Tesla: la Nhtsa “scagiona” l’Autopilot

Nessuna responsabilità nell’incidente mortale in Florida: “Nella guida assistita il conducente non deve comunque distrarsi”

Tesla Guida Autonoma – Nessuna responsabilità del sistema di guida semiautonoma Autopilot nell’incidente mortale che ha coinvolto il 45 enne Joshua Brown a bordo della sua Tesla Model S il 7 maggio nei pressi di Orlando.

La National Highway Safety Administration, massima autorità federale di garanzia sulla sicurezza stradale, ha chiuso l’istruttoria nei confronti di Tesla concludendo che “Il sistema non ha difetti nella programmazione o nel funzionamento della frenata automatica di emergenza, e che l’incidente non è una sua responsabilità diretta, perché l’assistenza alla guida richiede la continua attenzione del conducente”.

In linea del tutto teorica, questa pronuncia è una ottima notizia per l’azienda di Elon Musk, che non si vedrà costretta a richiamare forzosamente le sue vetture per un aggiornamento al sistema, nel frattempo per altro già avvenuto, ma a leggere attentamente la motivazione che scagiona Autopilot non è così.

Sulla base dei dati forniti da Tesla e condivisi con la Nhtsa, Autopilot avrebbe permesso di ridurre del 40% il tasso di incidenti, ma l’Agenzia stabilisce esplicitamente un principio che farà da precedente legale, ovvero che la guida semiautonoma richiede non solo la presenza, ma anche la partecipazione alla guida del conducente. Dall’analisi dei dati effettuata emerge che Joshua Brown ha avuto sette secondi per evitare l’impatto con la motrice bianca non riconosciuta dalla telecamera di bordo, agendo su sterzo e freni. Ma non lo ha fatto, e questo non rappresenta che una responsabilità legale a suo carico.

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