Svelata l'identità del compratore dell'unica Ferrari 250 GTO bianca

David Lee acquista la rara Ferrari 250 GTO bianca (3729GT) per 38,5 milioni. Certificazione Ferrari Classiche, storia agonistica e impatto sul mercato delle auto d'epoca

Svelata l'identità del compratore dell'unica Ferrari 250 GTO bianca
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Fabrizio Caratani
Pubblicato il 22 gen 2026

La storia dell’automobilismo si arricchisce di un nuovo capitolo leggendario grazie a una delle operazioni più clamorose mai viste nel mercato delle auto storiche: la vendita della Ferrari 250 GTO bianca, telaio 3729GT, acquistata dal celebre collezionista David Lee per la cifra astronomica di 38,5 milioni di dollari. Una cifra che fa tremare i polsi e che riporta sotto i riflettori un’epoca d’oro fatta di passione, ingegneria d’eccellenza e competizione senza compromessi.

Parliamo di un’auto che rappresenta molto più di un semplice oggetto da collezione: la Ferrari 250 GTO è universalmente riconosciuta come il sacro Graal per ogni appassionato, con soli 36 esemplari realizzati dalla fabbrica di Maranello. Quella bianca, identificata dal telaio 3729GT, ha un valore aggiunto: è l’unica prodotta in questa livrea direttamente dalla casa madre, rendendola un unicum nel panorama delle auto d’epoca.

Una storia particolare

La vettura, la cui storia inizia nel 1962 con la commessa del britannico John Coombs, ha attraversato le mani di piloti iconici come Graham Hill, aggiungendo un’aura di leggenda al suo già inestimabile valore. Oggi, grazie all’acquisizione da parte di David Lee, questa GTO entra a far parte di una delle raccolte più celebri e discusse al mondo.

David Lee, presidente del gruppo Hing Wa Lee, non è nuovo a operazioni di questo calibro. La sua strategia di collezionista si basa su una logica tanto giocosa quanto rigorosa: ogni modello iconico Ferrari viene selezionato, catalogato e persino battezzato con nomi che richiamano i colori e la cultura popolare — dal rosso “ketchup” al giallo “mustard”, passando per il verde “vegetables”, fino all’ultima aggiunta: il bianco “mayonnaise”. Questa scelta non è solo una trovata simpatica, ma anche un modo per raccontare la varietà e la ricchezza della sua collezione Ferrari, oggi arricchita da un vero e proprio “gioiello” automobilistico.

Un capolavoro sotto molti aspetti

La Ferrari 250 GTO bianca telaio 3729GT non è solo un capolavoro estetico, ma anche un monumento alla storia delle competizioni GT. Il suo palmarès agonistico, certificato e documentato, ne attesta l’importanza storica. In questo contesto, la certificazione Ferrari Classiche assume un ruolo centrale: non si tratta di un semplice timbro, ma di un vero e proprio attestato scientifico che garantisce l’originalità e la provenienza documentata della vettura. Per i collezionisti più esigenti, questo valore documentale supera spesso anche quello estetico.

L’operazione, che ha visto la Ferrari 250 GTO bianca passare nelle mani di David Lee per una cifra vicina ai 40 milioni di dollari, si inserisce in un contesto economico che vede il valore delle auto storiche raggiungere livelli senza precedenti. Basti pensare che un’altra GTO, nel 2018, fu venduta in una transazione privata per ben 70 milioni di dollari. La collezione Ferrari di Lee, stimata intorno ai 100 milioni di dollari e composta da oltre 30 vetture che coprono sei decadi di storia del Cavallino Rampante, rappresenta oggi un vero e proprio patrimonio dell’ingegneria e del design automobilistico.

Un dibattito ancora aperto

Tuttavia, l’acquisizione di pezzi così rari e preziosi da parte di privati alimenta un dibattito mai sopito nel mondo dell’automobilismo: la concentrazione di capolavori storici nelle mani di pochi collezionisti limita davvero l’accesso pubblico a questi tesori, oppure è proprio il collezionismo privato a garantire la sopravvivenza e il restauro di vetture che altrimenti rischierebbero l’oblio e il deterioramento?

La risposta non è semplice. Da un lato, i prezzi record raggiunti dalle auto storiche come la Ferrari 250 GTO testimoniano l’esistenza di un mercato vivace e in continua crescita, capace di valorizzare non solo l’aspetto economico ma anche quello culturale e tecnico di queste opere d’arte su quattro ruote. Dall’altro, la tensione tra conservazione privata e fruizione collettiva resta sospesa, lasciando aperta la questione su quale sia il modo migliore per tutelare e tramandare questo straordinario patrimonio.

In attesa che il dibattito trovi una sintesi, resta la certezza che operazioni come quella che ha visto protagonista David Lee e la sua collezione Ferrari contribuiscono a mantenere viva la memoria di un’epoca irripetibile, fatta di sogni, innovazione e passione senza tempo. La Ferrari 250 GTO bianca, telaio 3729GT, rimane così cristallizzata nella leggenda, simbolo di un connubio perfetto tra esclusività, storia e cultura dell’automobile.

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