Infiniti Q50 Diesel 2.2 e Hybrid 3.5: prova, caratteristiche e listino prezzi.

Primo contatto con la Infiniti Q50 nelle due versioni 3.5 Hybrid e 2.2 Diesel. Occhi puntati sulla novità assoluta dello sterzo “steer-by-wire” DAS.


La nuova Infiniti Q50 si presenta con un’aria decisamente battagliera. Obiettivo dichiarato conquistare i cuori di chi vuole qualcosa di diverso dalle “solite” premium tedesche.

Lo fa fin da subito con uno stile originale e riconoscibile al tempo stesso. Il primo dei modelli Infiniti Q di nuova generazione porta in dote dai concept che l’hanno preceduto linee fluide ma muscolose che si ispirano alla natura. Forme che cercano di attirare l’attenzione senza mai attraversare quel sottile confine che porta al cattivo gusto. C’è personalità da vendere in questa Q50, a partire dal montante “C” tagliato a mezzaluna, passando alla griglia tridimensionale a doppio arco fino ad arrivare all’abitacolo con sezione anteriore asimmetrica.

Due le motorizzazioni per la nuova Infiniti Q50. Il 3,5 litri ibdrido V6, è dotato del sistema Direct Response, che applica un supplemento di coppia motrice alla trasmissione quando necessario. La potenza del motore termico è di 302 cv, che abbinata al motore elettrico da 67 cv, porta la Q50 Hybrid a disporre di 364 cv. Viene abbinato unicamente ad una trasmissione automatica a 7 rapporti ma offre la possibilità di scelta fra trazione posteriore e trazione integrale intelligente.

Su fronte diesel si segnala il primo 4 cilindri di Infiniti, realizzato in collaborazione con Daimler. Si tratta di un turbo diesel ad iniezione diretta da 2.2 litri, 170 cv e 400 Nm di coppia massima nel quale è stata data enfasi agli aspetti prestazionali. Due le trasmissioni disponibili: manuale a 6 rapporti e automatico a 7 velocità.

Per quanto riguarda le dimensioni, si registra una lunghezza​ di ​​4790​ mm, larghezza​ 1820​ mm, altezza​​ 1455 mm, ed interasse di ​2850​ mm. Ruote da ​17” e 19” su versione Sport e 3.5 Hybrid.​

Infiniti Q50
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Infiniti Q50: arriva lo steer-by-wire

Infiniti Q50

Lo sterzo steer-by-wire è una novità assoluta e merita un approfondimento. Si tratta infatti del primo sterzo elettronico e non meccanico al mondo. Il sistema Direct Adaptive Steering funziona trasferendo elettronicamente l’input del guidatore alle ruote anteriori; un attuatore ad elevata reattività aziona la cremagliera.

Eliminando le perdite meccaniche, la risposta dello sterzo risulta più rapida e vengono eliminate le vibrazioni del volante nonostante venga fornito comunque un feedback del fondo stradale. Come facile immaginare l’elettronica permette di impostare in base alle preferenze sia la potenza di sterzata che la risposta, salvando inoltre tutte le impostazioni di ciascun conducente. A seconda del modello, sono disponibili fino a quattro modalità preimpostate, più una modalità personalizzata.

Da segnalare inoltre che il sistema è presidiato da tre unità elettroniche di controllo separate e opera in parallelo con la tiranteria dello sterzo per garantire la massima sicurezza.

Sempre sul fronte elettronica, l’Active Lane Control, ovvero il sistema di rilevamento dello sconfinamento di corsia, è figlio diretto del D.A.S. Utilizza infatti lo sterzo per mantenere la vettura all’interno della corsia in autostrada mentre altri sistemi si servono dell’ESP per applicare la forza frenante su un lato della vettura al fine di modificarne la traiettoria.

L’Active Lane Control utilizza una telecamera per individuare la corsia in cui sta viaggiando il veicolo. L’informazione viene elaborata e inviata all’unità di controllo della sterzata che dà istruzioni all’attuatore dello sterzo di effettuare le eventuali correzioni di traiettoria necessarie. L’effetto è come se l’auto venisse “calamitata” all’interno della corsia di marcia.

In ogni caso è sempre chi guida a decidere l’impostazione delle funzioni della vettura: l’intervento dell’Active Lane Control può essere parziale o completo a seconda delle preferenze individuali.

Infiniti Q50
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Parlando di elettronica e sicurezza, citiamo anche il Forward Collision Warning per ridurre al minimo i tamponamenti. Si attiva in funzione della velocità/distanza della vettura davanti ma anche del veicolo che precede quest’ultima.

Viene inoltre offerto il sistema di assistenza intelligente alla frenata (Intelligent Brake Assist Plus), il sistema che gestisce la stabilità laterale (Lateral Stability Enhancement), il controllo dinamico del veicolo (Active Trace Control), il sistema anticollisione in retromarcia per evitare incidenti in uscita dai parcheggi (Back-up Collision Intervention), la gestione dei fari abbaglianti (High Beam Assistant), l’Around View Monitor con visione a 360°, il sistema ICC (Controllo Intelligente Velocità di Crociera) con funzionalità Full Speed Range, il Distance Control Assist per il mantenimento della distanza dal veicolo che precede, i dispositivi di segnalazione e d’intervento sull’angolo cieco Blind Spot Warning e Blind Spot Intervention ed infine il sistema di assistenza nella prevenzione delle collisioni frontali Forward Collision Avoidance Assist.

Infiniti Q50
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Infiniti Q50 su strada

Infiniti Q50

Se come abbiamo scritto inizialmente l’obiettivo è dare la caccia alle premium tedesche, c’è da dire che Infiniti ci ha messo il massimo dell’impegno. La Q50 è una berlina dalle dimensioni importanti ma non esagerate, che non vuole passare come “presidenziale” quanto piuttosto come sportiva.

