Miracolo: Ferrari 599 GTB con cambio manuale

Da quando è stato prodotto il primo esemplare la mia curiosità è sempre stata massima: riuscire a vedere nell’abitacolo di una Ferrari 599 GTB un classicissimo cambio manuale (a tutt’oggi non ho notizia che esistano F430 o 612 Scaglietti con la classica griglia a selettori). Nei forum di discussione di tutto il mondo, altri hanno

di Ruggeri


Da quando è stato prodotto il primo esemplare la mia curiosità è sempre stata massima: riuscire a vedere nell’abitacolo di una Ferrari 599 GTB un classicissimo cambio manuale (a tutt’oggi non ho notizia che esistano F430 o 612 Scaglietti con la classica griglia a selettori).
Nei forum di discussione di tutto il mondo, altri hanno proposto la grande questione: chi mai potrebbe aver avuto il coraggio di sfidare i 620 cavalli dell’ultima super-GT a motore anteriore con una trasmissione tradizionale? Ma a questa domanda è sempre stato riservato il silenzio.

Troppo vicino alle sensazioni di una F1, troppo speciale il feeling uomo-macchina che si viene a creare, troppo elevato il livello di sicurezza che si percepisce con entrambe le mani ben aggrappate al volante, troppo veloci i tempi di cambiata. Il cambio F1, insomma, è il più apprezzato dai clienti delle rosse.

Eppure esiste, da qualche parte nel mondo, un appassionato che crede ancora nella leva del cambio sul tunnel, nel pedale della frizione e nelle doppiette fai-da-te.
Personalmente, questo sconosciuto ha tutta la mia ammirazione. Il cambio F1 è simbolo della modernità, della guida sicura, ti permette di ottenere il massimo. Ma quella sorta di scultura di un tipico cambio manuale Ferrari non ha eguali: l’auto è totalmente nelle tue mani, più difficile da portare ma più appagante. Ed infatti, la mia preferita resta l’F40.

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