Nuova Mini 5 Porte: primo contatto su strada

La Mini guadagna due portiere e propone maggiore versatilità unita a più spazio per i passeggeri e per i bagagli. Ecco com'è e come va la nuova Mini 5 porte.


Due porte in più possono fare la differenza? Per Mini la risposta è affermativa e provando la nuova Mini cinque porte ci si accorge di come solo 16 centimetri in più di lunghezza possano rivoluzionare per davvero una vettura. Il marchio britannico non ha però solo allungato il passo e la carrozzeria della segmento B, ma le ha donato un carattere tutto nuovo, pensato per rendere la compatta più pratica e fruibile nella vita di tutti i giorni. Nonostante ciò Mini afferma di non aver intaccato il classico go kart feeling tipico delle piccole del marchio britannico, ma sarà davvero così?


Mini 5 Porte: com’è e come va

Nuova Mini Cooper S 5 Porte: prova su strada

Mettendosi per la prima volta al volante della nuova Mini 5 porte, nel nostro caso una Mini Cooper S, ci si accorge che qualcosa è cambiato rispetto alla Mini alla quale eravamo abituati, seppur l’impostazione sia quella classica. Le portiere meno lunghe non influiscono sulla facilità d’ingresso nella parte anteriore dell’abitacolo che non viene in alcun modo modificata rispetto alla versione che conta due porte in meno. Quello che cambia è dietro. Pur avendo un tetto con la stessa lunghezza della sorella tre porte, la nuova Mini 5 porte presenta un posteriore più allungato con un lunotto maggiormente angolato per permettere di ricavare più spazio per le gambe dei passeggeri posteriori e per aumentare la volumetria del bagagliaio. Novità che, all’atto pratico, risultano immediatamente percepibili.

Entrando nell’auto dalle porte posteriori, a dir la verità un po’ piccole per via dell’accesso relativamente stretto, si può beneficiare immediatamente dello spazio in più trovando subito una posizione comoda per viaggiare con davvero tanto spazio per le gambe. La distanza tra il divano posteriore ed il sedile anteriore appare, almeno a sensazione, quasi maggiore rispetto ad alcune auto di segmenti superiori e sicuramente paragonabile a quella di una ben più grande segmento C grazie ad un incremento di 72 millimetri di spazio utile per le gambe. A fronte di questo però l’altezza dell’abitacolo è rimasta quasi immutata, solo 15 millimetri in più, così come, di conseguenza, lo spazio per la testa che risulta solo leggermente migliorato.

Un altro dei grandi benefici apportati dall’allungamento della vettura è il rinnovato vano bagagli che – finalmente – presenta una volumetria abbondante. La nuova Mini 5 porte vanta infatti un bagagliaio da 278 litri che può contenere facilmente un paio di trolley e altri bagagli morbidi come degli zaini. Un salto in avanti di ben 67 litri rispetto alla Mini 3 porte che sulla carta potrebbero sembrare pochi, ma che all’atto pratico fanno davvero la differenza. Sembrano invece non sentirsi i 161 millimetri in più di lunghezza esterna, per un totale di 3.982 millimetri, con la nuova Mini 5 Porte che si lascia guidare con grande facilità anche in spazi stretti. A tal proposito il passo allungato di 72 millimetri non lascia trasparire grandi diversità rispetto alla versione con interasse più corto quando si marcia con andatura tranquilla ma, non appena si affronta una strada tortuosa ci si accorge di come il carattere della Mini sia cambiato.

