Renault Clio RS 220 EDC Trophy e Clio Cup: la video prova

Renault Clio RS 220 EDC Trophy: la più potente della gamma Clio offre sportività e un grande bilanciamento tra prestazioni su strada e in pista

La Casa della Losanga propone una nuova versione della sua compatta sportiva per eccellenza: Clio RS quindi, oggi proposta anche in allestimento Trophy. Migliorano i dati tecnici, aumentano le prestazioni ma rimane invariato il DNA di un modello che ha fatto storia tra le piccole pepate del segmento B.

Caratterizzazione estetica specifica, interventi mirati sul setting meccanico e migliore resa generale; tutto il buono della Clio RS ma con qualcosa in più. Vediamo nel dettaglio la storia delle varie generazioni di Clio sportive e approfondiamo gli aspetti principali di questa recente proposta.

Il prezzo di listino della Clio RS Trophy è 26.000 Euro circa 2.000 Euro in più rispetto alla Clio R.S. standard da 200 CV ben giustificati dagli up date tecnici (potenza e coppia in più, modifiche ad assetto e cambio, aggiornamenti di interni ed esterni).

La Guida, sensazioni da pista

Veniamo ora alle impressioni di guida che ci ha regalato la RS Trophy; c’è però da fare una precisazione legata alle condizioni di utilizzo della vettura. È vero infatti che la piccola Renault ha velleità marcatamente sportive ma difficilmente si può pensare di acquistarla per un utilizzo prettamente racing e quindi l’analisi delle sensazioni che ci ha regalato spazierà da un uso cittadino all’extraurbano, passando per andature autostradali e naturalmente la condizione per cui è stata progettata, la pista.

Nell'utilizzo di tutti i giorni, complice anche la trasmissione automatica, la RS Trophy si è rivelata comoda e a suo agio nell’ambiente cittadino, a patto di selezionare la modalità di guida Normal; in Sport, e peggio ancora in Race, i cambi marcia sono poco accompagnati e si rischia di avere reazioni brusche del tutto indesiderate. I consumi sono in linea con potenza e peso della vettura, e non ci sono sorprese a patto di non farsi prendere la mano durante le frequenti accelerazioni.

Nel misto extraurbano la piccola Clio si muove con agilità e si dimostra propensa ad assecondare ogni desiderio del guidatore; nei cambi di direzione è sempre ben composta e infonde sicurezza anche aumentando l’andatura. Come già sottolineato in precedenza, evitando inutili sprechi di carburante dovuti a repentine accelerate, i consumi sono proporzionali alla velocità tenuta; anche in questo caso il dowsizing e l’adozione della sovralimentazione aiutano e non poco a limitare i consumi.

A velocità autostradali e per lunghe percorrenze la RS Trophy non è propriamente confortevole a causa della rumorosità del propulsore e dell’assetto non molto votato al benessere degli occupanti; in questo caso i consumi sono più elevati delle condizioni analizzate finora, con medie reali prossime ai 10 km/l.

Ed eccoci al campo di battaglia preferito dalla Trophy: la pista ! Chiediamo il massimo alla vettura, e quindi modalità Race e sfruttiamo il launch control. Piede sinistro sul freno, entrambi i paddle tirati e acceleratore premuto fino in fondo; l’ago del contagiri si stabilizza poco sotto la metà dei giri disponibili, via il piede dal freno e la Clio parte come una palla di cannone.

Il cambio EDC, che nella RS standard aveva fatto storcere il naso a diversi appassionati a causa della ridotta rapidità di funzionamento, si dimostra decisamente più rapido di quanto ci si potesse aspettare e in poco più di sei secondi e mezzo siamo già a 100 Km/h. Il 1.6 turbo spinge forte e offre una buona rapidità nel salire di giri, complici gli interventi effettuati dagli ingegneri transalpini che hanno regalato più cavalli e Nm; il sound per certo non è quello acuto e tagliente di un aspirato sportivo a causa della sovralimentazione .

