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Secondo quanto dichiarato oggi da Roberto Risi, amministratore delegato DR con un lungo passato nel top management Fiat, “Termini Imerese è un investimento destinato a fallire”. Questo è quanto affermato nel corso di un’intervista rilasciata ad ADNKronos.
Risi ha parlato di “elevato rischio di fallimento sul medio e lungo periodo a causa degli elevati costi logistici”, problema difficilmente superabile che è in ultima analisi il motivo profondo per cui la produzione di auto nel polo industriale siciliano non è, né può essere competitiva.
E per quanto riguarda la prospettiva di realizzare auto elettriche a Termini? Si tratta di una soluzione che “potrebbe consentire allo stabilimento di sopravvivere per cinque anni giocando sul prezzo” secondo il manager, ma poi “il problema strutturale” di cui sopra emergerebbe comunque, “rischiando di mettere in ginocchio qualunque attività”.
Lo scetticismo di Risi vale a maggior ragione per le auto dotate di motorizzazioni tradizionali: “se si pensa di produrre a Termini una vettura compatta che deve avere un prezzo molto competitivo, non avendo in Sicilia tutte le fasi produttive, a partire dallo stampaggio, diventa un’impresa improba dal punto di vista economico”.
A contribuire agli elevati costi logistici è anche l’assenza di un parco fornitori che non c’è “perché i volumi dello stabilimento non erano sufficienti a giustificare gli investimenti necessari per crearlo”. Inguaribile pessimismo o visione crudamente realistica della situazione?
dami-alby
18 feb 2010 - 23:02 - #1 (nascondi)Che chiudano loro, tanto per quelle schifezze di auto che vendono……..!!!
arna-ti
18 feb 2010 - 23:05 - #2760 milioni di euro delle nostre tasse per produrre automibiline indiane elettirche in sicilia. Mio dio…
appuccino
18 feb 2010 - 23:06 - #3Ma loro che ne sanno?!
tombolaso
18 feb 2010 - 23:12 - #4prima di chiudere sfrutteranno bene i soldi statali e comunque tutte queste chiacchiere sull’ elettrico che comprerà solo qualche pseudo ambientalista
fiatista
18 feb 2010 - 23:14 - #5E se lo dice una ditta Italiana di auto cinesi allora c’è da fidarsi…
lucas-the-original
18 feb 2010 - 23:18 - #6analisi ineccepibile, ditelo a Scajola…
sempre-pi-fora
18 feb 2010 - 23:21 - #7IL PROBLEMA E’ LA SPORCA MAFIA CHE C’E’ LI ATTORNO….
knoxville
18 feb 2010 - 23:22 - #8 (nascondi)mi rattrista vedere questi oltre 2000 operai(che equivalgono a oltre 2000 famiglie)che perdono il proprio lavoro. Cmq nn capisco perchè quelli della DR si sn messi a DiRe questa cosa:quando diventeranno una grande azienda allora potranno parlare ma adesso…no!
PZZZZZZ
18 feb 2010 - 23:30 - #9NON COMINCIAMO CON QUESTA MENATA DEL NORD CONTRO IL SUD PERCHè NON CI CREDE NESSUNO TRANNE I LEGAIOLI!!
A quanto pare le multinazionali stanno chiudendo da nord a sud.. da verona a termini imerese!
Allora vediamo di darci una svegliata e cominciamo a ragionare come fanno i francesi i tedeschi e gli spagnoli!
Quanto andiamo a fare la spesa oppure quanto dobbiamo comprare qualsiasi prodotto controlliamo se l’azienda produttrice investe nel nostro paese, se ha aperto fabbriche nel nostro paese, se investe nella ricerca e l’innovazione nel nostro paese.
Soprattutto controlliamo la differenza di investimenti che la multi fa in italia rispetto ad altri paesi…
controlliamo se stanno sfruttando il nostro territorio oppure se stanno aiutando le nostre comunità.
