Citroen Visa Chrono: parte 3 - fine di un restauro, inizio di un viaggio

Un viaggio lungo mesi e mesi. Abbiamo visto la Visa Chrono essere presa, restaurata. Ed ora, la mettiamo alla prova

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Il nostro viaggio nel mondo della piccola grande Visa Chrono di casa Citroen è giunto al termine. Poter saggiare con mano una vettura nuova, un modello appena uscito, è uno dei momenti topici per chi fa questo mestiere. D'altro canto, riuscire a vivere la rinascita completa di una macchina, poterne assaporare le emozioni di chi ha provveduto a smontare questo vecchio gioiello della casa francese e dargli praticamente nuova vita. Come sentire un vecchio vinile restaurato.

La ruvidezza è presente, non si ha l'accessibilità di un formato digitale. Ma il romanticismo, e la profondità del suono sono un qualcosa di unico.

Ecco, per una vettura, un'auto è un qualcosa di simile. Il restauro ha avuto un percorso lungo, non senza qualche ostacolo sul cammino. Finalmente però, siamo riusciti a metterla in moto. Niente start & stop, nessun comando elettrico per i vetri o per i sedili. I sapori son quelli di una volta. Quelli dei nostri genitori. Ingraniamo la prima e torniamo indietro di trent'anni...

Guidare su strada una Visa Chrono oggi è letteralmente un'esperienza fuori dal coro. Al di là del romanticismo dell'evento, di quel sapore vecchio stile di quando - bambini - eravamo semplici spettatori della guida dei nostri genitori, guidare su strada una vettura del genere risulta essere qualcosa di unico, un'occasione da cogliere al volo. Ciò che colpisce è il suo peso, bassissimo che si riversa a livello prestazionale su un bel tiro con una bassa rapportatura.


Il motore poi, è un qualcosa che ci ha lasciato sorpresi, meravigliati. Non è morbido, ne dolce come quelli moderni. Reca con se quei vecchi 'sapori' e dettami del carburatore, anzi, del doppio carburatore sul propulsore da 1.4. Tutt'altro che assonnato, è brioso, vigoroso con i suoi 28.000 km. Lo abbiamo messo alla prova e già a 2000 giri in terza marcia, affondando, cambia il suo suono, salendo fino a 7000 giri in un battibaleno raggiungendo i 100 km/h. Non una supercar ma le prestazioni sono evidenti.
Lo sterzo e la dinamica di guida non sono quelli di un'auto odierna, ma questa è una vettura divertente senza dubbio. Una di quelle vetture da far illuminare gli occhi ai vecchi appassionati, e che potrebbero sorprendere i più giovani.


Chiaro, bisogna abituarsi a degli standard dissimili da quelli di una vettura di serie normale, ma il fascino e l'estetica cosi personale, gli interni sportivi cosi ben curati dopo l'opera di ristrutturazione, rendono la Visa Chrono una bomboniera moderna, una elitè del passato ma non anacronistica al giorno d'oggi. Una piccola all shot degli anni Ottanta, divertente, facile ed economica. Anche il consumo, per quanto visto in questa prova, non risulta eccessivo.

Meccanicamente una vettura veramente ben fatta. Un plauso ulteriore va fatto sul lavoro di restauro, sopratutto nella parte delle guarnizioni, delle finiture, oltre alle sospensioni ed i bracci. Guidare questa Visa Chrono è stata un'esperienza unica, inebriante. Aver seguito tutto il lavoro di restauro è stato come assistere ad una rinascita. Un'esperienza emozionante.

Non ci siamo trovati davanti ad un prodotto finito, ma siamo riusciti ad essere testimoni dell'umanità, la dedizione e la volontà di un lavoro del genere. Ed è per questo che siamo riusciti ad apprezzare ancor di più quel prodotto finito assimilabile ad un vinile Rock rimesso a nuovo.

Con le sue ruvidezze, le sue caratteristiche, le sue peculiarità, le sue piccole mancanze rispetto ad un qualcosa di odierno. Ma, senza alcun dubbio, con il suo fascino riportato alla luce.


Citroen Visa Chrono: Caratteristiche tecniche



Motore: anteriore trasversale, 4 cilindri in linea con monoblocco in lega leggera,
1360 cc (alesaggio e corsa 75 x 77 mm),
rapporto di compressione 9,3:1,
potenza max. 80 CV a 5800 g/m,
coppia max 10,9 kgm a 2800 g/m.

Trasmissione: trazione anteriore,
frizione monodisco a secco, comando meccanico;
cambio meccanico a cinque marce + RM.

Corpo vettura: berlina 2 volumi – 5 porte,
scocca portante con telaietto ausiliario anteriore in acciaio;
avantreno a ruote indipendenti (schema McPherson),
ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice; retrotreno a ruote indipendenti,
ammortizzatori idraulici bracci longitudinali, molle elicoidali e barra stabilizzatrice;
freni anteriori a disco, posteriori a tamburo.

Dimensioni e masse:
passo 2,426 m,
lunghezza 3,69 m,
larghezza 1,526 m (carreggiata ant. 1,302 m; carreggiata post. 1,251 m),
altezza a vuoto 1,398 m,
peso (a vuoto, in ordine di marcia) 830 kg.
Prestazioni:
velocità max. 168 km/h.

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Citroen Visa Chrono: La storia ed il restauro


Esistono storie che solo il mondo dell'automobile può raccontare. Storie dettate dalla passione, dal sentimento, dalla volontà di rinascita. Vetture sfortunate dalla nascita, il cui percorso è stato votato non proprio sotto una buona stella. Spesso sono questi i racconti più belli da narrare; come quello della Citroen Visa Chrono, che ha portato un romantico e storico meccanico di Siena, Marcello Seri, a far restaurare un esemplare di Visa Chrono che poi entrerà a far parte del parco auto di Citroen Italia e quindi destinata ad eventi, raduni e a disposizione della stampa. Ci siamo quindi recati nel capoluogo toscano ad ascoltare la storia della genesi di questo modello, effettuando una sorta di idilliaco viaggio nel tempo in compagnia dello stesso Seri e di Maurizio Marini del Centro di Documentazione storica Citroen.


La prima puntata del nostro racconto ci aveva portati a Siena, da un romantico e storico meccanico chiamato Marcello Seri. Qui avevamo trovato un modello di Visa Chrono pronto per essere restaurato. Già, perchè quell'esemplare sarebbe entrato a far parte del parco auto di Citroen Italia e destinata ad eventi, raduni e a disposizione della stampa, oltre a far parte della collezione storica del marchio del doppio Chevron. Così, avevamo raccontato la genesi di questo viaggio, di questo restauro, in compagnia del signor Seri, di Maurizio Marini del Centro di Documentazione storica Citroen, e di Moreno Tassinari, il secondo protagonista di questa storia. E' lui infatti che prelevò la Visa Chrono, e che si è occupato del restauro di questo esemplare.

Foto di: Massimiliano Serra

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