Lo sterzo è diretto e comunicativo e, in combinazione con l’assetto irrigidito e ribassato, lavora alla grande, trasmettendo un ottimo feeling al guidatore. Singolare la scelta di installare i paddle per le cambiate solidali al volante; pur se di dimensioni generose, trovandosi nella condizione di dover cambiare marcia a volante girato (es. 90 gradi) si riscontrano evidenti difficoltà nel raggiungere la paletta. Probabilmente una soluzione con paddle più piccoli ma posizionati dietro le razze orizzontali sarebbe risultata più pratica.

L’anteriore ha un’ottima aderenza a terra e portando la frenata dentro alla curva si riesce ad andare veramente forte. Il posteriore segue la linea senza impensierire, scomponendosi un minimo nelle frenate più decise. Già, i freni: l’impianto Brembo svolge alla grande il suo lavoro, grazie a pinze a 4 pompanti e dischi da 320 mm all’anteriore e dischi da 260 mm al posteriore.

Nel complesso la Trophy è una RS “evoluta”; più sportiva, divertente e sempre molto efficace. Sul misto e ancora di più in pista è in grado di tenere un rimo elevatissimo in completa sicurezza. Una piccola bomba tutta da guidare. Peccato per la mancanza del differenziale autobloccante meccanico, una chicca che avremmo voluto su una Clio RS così particolare e competitiva.

Dalla strada alla pista con la Clio Cup



La Clio Trophy oggetto della nostra prova è anche la base di partenza per la macchina da corsa che da numerosi anni alimenta il campionato Clio Cup. Un campionato che vede da oltre dieci anni scendere in pista giovani piloti e che è stato una palestra importante per molti piloti in attività e del passato. Un'auto molto competitiva e veloce già in configurazione di serie, per questo l'auto da corsa che ne deriva riesce a garantire ottime performance e un campionato avvincente e combattuto nel quale i tempi sul giro di questa piccola 1.600 turbo risultano spesso migliori di quelli di auto ben più potenti.
Per testare il legame e la continuità della macchina di serie con quella da corsa, dopo il test della Clio Trophy stradale abbiamo avuto la fortuna di testare sul circuito di Vallelunga la Clio cup versione 2016, scendendo in pista insieme ai piloti del campionato e provando, cronometro alla mano, le performance velocistiche della piccola compatta francese. Il livello di competizione di questo campionato è molto elevato e ne potete seguire i report sul nostro fratello www.motorsportblog.it.

Design & Interni

Esternamente la RS Trophy ripropone le proporzioni e le forme della RS “classica”, con l’aggiunta di alcuni dettagli specifici della versione. C’è però da fare una premessa sostanziale: il nome Trophy non deve trarre in inganno facendoci pensare ad un allestimento racing. Non ha infatti molto in comune con le varie versioni Light o F1 Team, caratterizzate da un’impostazione marcatamente più spartana. Questa nuova variante di Clio sportiva è di fatto una RS in edizione speciale, arricchita da numerosi dettagli specifici e con una dotazione davvero completa.

Da fuori è immediatamente riconoscibile grazie alla tinta bianco perla chiamata Nacré Matt, con il forte contrasto cromatico offerto dal tetto nero (opzionale), il doppio terminale di scarico e il vistoso estrattore; lateralmente spiccano i cerchi in lega da 18” Radical diamantati con pinze freno colorate di rosso e la firma “Trophy” sulla modanatura bassa che corre lungo tutta la fiancata.

La vista anteriore non differisce molto dalle altre RS di recente produzione ma è impreziosita dal grande logo specifico della versione posizionato sulla lama orizzontale anteriore, quella che in ambiente racing chiamerebbero front lip.

Passando agli interni, oltre alle caratteristiche già conosciute con la RS, come il clima monozona manuale, la strumentazione analogico-digitale e lo schermo touch R-Link, si nota da subito la caratterizzazione specifica della versione: scegliendo il Trophy Pack, si hanno sedili sportivi con poggiatesta integrato e logo specifico ricamato a contrasto, volante rivestito in pelle con cuciture rosse, finiture carbon look per le bocchette d’aerazione e cinture di sicurezza sempre rosse.