In curva la nuova Mini 5 porte risulta infatti più stabile e piantata a terra. Le differenze rispetto alla versione a tre porte con passo più corto si sentono soprattutto nei cambi di direzione, un po’ più lenti e meno reattivi e nelle curve veloci dove l’auto, conseguentemente all’aumento di passo, risulta molto più stabile, soprattutto al retrotreno. Ciò ha reso meno nervosa ed ancor più facile da guidare la Mini che presenta il solito, granitico, asse anteriore che appare imperturbabile anche nelle manovre più brusche, non denotando sottosterzo se non quando è il guidatore a chiedere davvero troppo agli pneumatici. Precisa e stabile, la nuova Mini 5 porte propone uno sterzo estremamente simile a quello della Mini “classica” che permette grande comodità e precisione di marcia abbinate ad un ottimo feeling di guida. Merito anche della seduta, bassa e ben regolabile, che però a volte crea problemi con i semafori: il tetto sporge molto in avanti rispetto alla posizione del guidatore che risulta piuttosto arretrata, non consentendo una buona visibilità delle luci alte dei semafori, con le luci basse che vengono ostruite dallo specchietto retrovisore interno. Non ottimale anche la visibilità posteriore, anche se, nel complesso, la Mini 5 porte propone una buona visibilità globale.

Di alto livello anche il cambio manuale a sei rapporti, con marce ben spaziate, innesti precisi e con il giusto contrasto ed una corsa della leva piuttosto breve. Non così buona, invece, la frizione, a nostro avviso unica nota stonata di una sinfonia meccanica di prim’ordine. Il pedale della frizione ha infatti una corsa piuttosto lunga e stacca abbastanza in alto, caratteristiche che si discostano in maniera netta con la sportività generale della vettura. Oltre a questo la frizione risulta piuttosto filtrata e non comunica le giuste sensazioni al piede del guidatore, rendendo, in alcuni casi, le cambiate poco fluide fin quando non ci si è abituati.

La Mini 5 porte ripropone le stesse motorizzazioni dell’attuale gamma Mini, dalle tre cilindri benzina e diesel alle più potenti Cooper D e Cooper S. Durante la nostra prova abbiamo testato proprio quest’ultima, una vera compatta tutto pepe in grado di regalare sensazioni forti grazie ai 192 cavalli espressi con continuità tra i 4.700 ed i 6.000 giri ed i 300 Nm con Overboost erogati dai 1.250 ai 4.750 giri del suo 2.0 litri TwinPower Turbo che la portano da 0 a 100 chilometri orari in 6.9 secondi spingendola ino a 232 chilometri orari di velocità massima. Un motore fluido, regolare con un’erogazione che sembra non finire mai, soprattutto quando si posiziona il selettore del Mini Driving Mode su Sport. Pieno fin dai bassi regimi, il due litri conferma la Mini Cooper S 5 porte come una delle proposte sportive più interessanti dell’intero segmento, anche a fronte del consumo che, secondo i dati dichiarati dalla casa, ammonterebbe a soli 5.4 litri nel ciclo combinato per la variante con cambio automatico.

Oltre alla Mini Cooper S, proposta a 25.750 euro, la gamma della nuova Mini 5 porte spazia dai 19.100 euro della Mini One 5 porte ai 29.400 euro della Mini Cooper SD Business XL 5 porte, per un’offerta che comprende ben sei motorizzazioni TwinPower Turbo a gasolio ed a benzina tre o quattro cilindri con potenze comprese tra i 95 ed i 192 cavalli. Una gamma davvero completa che, unita alla nuova praticità delle cinque porte ed all’incremento di spazio a bordo potrebbe decretare il successo della compatta inglese.

La nuova Mini 5 Porte si dimostra quindi un’ottima compagna di viaggio, sia per lunghi tragitti, sia per un utilizzo quotidiano viste le sue doti di comodità e di spaziosità abbinate a dimensioni compatte. La dinamica di guida è di ottimo livello, così come le finiture ed i particolari interni, ma il look pulito e sportivo della Mini ha risentito delle due porte addizionali e dell’allungamento del passo che ne ha diminuito la reattività di guida. Certo i puristi potrebbero storcere il naso proprio per le cinque porte, ma basta provarla per riconoscere immediatamente quel DNA Mini che ha decretato il successo dei modelli precedenti.




Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 17 voti.  
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE MOTORI DI BLOGO