Truffa automobilistica, uomo paga 13.500 euro per auto inesistente

Un acquisto online finisce in truffa: uomo versa 13.500€ per un'auto inesistente. Sentenza con sospensione, attenzione a vendite online e pezzi di ricambio non consegnati

Truffa automobilistica, uomo paga 13.500 euro per auto inesistente
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 gen 2026

Il mondo digitale ha rivoluzionato il modo in cui acquistiamo automobili, ma insieme alle opportunità sono cresciuti anche i rischi. L’esperienza di un acquirente, che ha perso ben 13.500 euro nella speranza di concludere un affare online, si trasforma oggi in un monito per tutti i consumatori: le truffe automobilistiche sono una realtà sempre più diffusa, e la prudenza non è mai troppa.

Tutto è iniziato nel 2018, quando un uomo si è lasciato attrarre da un annuncio allettante per l’acquisto di un veicolo. L’auto presentava tutte le caratteristiche promesse, la vendita online sembrava procedere senza intoppi e la trattativa si è chiusa in tempi rapidi. L’acquirente, fiducioso, ha effettuato il pagamento in più soluzioni, optando prevalentemente per pagamenti in contanti. Un dettaglio, questo, che si sarebbe rivelato fatale.

Situazioni sospette

Col passare dei giorni, la situazione si è fatta sempre più sospetta: il venditore ha iniziato a rimandare la consegna dell’auto con scuse sempre nuove, fino a quando la verità è emersa in tutta la sua crudezza. Il veicolo non esisteva, e il denaro era ormai svanito nel nulla. In tribunale, l’imputato ha ammesso di aver dissipato l’intera somma ricevuta, spendendola principalmente in gioco d’azzardo e alcol, restituendo solo due modesti rimborsi parziali.

La vicenda ha assunto contorni ancora più gravi quando è emerso il passato giudiziario dell’imputato: ben 17 precedenti penali, molti dei quali legati a reati di frode. Questi elementi hanno pesato sulla decisione del giudice, che ha inflitto una condanna a dodici mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena. Una sentenza che rappresenta un segnale importante, ma che non cancella il danno subito dalla vittima.

Non è un caso isolato

Purtroppo, questa storia non è un’eccezione. Le piattaforme di compravendita devono quotidianamente fronteggiare una crescente ondata di truffe automobilistiche: dagli annunci di auto mai esistite alla vendita di pezzi di ricambio che non vengono mai spediti, i malintenzionati trovano sempre nuovi modi per ingannare gli utenti e sparire con il bottino.

Il senso di impotenza che colpisce le vittime di queste frodi è comprensibile. Tuttavia, secondo gli esperti di sicurezza e le associazioni dei consumatori, esistono strategie concrete per difendersi. Innanzitutto, è fondamentale verificare sempre l’identità del venditore, richiedere documentazione originale e fotografie autentiche del veicolo o dei pezzi di ricambio. Meglio ancora se si prediligono pagamenti tracciabili rispetto ai pagamenti in contanti, e si sceglie di affidarsi a intermediari affidabili e verificati.

Un altro passo essenziale è la tempestiva segnalazione di ogni anomalia riscontrata durante la trattativa. Le autorità, grazie agli strumenti digitali, sono in grado di ricostruire i flussi finanziari e individuare reti di venditori sospetti. La collaborazione tra consumatori e forze dell’ordine è un’arma potente contro le truffe automobilistiche.

Questione aperta

Resta aperta, però, la questione della responsabilità delle piattaforme che ospitano questi annunci. Nonostante i portali dichiarino di avere sistemi di controllo e segnalazione delle truffe, il volume degli annunci pubblicati ogni giorno rende praticamente impossibile un monitoraggio preventivo capillare. Per questo motivo, operatori e associazioni di categoria chiedono l’introduzione di standard più rigorosi e di verifiche obbligatorie dell’identità dei venditori.

Per chi desidera acquistare un’auto su internet, la lezione è chiara e attuale: conservare ogni documento relativo alla trattativa, non cedere mai alla pressione di concludere velocemente, preferire metodi di pagamento tracciabili e, se possibile, effettuare la consegna in luoghi pubblici o tramite servizi che offrano una garanzia di restituzione. In un’epoca in cui le truffe automobilistiche si evolvono insieme alle tecnologie digitali, è indispensabile aggiornare continuamente gli strumenti di tutela e la consapevolezza dei consumatori.

La vicenda di questo acquirente rappresenta un campanello d’allarme per chiunque si avvicini al mondo della vendita online di automobili o ricambi. Solo attraverso attenzione, prudenza e collaborazione si può sperare di ridurre il rischio di cadere vittima di una truffa e proteggere i propri risparmi da chi, purtroppo, fa del raggiro il proprio mestiere.

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