Sveglia!
tombolaso
18 feb 2010 - 23:31 - #10non parlate male della “grande multinazionale” dr guidata dal “grande” massimo dirisio che importa auto tecnologicamente avanzate con motori mjet 1,9 fiat di ultima generazione o prima generazione??a comunque ha una gamma che spazia dalle citycar ai suv,ma vuota tra questi due segmenti.
come prima cosa comprerò la sua super(mercato)car
PZZZZZZ
18 feb 2010 - 23:32 - #11PARDON.. QUANTO=QUANDO :p
jotemaster
18 feb 2010 - 23:32 - #12se hanno commentato significa che hanno visto i numeri dello stabilimento, visto che si era parlato di un loro possibile coinvolgimento per acquisire lo stabilimento.
tralaltro il tipo dovrebbe essere un ex top manager fiat quindi probabilmente parla con piu cognizione di causa di un utente qualsiasi di un blog
e ad ogni modo ha detto la pura verità, quella che non si vuole ammettere ne sentire, ma c’è poco da fare: sia termini che pomigliano vanno chiuse se la fiat vuole restare competitiva
De Loollliss
18 feb 2010 - 23:34 - #13#12 allora COMPRATI LA SUPER(MERCATO) CAR FRANCO-RUMENO-MAGREBINA DELLA DACIARENAULT FURBONE!!!
LOOOOLL
needforspeed
18 feb 2010 - 23:35 - #14Dovrebbero investire di più in Italia, invece investono in Polonia togliendo lavoro qui in Italia, il problema e solo uno, in Polonia la manodopera costa la metà rispetto al nostro paese
gigarobot
18 feb 2010 - 23:36 - #15sentite chi parla….quello che il parco fornitori ce l’ha addirittura in cina…
luigi121
18 feb 2010 - 23:39 - #16un post interessante
tombolaso
18 feb 2010 - 23:39 - #17beh per quello che costano hanno una buona dotazione eccetto il pedale del freno che si piega della dr1
michifu
18 feb 2010 - 23:44 - #18#16 si, ma quella di delocalizzare non è solo una prerogativa della fiat…
needforspeed
18 feb 2010 - 23:47 - #19no, infatti tante altre case fanno la stessa cosa e questo mi da fastidio perché l’auto costa uguale a quelle prodotte nel paese d’origine delle case costruttrici
vergingetorix
18 feb 2010 - 23:51 - #20Vive le general De Gaule!!!
Trattore Same
18 feb 2010 - 23:51 - #21E che chiudano allora! Ma se sento montezuma parlare ancora di “italianità”, gli vo.mi.to addosso!
veterinario-dei-cavalli-vapore
18 feb 2010 - 23:52 - #22personalmente non mi spiego una cosa: come mai in passato, quando il mercato dell’auto era meno sviluppato (si sfruttava l’auto fino all’osso prima di sostituirla), le cose andavano meglio nessuna fabbrica fiat chiudeva e si realizzavano prodotti di un certo livello (mi riferisco ad alfa e lancia) oggi che la domanda è maggiore non si riesce a dare un’offerta adeguata anzi! QUESTA SI CHIAMA INVOLUZIONE!
bad-moon
18 feb 2010 - 23:52 - #23Ah le famose cattedrali nel deserto del meridione…
bella li
18 feb 2010 - 23:52 - #24vergin-getorix ha ha ha
tombolaso
18 feb 2010 - 23:56 - #25notte automobilisti fatti e strafatti
polemica dolce polemica
18 feb 2010 - 23:58 - #26#26 parecchie cattedrali nel deserto come le chiami ti hanno aiutato a creare infrastrutture e ricchezza al nord distruggendo il territorio del sud ma questa e un’altra storia visto che sia il nord che il sud alla fine dei conti hanno entrambi i loro torti e le loro ragioni.
bella li
19 feb 2010 - 00:00 - #27#28 non era meglio trombolaso ha ha ha
654321
19 feb 2010 - 00:05 - #28con la loro lunga esperienza di produttori di auto c’è solo che da fidarsi
ma pensate a rimarchiarvi le vostre scatolette di tonno cinesi che avete il coraggio di definire italiane
brambo
19 feb 2010 - 00:09 - #29Ormai fiat chiude i due stabilimenti e cesserà la produzione nel 2012. In parte ha anche diritto di chiudere due fabbriche non redditizie. Adesso si tratta di trovare un possibile compratore, in ballo ci sono 300 milioni di euro (100 del governo e 200 della regione Sicilia). Alcuni di questi milioni di euro saranno investiti in strutture.
andrea-m
19 feb 2010 - 00:11 - #30x PZZZZZZ Commento #11
Dovremmo forse comprare Fiat Panda e 500 costruite in Polonia o Fiorino Qubo costruito in Turchia?
sorbole!
