Vendite deludenti di Smart in Cina, sconti record sulla #5

Smart combatte in Cina: 29.986 vetture vendute in un anno, #5 registra cali mensili e concessionari liquidano scorte con sconti fino a 100.000 yuan. Smart 6 e Smart 2 segnano direzioni diverse

Vendite deludenti di Smart in Cina, sconti record sulla #5
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Giorgio Colari
Pubblicato il 24 mar 2026

Nel panorama automobilistico globale, la presenza di Cina si fa sentire con una forza sempre crescente, e il caso di Smart rappresenta un esempio emblematico delle difficoltà che un marchio europeo può incontrare nel tentativo di adattarsi a un mercato tanto dinamico quanto esigente. In dodici mesi, Smart ha totalizzato 29.986 immatricolazioni, un dato che potrebbe sembrare solido ma che, a uno sguardo più attento, rivela una realtà fatta di squilibri e incertezze strategiche. Il 64% delle vendite si concentra infatti sulla city car Smart #1, mentre le consegne del modello di punta, la Smart #5, sono crollate in modo allarmante. A complicare il quadro, la necessità di applicare sconti fino al 36% sul listino ufficiale, una mossa che fotografa il disorientamento commerciale del brand tedesco in Oriente.

Una crisi inequivocabile

La crisi della Smart #5 emerge in modo inequivocabile dai dati mensili: dopo un picco di 1.479 unità vendute a settembre 2025, il modello ha visto le proprie consegne ridursi drasticamente a 980 a ottobre e a soli 529 a novembre. Questo calo repentino ha spinto la rete dei concessionari a svuotare l’inventario tramite piattaforme di auto usate, eludendo formalmente i vincoli della distribuzione ufficiale ma trasmettendo un segnale inequivocabile di disagio e sfiducia nella fascia di prezzo in cui il modello si colloca.

L’esempio più significativo riguarda la versione long range e luxury della Smart #5: proposta inizialmente a 269.900 yuan, oggi viene trattata a 169.800 yuan, con margini di trattativa ancora più ampi nelle transazioni private. Questa svalutazione rappresenta per il marchio una vera e propria ammissione di vulnerabilità nella strategia di posizionamento. Per il cliente, invece, si traduce in un’occasione interessante ma anche in un motivo di preoccupazione circa la tenuta futura del valore residuo dell’auto, un aspetto cruciale per chi acquista in un mercato così competitivo.

Niente passi indietro

Nonostante le difficoltà, la dirigenza Smart non sembra intenzionata a fare passi indietro. L’arrivo della nuova Smart #6, una berlina ibrida plug-in di quasi cinque metri, rappresenta il tentativo più ambizioso del marchio di inserirsi nel segmento premium, con un prezzo compreso tra 200.000 e 300.000 yuan. L’obiettivo dichiarato è quello di sfidare modelli iconici come Tesla Model 3 e Xiaomi SU7, puntando su una combinazione di tecnologia e design che possa attrarre una clientela esigente e orientata all’innovazione.

Parallelamente, Smart non dimentica le proprie radici e prepara il lancio della nuova Smart #2, una microcar elettrica a due posti che punta a riconciliare il marchio con la sua identità storica. Il debutto è previsto in occasione del Beijing Auto Show di aprile 2026, un appuntamento che potrebbe segnare una svolta per la casa tedesca, sempre più chiamata a scegliere tra l’ambizione di scalare il mercato premium e la fedeltà alla propria tradizione di compattezza e praticità urbana.

L’alta gamma per ora non paga

Questa strategia a doppio binario, che vede il brand muoversi simultaneamente verso la berlina di alta gamma e la city car essenziale, riflette un’incertezza di fondo sulla vocazione futura di Smart. Gli analisti sottolineano come i competitor cinesi offrano dotazioni simili a prezzi decisamente inferiori, mettendo ulteriormente in difficoltà il posizionamento della casa tedesca. I clienti storici, dal canto loro, continuano a ricercare quella compattezza e agilità urbana che aveva fatto la fortuna del marchio agli esordi.

La scelta tra l’innovazione su larga scala e la coerenza con le caratteristiche originarie del brand non può più essere rimandata. Il mercato cinese, con i suoi numeri, gli sconti aggressivi e gli stock invenduti, impone una decisione chiara e immediata. Per Smart, il rischio è quello di perdere la propria identità in un mare di offerte sempre più competitive, mentre per i consumatori cinesi si apre la possibilità di accedere a veicoli tecnologicamente avanzati a condizioni economiche vantaggiose, ma con il dubbio sulla solidità futura del marchio e dei suoi valori di rivendita.

Il caso Smart in Cina rappresenta una cartina di tornasole delle sfide che attendono i marchi europei in un contesto in rapido mutamento, dove la capacità di leggere le tendenze e adattare le strategie può fare la differenza tra successo e marginalizzazione.

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