Si può poi completare la già ricca dotazione acquistando il sistema di telemetria R.S. Monitor, un dispositivo che consente di monitorare numerosi parametri della vettura durante la guida di tutti i giorni ma soprattutto in pista: tramite segnale GPS e parametri di motore, acceleratore, freno e forza G è possibile estrarre dalla vettura i principali dati di utilizzo e analizzare la guida effettuata, capendo settore dopo settore il ritmo tenuto e dove si è guadagnato o perso qualche decimo di secondo.

La Tecnica

Sotto il cofano della RS Trophy c’è il classico 4 cilindri 1.6 turbo 16V a iniezione diretta di benzina montato in posizione trasversale; la potenza massima aumenta di 20 cv rispetto alla RS standard, toccando quota 220 e con limitatore tarato a 6.800 giri. Anche la coppia massima cresce e arriva fino a 260 Nm nel funzionamento normale e 280 in overboost, grazie a modifiche mirate al sistema di sovralimentazione, aspirazione e scarico.

Nuova gestione della trasmissione EDC doppia frizione a sei rapporti, con cambiate più rapide del 30% rispetto a prima; rimane invariata la funzione launch control, con la modalità di partenza assistita che consente di staccare ottimi tempi in accelerazione e sfruttare appieno le performance prodotte dalla vettura.

Anche l’assetto ha beneficiato di interventi mirati, con un abbassamento del corpo vettura di di 20 mm all’avantreno e 10 mm al retrotreno e molle posteriori irrigidite del 40%. Affinato anche lo sterzo, ora più diretto del 10% e quindi ancora più direzionale grazie anche ai pneumatici Michelin Pilot Super Sport 205/40 montati su cerchi da 18”.

Da segnalare la riproposizione della gestione elettronica del differenziale anteriore tramite la funzione RS Diff: come già evidenziato nell’analisi della RS, prima che si attivi l’antipattinamento, il sistema frena la ruota con minore aderenza per favorire una migliore trazione della vettura. Sarebbe stato interessante provare una RS in chiave racing con installato un vero autobloccante meccanico, considerando anche le potenzialità del telaio, dell’assetto e dell’impianto frenante.

Allestimento e Listino

Come indicato in precedenza, l’allestimento della RS Trophy parte dalla dotazione della RS standard, impreziosito però da alcuni dettagli specifici.

Troviamo quindi di serie, tra le altre cose, il touchscreen da 7” R-Link con navigatore integrato, clima manuale, apertura e chiusura delle portiere con sistema keyless, sensore pioggia e crepuscolare, vetri posteriori oscurati, assistenza alla frenata d'emergenza e alle partenze in salita, attacchi Isofix e kit riparazione pneumatici.

Passiamo ora al lato economico: il prezzo di listino della Clio RS Trophy è 26.000 Euro. La cifra in sé non è bassa, ma considerando gli interventi tecnici (potenza e coppia in più, modifiche ad assetto e cambio, aggiornamenti di interni ed esterni), i circa 2 mila euro supplementari richiesti rispetto alla Clio R.S. da 200 CV non sembrano poi così esagerati.

Pregi e Difetti

Piace
- Risposta pronta ed erogazione lineare del motore
- Facilità utilizzo
- Esclusività dell'edizione limitata

Non Piace
- Paddles cambio solidali al piantone del volante
- Clima di serie manuale
- Alcuni componenti interni economici

Mercato e Competitors

ll segmento di appartenenza della Clio, il B, è da ormai diversi anni il principale del Mercato; con un terzo delle vendite totali, le compatte rappresentano un tesoretto importante per tutti i marchi generalisti. Renault ovviamente non fa eccezione e fa segnare numeri importanti per questo 2016: Clio è infatti quarta assoluta del suo segmento, con una quota vicina al 10% nonostante gli ormai quasi quattro anni dal lancio; allargando il discorso a tutto il Mercato, la piccola della Losanga è seconda assoluta in classifica tra le vetture di importazione, dietro solo a Golf.