19 feb 2010 - 00:20 - #31#32 fate meno i santarelli guardate la star un tempo uno dei simboli dell’industriale del nord che crea il suo impero economico dal nulla.. (quella dei dadi da cucina per intenderci ) è stata svenduta agli spagnoli ma le pubblicità hanno lo slogan meravigliosi tipo.. ti amo gusto italiano..
vogliamo parlare dei panini di una famosa multinazionale di fast food e del panino i”taly”sponsorizzato da un certo ministro dell’agricoltura.. ma non erano contro la globalizzazioni questi signori? non erano i “difensori” del mondo”local” contro quello “global” adesso abbiamo prodotti d’eccellenza del nord del centro e del sud felicemente mischiati con cibi pieni di prodotti chimici
Auguri
rowman
19 feb 2010 - 00:20 - #32#25 prima le auto costavano meno ed erano per pochi…poi indebitando il paese essi hanno fatto credere a molti di essere ricchi, invogliando a comprare auto…le aziende hanno aumentato la capacità produttiva, hanno fatto auto sempre peggiori come durata e più costose, hanno inventato il model year…poi l’illusione di esser ricchi è finita con la crisi (per qualcuno anche molti anni prima) e ci siamo ritrovati troppe auto costose sul mercato invendute….troppe fabbriche che producono..ed allora si inizia a tagliare…da dove…dagli stabilimenti più costosi….non ci vuole un professorone per capire che produrre auto in sicilia è costoso…dispiace per gli operai, ma i siciliani dovrebbero trovare un modo per valorizzare la loro terra, le loro peculariatà…una fabbrica può stare ovunque…non ha bisogno della bella sicilia o dei siciliani per funzionare…se fiat non si adegua, chiude…ed allora ci rimettono oltre che i siciliani, anche molti altri italiani….la Sicilia è una bella terra, donne bellissime e calienti, sole, mare, ottima cucina…amici, che se amici si fanno in quattro nel momento del bisogno…speriamo che una soluzione venga trovata e senza troppo spreco di denaro pubblico…perchè sono stufo di pagare i papponi, politici e mafia!
marsalach
19 feb 2010 - 00:21 - #33Purtroppo e una realta che troppi anchora non vogliono e non possono credere. Ma la manodopera proprio su prodotti che hanno un mercato globale - i.e. auto - e destinata a essere emarginata in tutta Europa. La Sicilia e un casa estremo, proprio le strutture di oggi, che fanno del indotto o meglio del parco fornitori una condizione non discutibile. A questo si deve aggiungere la logistica necessaria - si per montare che per inviare il prodotto a destino.
Forse Termini Immerese e poi sempre stato piu un capricio voluto dalla politica e per questo anche soportato con tanti aiuti statali. Ma un imprenditore non l’avrebbe mai fatto.
A la lunga il Sud e specie la Sicilia deve fare strutture per produrre innovazioni. Per renere l’idea sarebbero delle strutture come quelle del Eliasi - il centro di sviluppo FIAT dove e nato il Common Rail al suo tempo.
La Sicilia su quel fronte potrebbe coprire diverse area di Know-How: Per esempio nel settore della chimica (Catania) o nell’agricoltura o nella ricerca di nuove e rinovabili fonte di energia (Vulcani attivi) - solo per citarne alcune senza fare grossi giri.
Le struture senza possibilita di sopravivenza devono sparire meglio subito che tenuti in vita solo per evitare cambiamenti che non sono da fermare. A livello struturale si spende molto o meglio si sprecano delle risorse che sono meglio investiti in aree con un futuro fattibile. Cosi non si risolve niente perche non si puo andare contro il mercato globale.
E li che ci vuole un governo non fatto di parole e belli auguri e speranze. Ma di teste lucidi e con coraggio per avviare delle imprese con sorti anchora da stabilire.
E molto facile scaricare tutto alla Fiat. Proprio lo Stato compera nel settore auto molto dall’Estero. E proprio li dove il cittadino deve guardare - i fatti e no le belle parole.
Per la Sicilia vale sempre piu ‘aiutati tu si no non ti aiuta nessuno’.
