Pechino 2008: la seconda vita della Spirra S

In concomitanza con il salone di Pechino, palcoscenico delle “stranezze” orientali, il costruttore coreano Oulim Motors ripropone la Spirra S, vecchia conoscenza (il progetto originario risale al 2005) ancora alla ricerca del suo momento di gloria. Noi europei amanti del bello, esteti e raffinati, l’avremmo già condannata: troppo banale, troppo scontata. Eppure, a dispetto di


In concomitanza con il salone di Pechino, palcoscenico delle “stranezze” orientali, il costruttore coreano Oulim Motors ripropone la Spirra S, vecchia conoscenza (il progetto originario risale al 2005) ancora alla ricerca del suo momento di gloria.

Noi europei amanti del bello, esteti e raffinati, l’avremmo già condannata: troppo banale, troppo scontata. Eppure, a dispetto di un corpo vettura piuttosto scialbo, i contenuti tecnici non mancano – ricordandosi sempre del suo paese di provenienza. L’inedito V6 2.7 biturbo da 400 cavalli e 355 Nm di coppia ha soppiantato il vecchio V8 2.5 litri di cilindrata con compressore volumetrico, lasciato in eredità dalla Proto Motors, deus ex machina del progetto fino al maggio 2007, data in cui la Oulim ha completato la definitiva acquisizione. Le prestazioni aumentano rispetto alla prima “release”: lo spunto 0-100 km/h viene coperto in soli 4.8 secondi, mentre la velocità massima aumenta fino ai 305 km/h.

Spirra S
Spirra S
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Spirra S
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La trazione posteriore, il motore centrale e, soprattutto, la carrozzeria in fibra di carbonio ed il telaio in acciaio dimostrano quanto possa essere ambiziosa una sportiva coreana: purtroppo, contribuisce all’idea anche il prezzo vicino ai 100.000 dollari e la produzione massima di 300 esemplari annui.

Spirra S
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Via | Motorauthority

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