Le preferenze dei clienti Clio ricadono sul Diesel, conferendo alla piccola Renault il terzo gradino del podio assoluto tra le vetture alimentate a gasolio, dietro a 500X e 500L. Naturalmente il sub-segmento che più ci interessa è quello delle hot-hatch, le piccole bombe: diversi marchi hanno a listino compatte ad alte prestazioni. Confrontiamole rapidamente in termini di scheda tecnica, scelte meccaniche e listini, prendendo come requisiti fondamentali l’appartenenza al segmento B, potenza attorno ai 200 CV e listino sotto i 30mila Euro.

Iniziamo dalla Ford Fiesta ST, con il suo 1.6 turbo da 182cv abbinato unicamente alla trasmissione manuale; tra gli accorgimenti tecnici più interessanti il Torque Vectoring Control che utilizza il sistema frenante della vettura per bilanciare costantemente la distribuzione della coppia del motore tra le ruote motrici, così da adattarla alle condizioni di guida e al manto stradale, assicurando una migliore aderenza. Prezzo a partire da 21.500 Euro.

Altra presenza storica tra le piccole sportive è senza dubbio l’Opel Corsa OPC, fresca di nuova generazione: anche per lei un 1.6 sovralimentato, in grado di erogare 207 cv e associato al cambio manuale a 6 rapporti. Molto sportivo l’OPC Performance Pack che, aggiungendo poco più di 2mila Euro al prezzo base di 22.270 Euro, regala un interessante differenziale a slittamento limitato, il sistema frenante Brembo Performance e un set di cerchi in lega d 18" con design specifico.

Non poteva di certo mancare l’altra francese per eccellenza, la Peugeot 208 THP: nella nuova configurazione eroga 208 cv grazie alla sovralimentazione e ha un prezzo di partenza di 22.800. Decisamente più intrigante, ma anche più cara di circa 3mila Euro, la 208 THP by Peugeot Sport: stessa potenza della “sorella” ma con in più di serie differenziale meccanico autobloccante a slittamento limitato TORSEN®, pinze freno anteriori Brembo rosse marchiate "Peugeot Sport", cerchi in lega 18" e touchscreen 7" con Navigazione.

Chiudiamo la panoramica delle competitor con due parenti strette: Seat Ibiza 1.8 TSI Cupra SC e VW Polo GTI. Per entrambe stessa piattaforma, un 4 cilindri 1.8 sovralimentato e 192 cv di potenza massima. La VW può avere anche la trasmissione doppia frizione DSG, ma è necessario aggiungere 1500 Euro ai 22.100 richiesti per la 3 porte con cambio manuale; per la Ibiza Cupra SC il listino parte dai 21.500 Euro.

Clio: un nome storico

Il fenomeno Clio nasce nell’ormai lontano 1986, anno della realizzazione di primo modello in scala 1:1 che prefigurava la vettura definitiva; due anni dopo vennero sorpresi i primi prototipi durante i collaudi su strada e nel giugno del 1990 ci fu la presentazione ufficiale alla stampa.

Da allora si sono succedute quattro generazioni, ognuna delle quali ha potuto contare su una o più versioni sportive: da sempre infatti il nome Clio viene associato alle piccole pesti che hanno popolato i sogni dei giovani di un paio di generazioni.

In principio fu la 1.8 16v, vettura che oggi definiremmo a pieno titolo una vera e propria “hot hatch”, apprezzata sotto il livello delle prestazioni pure (137 CV e velocità massima di 212 km/h) e soprattutto della dinamica di guida; a differenziarla fortemente rispetto alle competitor del periodo fu proprio il comportamento stradale. Molte erano le proposte valide dell’epoca, dalla Fiat Uno Turbo alla Ford Fiesta RS fino alla Peugeot 205 GTI, ma la piccola Clio seppe imporsi in termini di guidabilità e resa su strada, sfruttando al massimo le doti di agilità e bontà del telaio.