PZZZZZZ
19 feb 2010 - 00:25 - #34#33 comprati la clio costruita in marocco, in algeria e in slovenia, la megane in spagna ecc…
ma che vuoi? credi veramente di essere l’unico a conoscere la situazione dell’industria auto europea? ma vai a farti un giro.
lambo dream
19 feb 2010 - 00:25 - #35Vendere …..
worldgt1.blogspot.com/
uno, nessuno, centomila
19 feb 2010 - 00:31 - #36#36 non capisco perchè questo colbertismo economico debba essere attuato solo in Italia e soprattutto nel sud della penisola… mentre nel sud della Francia, nel sud della Spagna e nell’est della Germania i rispettivi governi hanno fatto sempre grandi sforzi per creare nuove infrastrutture e parlo di infrastrutture utili al territorio e non il ponte che serve solo a fare pubblicità e ad arricchire sempre e solo le grandi aziende…
brambo
19 feb 2010 - 00:58 - #37Il problema maggiore non sono le strutture. Buona parte dei dipendenti Fiat crede di lavorare per lo Stato per cui tutto è dovuto. Sciopero su sciopero, assenteismo, sindacati che bloccano qualsiasi piano aziendale, assunzioni in cambio di favori… I
Dumah Brazorf
19 feb 2010 - 01:00 - #38#33
Meglio la Panda costruite a Pomigliano, li sì che sanno come si lavora.
rav
19 feb 2010 - 01:22 - #39@11: Ah io mi sveglio… ma col tuo ragionamento mi sa che vado avanti a Parmigiano Reggiano e poco altro. Le fiat le producono all’estero (o comunque investono all’estero i soldi guadagnati con quelle prodotte in Italia). I vestiti li producono all’estero, pure i santarelli delle marche che fanno gli spot dove dicono “made in Italy” ma poi in Italy ci mettono la firma, il resto è Made in Cina, Taiwan o Corea. Per fare la pasta usano sempre meno prodotti italiani perchè usare quelli stranieri fa guadagnare. Allora cosa devo comprare? Più che altro sarebbe ora che LORO investissero in Italia perchè se non paghi la gente, quella non compra i tuoi prodotti, ma non solo perchè non vuole, proprio perchè non ha i soldi. Andate a chiedere agli operai che sono in cassa integrazione da una vita quante Punto si comprano… ma non comprano nemmeno Polo o Citroen… MAgari una DR sì perchè è l’unica che possono permettersi. Riguardo al problema della logistica, purtroppo ha pienamente ragione. per quanto si produca è pur sempre un isola, e in quanto isola circondata da acqua… quindi al costo del trasporto che c’è per qualsiasi merce bisogna aggiungere il costo del traghetto per portarle sulla terra ferma (il chè vuol dire caricare quei camion o quei treni su navi con costi ancora maggiori). Qui nemmeno il ponte (che è una gran cavolata) può farci qualcosa. Da sempre le fabbriche sono state costruite in posti strategici, vicine alle arterie principali, o a ferrovie e “vicine” a dove verranno consegnati i prodotti. Un’isola non è proprio il posto ottimale. Certo spero trovino una soluzione per salvare la fabbrica e il lavoro degli operai che campano di quello. Forse la soluzione potrebbe essere un prodotto da vendere in Italia (i costi resterebbero bassi perchè c’è un solo passaggio) Spero non ci vadano i cinesi perchè quelle macchine non le compra nessuno e tra 1 anno sono da capo. L’auto elettrica potrebbe essere una soluzione però sempre vendendola solo in Italia, altrimenti i costi salirebbero e finirebbe per aver ragione l’AD di DR.
Il revisore
19 feb 2010 - 01:39 - #40Miei cari blogger, quando parla il top manager di una casa automobilistica non parla un cretino o un giornalista, parla uno che sa le cose, che ha accesso a informazioni esatte e prilivegiate, che conosce le dinamiche industriali (che non vuol dire sapere dove viene costruita la 500…), quindi vi suggerirei di prestare attenzione, potreste imparare qualcosa.
Nel merito, Risi dice cose che oltre ad essere industrialmente vere, sono anche di buon senso. Quindi tutte le volte che vi chiedete “ma perchè alfa non fa una bella berlina 4 porte trazione posteriore 4×4 con un bel 3.0 benzina da 350 CV” provate a chiedervi dove la dovrebbe fare e chi dovrebbe fornire, boh, la vernice rosso alfa che vi piace tanto, e come ce li porta un centinaio di autotreni al giorno!
elanslh2
19 feb 2010 - 02:54 - #41Qui parla l’esperienza di Risi (non Di Risio), quindi dategli un po’ di credito. Termini è nato con la Cassa del Mezzogiorno, per far guadagnare i voti siciliani alla DC e non certo perchè ci fosse un vantaggio industriale per FIAT al di là delle sovvenzioni statali. Va detto anche che allora il mercato auto era meno competitivo e i costi logistici incidevano meno in percentuale, e quindi per qualche lustro ha resistito. Ma ora è insostenibile. O si creava un polo industriale con i fornitori in loco (come Melfi), ma qui la Regione Sicilia ha rifiutato, oppure si va a chiudere.
