UP Lucrezia: nasce a Torino la shooting brake su base Maserati Quattroporte

La UP Lucrezia è una shooting brake realizzata dalla torinese UP Design, azienda specializzata nel settore design e con l'ambizione di entrare nel gotha dei carrozzieri torinesi. Sarà realizzata in 50 esemplari.

UP Lucrezia

Quale sarebbe la vostra reazione su un giovane ed ambizioso imprenditore vi dicesse che in 4 anni la sua azienda sarà concorrente di Pininfarina? Rimarreste certamente a bocca aperta. Come dev’essere rimasto a bocca aperta chi ha visto una società dinamica e frizzante stringere accordi con giganti del settore, fra cui Ariston, Dongfeng, Illy e Volvo. Qualche numero? UP Design è stata fondata nel 2011 e dà lavoro a 18 dipendenti, ha fatturato nel 2013 circa 1.3 milioni di euro e quest’anno scavalcherà il muro dei 3 milioni. L’ambizione di Umberto Palermo non va tuttavia scambiata per presunzione e superbia.

Entriamo sul mercato dell’auto con 70 anni di ritardo. Dobbiamo muoverci in punta di piedi e con estrema circospezione – ci racconta il 40enne fondatore della società torinese, nata nel 2011 –. Non ho intenzione di inventare nulla, ma solo di riassumere ed interpretare l’eleganza e lo stile”. Umberto menzionerà spesso questi due termini. A suo dire vanno considerati le radici su cui poggia l’automobilismo italiano. “Noi italiani dobbiamo fornire quegli oggetti di qualità che tutto il mondo ci chiede – il suo pensiero –. La produzione in serie lasciamola agli altri; concentriamoci sulla qualità e sulla bellezza”. Tale visione ha condotto alla nascita di una vettura coraggiosa ed anti-convenzionale, d’impatto, originale perché non schiava dell’apparenza.

Si chiama Lucrezia - omaggio dedicato alla moglie - ed è la prima vettura realizzata dalla sezione UP Officine, che ancora non esisteva quando l’azienda torinese lanciò il prototipo Vittoria. Lucrezia è una shooting brake realizzata su base Maserati Quattroporte, con motore V8 benzina da oltre 500 CV. E’ lunga 5.272 millimetri, è alta 1.419 mm ed ha un passo lungo 3.181 mm, mentre la larghezza si attesta ad 1.958 mm. Non va ritenuta la classica berlina d’alta gamma, lussuosa e ricercatissima, pesante oltre due tonnellate e schiava della propria stazza. Tutt’altro. L’auto pesa nell’ordine dei 15 quintali. “Sono dell’idea che eliminare sia l’unica strada per alleggerire – ci racconta Palermo –. Ecco perché ad esempio il cofano si apre solo allentando alcuni ganci, o perché i cablaggi interni non sono rivestiti. La Lucrezia deve vibrare e fare rumore”.

E una vettura per appassionati, per automobilisti che non arriccino il naso di fronte ai condotti interni dell’aria a vista. “Il rivestimento avrebbe determinato un aumento della massa totale. Sono intransigente quando dico che la forma non deve mascherare la funzione”. I sedili hanno quindi tralicci a vista, il portellone posteriore è fisso – si apre solo un pozzetto, all’interno del quale inserire le valigie – e la carrozzeria adotta componenti in alluminio, carbonio, vetroresina ed acciaio, materiali tutti incaricati di una precisa mansione. Il padiglione dev’essere resistente? Allora si sceglie l’acciaio. Il cofano motore va costruito leggero affinché si possa sollevare? Bisogna quindi renderlo maneggevole, motivo per cui si sceglie la fibra di carbonio.

La progettazione della show car è stata affidata alla turca Hexagon, che potrebbe dare origine anche ad una mini-serie da 50 esemplari. Questo primo lotto aiuterà a misurare le prospettive di un’azienda in rapido divenire, a cui tuttavia non manca la voglia di sgomitare per conquistarsi una sua posizione nel gotha dei carrozzieri torinesi. Una prima investitura potrebbe arrivare già dall'autunno, quando verrà presentato il secondo modello: è la Mole, sportiva a motore centrale anch'essa realizzata seguendo le stesse fonti d'ispirazione.

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