I pochi minuti rubano otto supercar, comprese Porsche e Ferrari
Nella notte a Oakville una banda ha trafugato otto auto di lusso da Lockwood Leasing. Quattro recuperate, la Porsche 911 GT3 resta irreperibile e potrebbe essere all'estero
Una notte movimentata, un’azione fulminea e un bottino da capogiro: così si è consumato il furto che ha scosso il mondo delle supercar in Canada. Nella notte dell’11 gennaio 2026, una banda composta da dieci individui, mascherati e vestiti di nero, ha fatto irruzione nella sede di Lockwood Leasing a Oakville, lasciando dietro di sé un danno economico e un senso di vulnerabilità che oggi fa discutere l’intero settore. In soli dieci minuti, i criminali hanno messo a segno un colpo che ha fruttato otto auto di lusso, per un valore complessivo stimato attorno ai 2 milioni di dollari canadesi.
Una dinamica molto chiara
La sequenza è stata tanto rapida quanto efficace: sfruttando l’oscurità e l’effetto sorpresa, i malviventi hanno sfondato una porta a vetri, violato la cassetta delle chiavi e sono fuggiti a bordo di vetture di altissimo pregio. Tra i modelli sottratti spiccano una Ferrari 812 GTS, due Porsche, due Mercedes S580, due BMW M4 e una Porsche 911 GT3, quest’ultima ancora oggi dispersa e probabilmente già lontana dai confini nazionali. L’operazione, tuttavia, non è stata priva di intoppi: uno dei componenti della banda si è ferito durante l’irruzione, lasciando tracce di sangue che si sono rivelate determinanti per le indagini.
Grazie alle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza e all’analisi delle tracce biologiche, gli investigatori sono riusciti a identificare e arrestare alcuni dei responsabili a poche ore dal colpo. Il caso ha rapidamente catalizzato l’attenzione delle autorità e degli addetti ai lavori, evidenziando come, nonostante i progressi della cybersecurity, la sicurezza fisica resti un elemento imprescindibile nella protezione di beni di valore elevato come le supercar.
Le indagini hanno permesso di recuperare i veicoli
Le indagini hanno già permesso di recuperare quattro degli otto veicoli trafugati: la Ferrari 812 GTS, una Porsche 911 Carrera, una BMW M4 e una Mercedes S580. La situazione si complica per la Porsche 911 GT3, ancora irreperibile, e secondo gli inquirenti probabilmente già inserita nei circuiti internazionali di riciclaggio e rivendita di auto di lusso. L’ipotesi di un coinvolgimento di reti criminali transfrontaliere è tutt’altro che remota, vista la professionalità e la rapidità con cui il colpo è stato organizzato e portato a termine.
Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla necessità di rafforzare la sicurezza nelle concessionarie che trattano vetture di alto valore. Gli esperti sottolineano l’importanza di adottare una strategia a più livelli: porte blindate, recinzioni rinforzate, sistemi di bloccaggio avanzati, telecamere ad alta definizione, sensori di movimento, immobilizzatori meccanici e protocolli stringenti per la gestione delle chiavi sono solo alcune delle misure che possono fare la differenza. La combinazione di queste barriere, nota come “sicurezza a strati”, è oggi considerata la migliore risposta contro minacce sempre più sofisticate.
Ne mancano alcune all’appello
Non meno rilevante è il tema assicurativo. Le polizze dedicate alle concessionarie di lusso e ai collezionisti privati impongono standard di sicurezza molto elevati per garantire la copertura in caso di eventi come quello accaduto a Lockwood Leasing. La prevenzione, quindi, non rappresenta solo una scelta prudenziale, ma anche una condizione necessaria per tutelare il proprio patrimonio e rispettare i requisiti contrattuali imposti dalle compagnie assicurative.
Nel frattempo, le forze dell’ordine continuano le ricerche della Porsche 911 GT3 scomparsa e proseguono nell’identificazione dei membri della banda, con la possibilità di coinvolgere organismi internazionali qualora emergano movimenti sospetti dei veicoli oltre i confini canadesi. L’episodio rappresenta un monito per l’intero comparto: la protezione delle supercar richiede un costante aggiornamento delle misure di sicurezza e una stretta collaborazione tra concessionarie, assicuratori e autorità. Solo così sarà possibile arginare il fenomeno dei furti organizzati e salvaguardare un patrimonio automobilistico di inestimabile valore.