E’ ovvio che tutti siamo preoccupati del futuro di questi lavoratori FIAT dopo il 2011, ma chissà perchè, non vedo una agitazione analoga (neanche dai politici) per tutti quei lavoratori, ancora più numerosi, che il posto l’hanno già perso (Eutelia, Agile, Alcoa, Yamaha, ecc.)
giazz
19 feb 2010 - 03:36 - #42#39 adesso NON esagerare, se vuoi fare un ragionamento serio va bene, se invece vogliamo fare del disfattismo strumentale allora meglio lasciar perdere.
Ormai il problema è europeo. gran parte della componentistica usata in tutti i settori dell’industria europea è prodotta in cina questa è la verità nuda e cruda e questo vale per l’Italia, Francia,Germania ecc.
Ormai in europea le aziende assemblano solamente visto che il resto è stato prodotto altrove in asia.
kscn
19 feb 2010 - 09:56 - #43La realtà industriale è questa: a Termini Imerese non è conveniente produrre auto.
Io investirei i soldi ed il personale in progetti di sviluppo nei settori: agricolo, energie rinnovabili, turismo. In questi settori la Sicilia è imbattibile e se ben amministrata potrebbe diventare la California d’europa. C’è però un problema: i Siciliani!!!!! Il mio non è razzismo credetemi è solo un dato di fatto.
ellezeta1961
19 feb 2010 - 10:32 - #44attorno a Melfi è stato sviluppato tutto l’indotto necessario aTermini purtroppo no e mi dispiace xchè lavorano meglio di Pomigliano.entro pochi anni in Italia rimarranno solo Melfi,Cassino e Mirafiori a produrre auto.
kitt
19 feb 2010 - 11:07 - #45Purtroppo non ha tutti i torti, e non ha neanche infierito parlando della mafia
mraxanni
19 feb 2010 - 11:09 - #46Di questo passo grazie ai menager e al loro perfido marketing mi sa tanto che in Europa non rimarrà nessuno stabilimento per la produzione delle automobili!
Io comunque mi chiedo come mai lo stato continua ad elargire finanziamenti alla Fiat (provenienti dalle nostre tasse) nonostante la produzione sia stata ormai spostata all’estero?
nirvene
19 feb 2010 - 11:32 - #47#46
In Europa si continuerà a produrre automobili, certo alcuni stabilimenti dovranno chiudere, e altri saranno potenziati.
In Italia chiuderanno 2 o 3 stabilimenti, per via del fatto che a suo tempo sono stati aperti per ragioni politiche e non economiche, il che andava bene fino agli inizi degli anni 90, prima che il mercato non è diventato altamente competitivo, con marchi che sono andati a occupare nicchie storicamente a loro estranei, con l’arrivo o la rinnovata aggressività di nuovi marchi, l’approvazione di normative sempre più severe per contenere le emissioni inquinanti, aumentare i fattori di sicurezza, oltre a una clientela sempre più esigente.
Tutto questo ha portato a ridurre fortemente il margine per pezzo venduto, e ad alzare le cifre necessarie per gli investimenti, investimenti difficilmente reperibili visto la presenza di altre attività industriali/finanziarie molto più remunerative per che detiene i capitali.
Lo stato italiano e le altre istituzioni, non dovrebbero focalizzare la loro attenzione sul comparto auto ma disegnare una nuova politica economica che veda la nascita o conversione verso settori più promettenti in termini occupazionali ed economici, e incitare le attività storiche a mantenere in loco solo le produzioni altamente remunerative, le uniche che possono operare tranquillamente in Italia.
kitt
19 feb 2010 - 11:35 - #48Oh gesù, e quali sarebbero questi finanziamenti che fiat starebbe ancora prendendo?
kitt
19 feb 2010 - 11:47 - #49Ma… è sparito il commento che stava prima del mio (che diceva che lo stato continuava a dare finanziamenti a fiat) oppure ho sbagliato notizia a cui inserire il commento?
luigi
19 feb 2010 - 11:53 - #50la sicilia deve produrre per il vicino nordafrica, non per la lontana europa…