Interni curati con una ottima qualità dei materiali, a partire dai sedili dalla particolare conformazione anatomica. Tanto spazio a bordo, come d’obbligo in una vettura di questo segmento, sia per i passeggeri dei sedili anteriori, sia per quanto riguarda i sedili posteriori. Anche i più alti trovano posto in maniera confortevole, grazie anche ad un interasse di 2850 mm.

Scenografica la scelta, che ormai è diventata una tendenza, del doppio touch screen centrale. Lo schermo superiore è di 8 pollici e dedicato principalmente al navigatore satellitare, mentre sullo schermo inferiore da 7 pollici, in alta definizione sono invece visualizzati i comandi per i sistemi accessori della vettura e le varie app. La sensazione, purtroppo, è quella di trovarsi di fronte a due schermi nati con tempistiche diverse. Quello superiore abbastanza classico, quello inferiore, decisamente “brillante” ma rivestito da un cristallo che tende a sporcarsi troppo facilmente.

A differenza del mondo informatico l’automobile non ha ancora adottato uno standard comune, ed è necessario un certo periodo di “addestramento” alle varie funzioni proposte a bordo. Interessante comunque la connettività e la qualità della app proposte fin da questa prima versione. Ad esempio, calendario google ed email (Gmail, Hotmail, ecc) possono essere interessanti per chi passa molto tempo in automobile, così come l’integrazione con alcune funzioni di Facebook e Google Maps potrebbero rivelarsi decisamente comodi.

Sempre parlando di pannello strumenti, doveroso citare il Drive Mode Selector. Il selettore offre diverse opzioni che includono le modalità Standard, Sport, Eco (non per la motorizzazione diesel), Snow (solo con trasmissione automatica) e Personal.

Non ultima, va citata la possibilità di personalizzare e memorizzare la posizione di guida preferita, la temperatura della climatizzazione, i percorsi e le opzioni di navigazione, e così via.

Infiniti Q50
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A bordo della Hybrid 3.5 quello che colpisce inizialmente è la silenziosità. Il motore spinge in maniera regolare e docile e ti fa dimenticare la massa della vettura. Una guida decisamente rilassata quando serve, strade trafficate comprese, ne fa una berlina che quando vuole sa essere di “rappresentanza”. Quando c’è però da tirare fuori la cavalleria, l’ibrido non si fa pregare e la cannonata che si prova tentando di battere il record dei 0-100 km/h ne è la prova. Il valore di 5,1 secondi dichiarato dalla casa è assolutamente verosimile nella piccola verifica effettuata in pista con cronografo meccanico. Ed il cuore sportivo di questa Q50 è esaltato nella versione a trazione integrale intelligente. Il sistema apporta trazione automaticamente quando serve, portando la Q50 da 100% trazione posteriore fino ad rapporto massimo di 50%-50% anteriore-posteriore. Il setting della vettura, unito alla trazione integrale ed al D.A.S. fornisce una aderenza all’asfalto che potremmo definire da “rally”. L’elettronica di bordo fornisce tutto l’aiuto possibile tanto da farci pensare che alla fine con questa Q50 “siamo tutti piloti”. Nota sui consumi: su un percorso di un centinaio di km, tra autostrada e strade secondarie in collina, senza aver risparmiato sull’acceleratore abbiamo ottenuto una media di 10,4 l/100km.

Il superbollo italiano ha decretato la fine di alcune cilindrate, ecco allora il 2.2 Diesel che potrebbe dire la propria nel nostro Paese. Meno sportivo e forse meno pretenzioso dell’ibrido, il motore Daimler riesce a fornire coppia quanto basta per risultare divertente. Buono il cambio automatico, che gli dona facilità di guida e comfort sia nel traffico sia in autostrada. Sul fronte consumi, in ambiente prevalentemente cittadino abbiamo registrato una media di 7,4 kl/100km su un percorso di una trentina di chilometri.

Infiniti Q50
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Veniamo ora al gioiellino di Infiniti, ovvero il sistema steer-by-wire. La sensazione è decisamente particolare. Il fatto di non essere connesso direttamente, elimina le vibrazioni sul volante alle quali siamo abituati. Questo porta da un lato a migliorare la qualità della guida, dall’altro ad avere un “senso” in meno nella guida stessa. C’è però da dire che tutto ciò che viene tolto, è ciò che ci distrae, quindi in ultima analisi abbiamo un supporto alla guida. Aiuto che si percepisce nettamente su una strada sterrata con molti avvallamenti. Lo sterzo punta dritto e non è necessaria alcun tipo di correzione. Una specie di magia, potrebbe dire qualcuno.

Nello stesso tempo, è possibile regolare la risposta come si preferisce. In modalità sportiva si potrà avere uno sterzo diretto e reattivo, mentre in autostrada si potrà avere una risposta meno “agguerrita” e più rilassata. Sempre in autostrada l’Active Lane Control rileva le corsie e tiene automaticamente la vettura in carreggiata. Ovviamente si tratta di un sistema di sicurezza ed non un pilota automatico, quindi non sarebbe corretto affermare l’automobile “guida da sola”.

Il Direct Adaptive Steering ci è sembrato uno di quei sistemi che vanno provati ed “imparati” strada facendo, così come è accaduto ad esempio con l’ABS. E se questa versione 1.0 promette bene, c’è solo da immaginare cosa ci aspetta nel futuro con eventuali versioni 2.0.

Infiniti Q50
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Infiniti Q50 Diesel 2.2 e Hybrid 3.5: listino prezzi e brochure

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