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Renault-Nissan: accordo con la città di Barcellona per la diffusione delle auto elettriche

Pubblicato: 29 ott 2009 da Fabio Sciarra

Renault Fluence Z.E.

La consociata Renault-Nissan prosegue nei suoi piani di accordi con enti pubblici in vista della futura diffusione delle auto elettriche: oggi il colosso franco-nipponico ha annunciato un’intesa con la città di Barcellona volta a promuovere la mobilità a zero emissioni.

La città catalana ha avviato da tempo un programma di politica ambientale sostenibile, con l’adozione di fonti di energia rinnovabili, e in futuro lancerà agevolazioni per gli acquirenti di auto elettriche, sia sul piano degli incentivi all’acquisto, che su quello delle iniziative volte a favorire gli automobilisti “puliti”: a Barcellona nasceranno 191 punti di ricarica per le elettriche e parcheggi riservati ai modelli a emissioni zero.

Gli amministratori catalani commentano affermando che “in una metropoli ad alta densità di popolazione, prendere misure efficaci in termini di sostenibilità ambientale è obbligatorio”. E Renault, dal canto suo, sottolinea che dal 2011 produrrà una delle elettriche presentate al Salone di Francoforte proprio in Spagna…

Renaul Z.E.Renaul Z.E.Renaul Z.E.Renaul Z.E.

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Commenti dei lettori

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  • Sba

    29 ott 2009 - 00:36 - #1
    1 punto
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    Che bella l’auto della prima immagine, che concept è ?

  • Profilo di dmx

    dmx

    29 ott 2009 - 00:58 - #2
    1 punto
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    bella cosa…ma se vogliamo dirla tutta questo deriva dal fatto che Nissan stava per chiudere la fabbrica alle porte di Barcelona e quindi questo rientra tra gli incentivi dati dalla comunità catalana affinchè non vangano lasciate a casa migliaia di persona…ad ogni modo ottima iniziativa

  • Profilo di Stesette

    Stesette

    29 ott 2009 - 01:08 - #3
    0 punti
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    ammiro la Renault.. speriamo ke rispetti almeno una vlt qll ke dice da tempo.. ovvero ke le francesine saranno le prime elettriche ad essere vendute in larga serie … io c credo poco..

  • anonimous

    29 ott 2009 - 08:10 - #4
    1 punto
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    Sba
    28 ott 2009 - 23:36 - #1
    la Fluence, tanto disprezzata in questo blog

  • elanslh2

    29 ott 2009 - 11:52 - #5
    0 punti
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    Interessante. Come Smart con la città di Berlino. Credo che questa sia la vera strada per incentivare le citycar elettriche. Infatti finchè non ci saranno network di ricarica diffusi, l’impiego sarà limitato solo a chi può permettersi garage privato + presa ad alto amperaggio, cioè una sparuta minoranza nelle grandi città. Ma è vitale che ci sia una standardizzazione delle prese tra tutti i costruttori!

  • Profilo di Feriva

    Feriva

    30 ott 2009 - 00:52 - #6
    0 punti
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    Come è ormai noto Renault ha scommesso sull’elettrico, ovvero sulle batterie.
    Ciò va in contrasto con l’idea contemporanea di vw ed altre case che invece vogliono per adesso puntare sull’ibrido e comunque tenderebbero ad ottimizzare il più possibile i motori termici.
    La scommessa delle batterie infatti è abbastanza un azzardo, ma un azzardo che ha la probabilità di ottenere ottimi risultati sia per quanto riguarda i prodotti, sia per un nuovo concetto di automobile e di fonte di energia, sia per la salute economica della casa.

    Questi modelli delineano perfettamente i nuovi valori Renault. La casa potrebbe sfruttare l’occasione anche per un rinnovamento di immagine.

  • Profilo di Feriva

    Feriva

    30 ott 2009 - 01:10 - #7
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    Come commercializzare le batterie?
    Come creare impianti di ricarica?

    Le risposte vaghe oggi sono infinite, quelle meglio definite sono poche.

    La più interessante potrebbe essere questa: convertire le attuali stazioni di rifornimento a veri e propri centri che ritirano la tua batteria scarica in cambio di una già in completa carica. Questo sostituirebbe il tempo morto di ricarica e creerebbe un commercio e un’assistenza specializzata nelle batterie.
    Il concetto potrebbe essere questo: io acquisto l’auto sprovvista della batteria, mi reco in una stazione di servizio batterie e mi viene garantita una batteria completamente carica nel momento in cui mi reco nel “punto vendita” con la mia batteria scarica. Avviene lo scambio batterie e in più io ho anche magari un’assistenza nel caso avessi del problemi con la mia batteria.
    Per questo motivo il montaggio e lo smontaggio delle batterie deve essere studiato in modo molto semplice e funzionale (soprattutto a portata di mano) dalle case automobilistiche.

    Vi chiederete: ma perchè devo pagare un servizio quando posso ricaricarmi l’auto a casa?
    Una prima risposta può essere quella di prima, in questo modo tu non hai tempi morti per la ricarica anche nel caso disponessi di voltaggi industriali 380V.
    Seconda motivazione: quando tutti avremo un’auto ecologiche con batterie e ce la ricaricheremo a casa si abbatterà quell’etica ecologista/economista che c’era in noi e useremo l’automobile senza scrupoli. Le città, le periferie, le autostrade si intaseranno almeno del doppio: non solo la gente è convinta di non inquinare ma soprattutto non paga più il carburante.
    Capite che pagare un servizio introduce quella variabile economica che altrimenti genererebbe il caos più incontrollabile.

  • Stez

    01 nov 2009 - 16:01 - #8
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    di certo molto interessante…
    però al solito si presenta il classico problema:
    “brucio per produrre energia”
    ora stiamo spostando questo problema dalle città alle grandi reti di produzione e distribuzione… ci saraà un aumento della energia richiesta! (Che già c’è e senza queste auto)…
    Brucieremo e inquineremo non piu in città sotto gli occhi di tutti ma in mare… o in determinati luoghi…
    Bisogna saper identificare la maniera piu giusta di ricercare e creare l’energia…

    La realtà è che tocca ridimensionare i consumi! Prima… Poi…
    Bisogna riflettere su quale sia la migliore strada da attuare per produrre energia per la gran massa e di certo non parliamo di termovalorizzatori (inceneritori), centrali nucleari, centrali a carbone, centrali idroelettriche… etc…
    Solo in primis ridimensionando i consumi si può pensare di intraprendere una strada simile…

    dimenticavo…
    senza considerare il problema della batterie!
    Quando saranno esauste? Dove si smaltiranno?
    Ci sarà una rete di recupero delle batterie?
    Dove e come funzionerà? Sarà efficiente il recupero?
    Le aziende lo sosterranno?

    Finchè è l’economia e non la qualità e lo stile di vita a guidare il mercato… non avremo scampo e continueremo per una strada sbagliata!

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