati.

Nuovo tassello nel percorso giudiziario che porterà a capire di chi è la colpa della morte di Joshua Brown, ex Navy Seal americano deceduto a causa di un incidente nel maggio dell’anno scorso in Florida. Nel momento dello scontro tra la Tesla di Brown e un camion che ha svoltato prendendolo in pieno e uccidendolo l’Autopilot dell’auto elettrica era inserito.

La National Transportation Safety Board, ente governativo americano che indaga ed emette rapporti su incidenti che coinvolgono aeroplani, navi, treni, oleodotti e gasdotti e su incidenti particolarmente significativi su strade e autostrade, ha emesso un rapporto sull’accaduto in cui afferma che “Errori del conducente, eccessiva fiducia nell’automazione, mancanza di precauzione, hanno portato all’incidente fatale sulla Tesla“.

Il conducente in errore era quello del camion, tutto il resto è a carico di Joshua Brown: “Anche se l’automazione nel trasporto autostradale ha il potenziale di salvare decine di migliaia di vite, finché tale potenziale non sarà completamente sviluppato le persone dovranno continuare a guidare i propri veicoli“, ha affermato il capo della NTSB Robert Sumwalt.

Persone intelligenti in giro per il mondo – aggiunge Sumwalt – stanno lavorando duramente all’automazione della guida, ma i sistemi disponibili ai consumatori oggi, come il Tesla Autopilot, sono progettati per assistere i guidatori in specifiche funzioni in ambienti limitati. Questi sistemi richiedono che il guidatore faccia attenzione per tutto il tempo e sia in grado di prendere immediatamente il comando se qualcosa va storto“.

Sumwalt, quindi, ribadisce che non si tratta ancora di guida autonoma ma di guida assistita e il guidatore non può delegare al sistema la guida. Ma afferma anche che “I sistemi di sicurezza, che avrebbero dovuto impedire al guidatore della Tesla di usare il sistema di guida autonoma su certe strade, erano carenti e l’effetto combinato di un errore umano e della mancanza di sufficienti sistemi di sicurezza ha portato alla collisione fatale che non avrebbe dovuto avvenire“.

Questo vuol dire che il sistema autopilot di Tesla ha, secondo la NTSB americana, una parte della colpa perché:

  • Se il sistema di controllo del veicolo automatizzato non restringe automaticamente l’operatività dell’Autopilot alle sole condizioni per cui è stato progettato, il rischio di cattivo utilizzo da parte del guidatore rimane.
  • Il modo in cui il Tesla Autopilot ha monitorato e ha risposto all’interazione del guidatore con lo sterzo non è stato un modo efficace per garantire l’attenzione del guidatore.
  • Tesla ha apportato dei cambiamenti al sistema Autopilot in seguito all’incidente. Le modifiche hanno ridotto il periodo di tempo prima che l’Autopilot mandi un avvertimento quando le mani del guidatore non sono sullo sterzo.

 

Infine la NTSB precisa che “La stanchezza, la progettazione della strada e rotture meccaniche non hanno contribuito all’incidente. Non c’è prova che il camionista fosse distratto dall’uso del cellulare. Anche se c’è la prova che il guidatore della Tesla non era attento alla guida, gli investigatori non hanno potuto trovare ragionevole prova del motivo della sua disattenzione“.

Questo parere della National Transport Security Board ribalta in parte quello precedentemente espresso dalla National Highway Traffic Safety Administration. Secondo la NHTSA, infatti, l’Autopilot di Tesla non aveva fatto errori e la colpa era del camionista. Ma la NHTSA non addossava a Tesla alcuna colpa diretta per il fatto che l’Autopilot fosse rimasto attivo anche in caso di palese distrazione del conducente.

 

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