Si filma a 300 all'ora sui social, la Polizia lo multa alla porta di casa
Video su TikTok mostra un'Audi RS3 a 300 kmh sulla tangenziale di Salonicco. La polizia digitale ha identificato il conducente: multe fino a 8000 euro, ritiro patente e possibili procedimenti penali
Guidare a velocità estreme sulle strade pubbliche non è solo un gesto di imprudenza, ma anche un atto che può avere ripercussioni legali e sociali di grande portata. Un caso recente avvenuto sulla tangenziale di Salonicco ha portato sotto i riflettori il tema della sicurezza stradale e delle responsabilità connesse alla diffusione di comportamenti pericolosi sui social network. Un automobilista greco, alla guida di una potente Audi RS3, è stato immortalato in un video mentre sfrecciava a 300 km/h, superando di oltre tre volte il limite 90 km/h previsto su quel tratto stradale. La pubblicazione delle immagini su TikTok ha scatenato un’indagine approfondita da parte delle autorità locali, culminata in sanzioni pesantissime: multe 8000 euro, ritiro patente fino a quattro anni e procedimenti penali.
Azione con tempismo
La polizia greca ha agito con tempestività, sfruttando le moderne tecnologie digitali per risalire all’identità del conducente. Le unità specializzate nei crimini informatici hanno analizzato ogni dettaglio del filmato, dai metadati ai particolari visivi, incrociando le informazioni con le numerose segnalazioni arrivate dagli utenti della piattaforma. Questo lavoro di squadra tra reparti stradali e informatici ha permesso di individuare con precisione il proprietario dell’auto e il responsabile della guida spericolata, avviando così le procedure amministrative e penali previste dalla legislazione ellenica.
Le conseguenze per chi viola in modo così grave le norme del codice della strada in Grecia sono estremamente severe. Oltre alle pesanti multe 8000 euro e al ritiro patente per un periodo che può arrivare fino a quattro anni, la legge prevede anche la possibilità di procedimenti penali, soprattutto quando il comportamento viene documentato e diffuso pubblicamente attraverso i social network. In casi di particolare gravità, come quello di Salonicco, il rischio di detenzione si aggiunge alle altre sanzioni, poiché la condotta viene considerata un pericolo concreto per la sicurezza collettiva.
Grande pericolosità
Gli esperti di sicurezza stradale mettono in guardia sull’estrema pericolosità della guida a 300 km/h: a queste velocità, il margine di errore si annulla quasi completamente, lo spazio di frenata aumenta in modo esponenziale e le capacità di reazione umana risultano assolutamente insufficienti a fronteggiare imprevisti. La guida ad altissima velocità su strade pubbliche non mette a rischio solo la vita di chi si trova al volante, ma anche quella di tutti gli altri utenti della strada, amplificando in modo drammatico le potenziali conseguenze di un eventuale incidente.
La vicenda di Salonicco non rappresenta un caso isolato. Un precedente drammatico riporta alla memoria la morte di una giovane diciannovenne, anch’essa alla guida di una Audi RS3, che perse la vita mentre viaggiava a quasi 250 km/h. Questo tragico episodio costituisce un monito potente sulle conseguenze fatali che possono derivare da comportamenti irresponsabili e dall’emulazione di azioni pericolose spesso veicolate sui social.
Rafforzare la sensibilizzazione sulla sicurezza
Organizzazioni impegnate nella prevenzione degli incidenti stradali e rappresentanti delle forze dell’ordine sottolineano la necessità di rafforzare sia le campagne di sensibilizzazione rivolte al pubblico, sia i controlli sulla circolazione di contenuti pericolosi online. La diffusione di video che mostrano violazioni così gravi delle regole del traffico può infatti avere un effetto emulativo, aggravando ulteriormente la responsabilità di chi pubblica tali materiali.
Dal punto di vista giuridico, la scelta di pubblicare volontariamente atti illeciti sui social rappresenta un fattore aggravante. Quando il video costituisce una prova inconfutabile della condotta, le responsabilità dell’imputato si moltiplicano: alle infrazioni amministrative si aggiungono le accuse di guida pericolosa e, in particolari circostanze, anche di istigazione a commettere reati, soprattutto se la diffusione del materiale ha scopi provocatori o di lucro.