Uber e Wayve portano i taxi autonomi a Londra: debutto entro pochi mesi

Uber apre la lista d’attesa per i robotaxi a Londra. I SUV elettrici Ford Mustang Mach-E con tecnologia Wayve debutteranno nei prossimi mesi

Uber e Wayve portano i taxi autonomi a Londra: debutto entro pochi mesi
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Giulia Darante
Pubblicato il 11 giu 2026

La corsa alla guida autonoma entra in una nuova fase e sceglie Londra come uno dei suoi principali campi di battaglia. Uber ha infatti aperto ufficialmente la lista d’attesa per i passeggeri interessati a utilizzare il futuro servizio di robotaxi nella capitale britannica, con il debutto commerciale previsto nei prossimi mesi in attesa delle autorizzazioni definitive da parte del Dipartimento dei Trasporti del Regno Unito.

Si tratta di un passaggio particolarmente importante non solo per Uber, ma per l’intero settore della mobilità autonoma europea. Per la prima volta una delle città più complesse e trafficate del mondo potrebbe ospitare un servizio commerciale basato su veicoli in grado di muoversi autonomamente nelle condizioni reali del traffico urbano.

La piattaforma utilizzerà una flotta di Ford Mustang Mach-E elettriche equipaggiate con il sistema di guida sviluppato dalla startup britannica Wayve, una delle realtà tecnologiche più osservate del momento nel settore dell’intelligenza artificiale applicata all’automobile.

Come funzionerà il servizio robotaxi di Uber

Nella fase iniziale i veicoli saranno dotati di un operatore di sicurezza seduto al posto di guida, pronto a intervenire in caso di necessità.

L’obiettivo finale, però, è raggiungere operazioni completamente autonome di livello SAE 4, nelle quali il veicolo potrà gestire la guida senza supervisione umana nella maggior parte delle situazioni operative previste.

Dal punto di vista dell’utente il funzionamento sarà molto simile a quello di una normale corsa Uber. I clienti potranno essere associati automaticamente a un robotaxi tramite l’applicazione e avranno comunque la possibilità di rifiutare il veicolo autonomo scegliendo un’auto tradizionale.

Un elemento interessante riguarda il prezzo. Uber ha confermato che non verranno applicati sovrapprezzi specifici per l’utilizzo dei robotaxi. Le tariffe saranno allineate a quelle delle corse convenzionali, una scelta pensata per favorire l’adozione del servizio e ridurre eventuali resistenze da parte degli utenti.

Per Wayve, il progetto rappresenta il test commerciale più importante mai affrontato. Finora la tecnologia è stata sperimentata principalmente in fase di sviluppo, mentre Londra offrirà il primo banco di prova reale con passeggeri paganti.

Londra diventa il nuovo terreno di sfida della guida autonoma

La capitale britannica si sta rapidamente trasformando in uno dei mercati più strategici per il futuro della guida autonoma.

A differenza delle grandi città americane caratterizzate da strade ampie e griglie urbane relativamente regolari, Londra presenta una complessità molto più elevata. Strade strette, incroci irregolari, forte presenza di pedoni, ciclisti e un traffico particolarmente imprevedibile rendono l’ambiente ideale per mettere alla prova i sistemi di intelligenza artificiale.

Proprio per affrontare queste difficoltà, Wayve ha sviluppato una tecnologia differente rispetto a quella utilizzata da molti concorrenti.

Mentre numerosi operatori basano la navigazione autonoma su mappe ad altissima definizione e aree geografiche rigidamente delimitate, Wayve utilizza un approccio definito “mapless”, che punta a insegnare all’intelligenza artificiale come interpretare e gestire dinamicamente l’ambiente circostante.

L’investimento degli ultimi anni conferma la fiducia del settore nella startup britannica. A inizio 2026 Wayve ha raccolto circa 1,5 miliardi di dollari da investitori tra cui Uber, Mercedes-Benz, Stellantis e Nissan.

Uber stessa avrebbe legato una parte significativa del proprio investimento al successo del lancio londinese.

Regole, tecnologia e prospettive per il mercato europeo

La vera sfida resta però quella normativa.

Il Regno Unito ha già approvato l’Automated Vehicles Act, il quadro legislativo che regolerà l’utilizzo dei veicoli autonomi nei prossimi anni. Tuttavia, molte delle regole operative definitive devono ancora essere completate.

Il governo britannico ha avviato nel 2026 un programma di sperimentazione dedicato ai veicoli autonomi proprio per raccogliere dati e informazioni utili alla definizione delle norme future.

Questo significa che i progetti pilota attualmente in corso stanno contribuendo direttamente alla costruzione della legislazione che disciplinerà il settore dal 2027 in avanti.

Nel frattempo la concorrenza si intensifica. Oltre a Uber e Wayve, anche Waymo, società appartenente al gruppo Alphabet, sta effettuando test avanzati a Londra con una flotta di Jaguar I-Pace e punta a un lancio commerciale entro la fine dell’anno.

A queste si aggiungerà anche il colosso cinese Baidu attraverso il progetto Apollo Go, che porterà per la prima volta la tecnologia autonoma sviluppata in Cina sulle strade britanniche.

Per Uber, quindi, la partita londinese va ben oltre il semplice lancio di un nuovo servizio. Si tratta di una sfida strategica destinata a influenzare il futuro della mobilità autonoma in Europa e a definire quali aziende guideranno la prossima rivoluzione del trasporto urbano.

Se il progetto dovesse avere successo, Londra potrebbe diventare il modello di riferimento per l’espansione dei robotaxi nel resto del continente. E la corsa verso la città autonoma del futuro potrebbe accelerare molto più rapidamente di quanto immaginato fino a pochi anni fa.

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