Successivamente fu il turno della Clio Williams, introdotta nella primavera del 1993, e realizzata per celebrare la conquista del titolo Costruttori da parte della Williams-Renault nella stagione 1992 con il britannico Nigel Mansell: la vettura poteva contare su un potente 2 litri 16v da 147 CV in grado di spingere la vettura a 215 km/h di velocità massima, con scatto da 0 a 100 km/h in 8 secondi.

Esteticamente si riconosceva per la verniciatura specifica blu metallizzato, cerchi color oro ed logo Williams sulle fiancate ed in coda. La Williams sarebbe dovuta essere una versione a tiratura limitata (2.500 esemplari previsti) ma, visto anche il successo riscosso, si arrivò ad una produzione di oltre 12 mila esemplari. Curiosità legata al nostro Paese, l’Italia fu l’unica nazione in cui la Clio Williams rimase in vendita fino al 1996.

Nel 1998 fece la sua prima comparsa la Clio di seconda generazione ma fu necessario attendere fino al 2000 per avere le versioni sportive: una nuova aspirata da 2 litri chiamata RS e l’assoluta novità di una variante con motore V6 e 3.0 di cilindrata. La RS montava un un 4 cilindri in linea di 1998 cm³, derivato direttamente da quello della Williams, ma rivisto nella distribuzione dalla Mecachrome, azienda legata al marchio francese dalla collaborazione in Formula 1, il motore erogava 172 CV e spingeva la vettura fino a 220 km/h. Nel 2001 la RS beneficiò di un restyling e guadagnò 10 CV, raggiungendo quota 182 CV.

Discorso a parte per la versione V6, che della famiglia Clio mantenne solo il nome del modello; Immediatamente riconoscibile per i vistosi passaruota allargati e le prese d'aria laterali, la Clio V6 era una biposto con un motore aspirato da 3 litri montato in posteriore centrale e in grado di erogare 230 CV.

La V6 beneficiò del restyling solo nel 2003 e, oltre all’estetica, ci furono interventi anche da punto di vista meccanico: messa a punto delle sospensioni posteriori, nuovi cerchi in lega da 18 pollici e potenza aumentata fino a quota 255 CV. La terza generazione, lanciata nel 2005, poté contare solo sulla 2.0 RS da 197 CV, declinata anche in versioni speciali come la R27 F1 Team, la Gordini e la Light. Nel 2009 ci fu anche un restyling che interessò l’estetica ma anche la meccanica, con innalzamento della potenza a 203 CV.

Ed eccoci ai giorni nostri: quarta generazione disponibile dal 2012 e versione sportiva RS in vendita dall’anno successivo. Rivoluzione in termini di estetica ma soprattutto sotto il profilo della meccanica: si registra infatti il passaggio dal classico 2 litri aspirato ad un 1.6 sovralimentato con iniezione diretta e doppia fasatura variabile abbinato al cambio doppia frizione EDC, abbandonando quindi la consueta trasmissione manuale.

Renault Clio RS 220 EDC Trophy, la scheda tecnica

CORPO VETTURA
Numero porte 5
Numero posti 5
Bagagliaio 300 dm3
Massa in ordine di marcia 1240 kg
Lunghezza 406 cm
Larghezza 174 cm
Altezza 143 cm
Passo 258 cm

MOTORE
Numero cilindri 4 cilindri in linea
Cilindrata cm3 1618
Alimentazione benzina
Potenza max/regime 153 kW (220 CV) a 6050 giri/min
Coppia max 280 Nm
Trazione anteriore
Cambio automatico doppia frizione a 6 rapporti
Omologazione antinquin. Euro6

PRESTAZIONI e CONSUMI
Velocità max 230 km/h
Accelerazione 0-100km/h 6,7 secondi
Consumo Misto 5,9 litri per 100km
Emissioni CO2 135 (g/km)

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