Spostamenti fra regioni: stop fino al 25 febbraio, i nuovi colori

Un decreto-ponte, varato nel pomeriggio di venerdì 12, stabilisce per altri 10 giorni il divieto di muoversi fra regioni: successivamente, il nuovo premier Mario Draghi sarà chiamato a dettare ulteriori linee-guida; e cambia la mappa di alcune zona.

Ancora dieci giorni di pazienza (del resto, l’emergenza sanitaria è tutt’altro che debellata, come indicano i dati della “Cabina di regia” e come vedremo): le precedenti disposizioni sugli spostamenti fra Regioni e Province autonome, varate nella serata di venerdì 29 gennaio dal ministro della Salute Roberto Speranza e che rimanevano in vigore fino alla mezzanotte di lunedì 15, vengono prorogate fino a giovedì 25 febbraio.

È quanto emerso da una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri (di fatto: l’ultima dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, indetta a poche ore dall’annuncio della nuova squadra), che nel pomeriggio di venerdì 12 febbraio ha varato le nuove prescrizioni (già pubblicate in Gazzetta Ufficiale e con validità a partire dal giorno successivo) che confermano di ulteriori dieci giorni il divieto di potere spostarsi fra Regioni, anche se queste appartengano alla medesima fascia gialla.

La questione-base è legata a filo doppio con le nuove varianti di Covid-19, anche più contagiose rispetto a quella originaria, che circolano in diverse aree del Paese. Quanto varato venerdì pomeriggio consiste in un decreto-ponte: toccherà successivamente al nuovo esecutivo la scelta di operare per eventuali restrizioni fino al prossimo 5 marzo, oppure decidere in altro modo.

Media nazionale Rt in aumento

In parallelo al prolungamento del divieto di potere spostarsi oltre la propria regione di residenza o di domicilio fino al 25 febbraio, il ministro della Salute Roberto Speranza (confermato nel proprio incarico dal premier Mario Draghi) ha – sul monitoraggio dell’Rt (indice di trasmissibilità del contagio) effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Tecnico-Scientifico – aggiornato la mappatura delle regioni italiane suddivise per fasce di colore in ordine alla rispettiva gravità. Nello specifico, la media nazionale dell’Rt rilevato (0,95), pur mantenendosi al di sotto di 1, ha evidenziato un peggioramento rispetto alle scorse settimane (0,84).

Dal riassetto delle “zone”, tre regioni ed una Provincia autonoma sono state portate in fascia arancione; vengono istituiti alcuni “mini-lockdown” locali; la Sicilia torna in fascia gialla, con Campania, Lazio e Lombardia confermate “in giallo”. Ma andiamo con ordine.

Ecco i nuovi colori delle Regioni

  • Zona arancione: passano in fascia intermedia Abruzzo, Liguria indice Rt aumentato a 1,08), Toscana e la Provincia autonoma di Trento, dove l’Rt rilevato è di 1,2
  • Zona gialla: la Sicilia, nelle ultime settimane in fascia arancione, passa in zona gialla in virtù di un Rt fra i più bassi registrati dalla “cabina di regia” tecnico-scientifica
  • Zona rossa: per scelta autonoma, la Provincia di Bolzano resta in fascia rossa fino al 28 febbraio. Vengono alcuni “mini-lockdown” locali: Pescara e Chieti, alcune zone della provincia di Perugia e di Terni, alcuni Comuni del Molise.

Sicilia e Sardegna rientrerebbero nella nuova “fascia bianca”, istituita nel Dpcm n. 2 del 14 gennaio 2021; tuttavia, perché ciò avvenga, è necessario che l’indice di rischio di contagi sia ancora più basso (inferiore, cioè, a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive).

La mappa aggiornata

  • Zona bianca: nessuna regione, al momento

Zona gialla: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle D’Aosta, Veneto

  • Zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Provincia autonoma di Trento
  • Zona rossa: Provincia autonoma di Bolzano (fino al 28 febbraio).

Le regole da seguire

Fino al 5 marzo (data di scadenza del Dpcm entrato in vigore lo scorso 16 gennaio), rimangono valide le misure in materia di spostamenti, divieti di assembramento, apertura dei negozi, vendita e consumo di generi alimentari e bevande

Zona gialla: cosa è permesso fare

Innanzitutto, è sempre consentito rientrare nella propria abitazione di residenza o di domicilio. Confermato il “coprifuoco” dalle 22 alle 5 del giorno successivo, ad eccezione degli spostamenti dettati dalle ben note esigenze di lavoro, salute, emergenza o necessità (per cui è obbligatorio avere con se l’autocertificazione, da esibire agli agenti di polizia in caso di controllo). Raccomandazione generale è, sempre, evitare gli spostamenti non strettamente necessari. I trasporti pubblici (bus, metropolitane, treni locali) viaggiano con il 50% di capienza. Cinema, teatri e mostre restano chiusi. I musei possono aprire soltanto nei giorni feriali. L’ingresso nei parchi pubblici è consentito. I centri commerciali restano chiusi nelle giornate festive e prefestive (tranne che per le rivendite di generi alimentari). Bar e ristoranti restano aperti fino alle 18, con obbligo di non far sedere più di 4 persone per ogni tavolo.

I negozi restano aperti (ciò riguarda anche le attività che hanno a che fare con manutenzione e riparazione di veicoli: officine, carrozzieri, elettrauto, gommisti, vendita di ricambi. Distanziamento in auto: a bordo (questo vale anche per la zona arancione e la zona rossa), se si viaggia con amici o parenti non conviventi, si deve indossare la mascherina e mantenere almeno un metro di distanza, il che impone a non occupare il posto del passeggero anteriore e, per chi siede dietro, sistemarsi nei posti accanto ai finestrini. Perciò, se si trasportano persone non conviventi, il numero massimo consentito è di tre (nel caso degli autoveicoli fino a cinque posti), e così via. Questa prescrizione non vale per le persone che appartengono al medesimo nucleo familiare

Zona arancione

Sono consentiti gli spostamenti soltanto all’interno del proprio Comune di residenza o di domicilio (anche per le seconde case): chi debba muoversi verso altre province o regioni, deve avere con se l’autocertificazione. Rimane in vigore il permesso – stabilito dal decreto dello scorso dicembre -, a beneficio di quanti risiedano nei Comuni fino a 5.000 abitanti, di potere spostarsi alla volta di un altro piccolo Comune, entro un raggio di 30 km, ed a condizione la zona di destinazione non faccia parte di un Comune capoluogo di provincia. Visite a parenti e amici sono consentite (analogamente a quanto disposto per le regioni in “fascia gialla”), tranne che per le destinazioni territoriali che rimangono circoscritte in ambito comunale. Negozi: viene consentita l’apertura, fino alle 21, per i punti vendita al dettaglio, nei giorni feriali ed in quelli festivi. Bar e ristoranti restano aperti, fino alle 18, soltanto per la vendita di generi alimentari da asporto (fino alle 18 relativamente alle bevande vendute nei bar) e per la consegna a domicilio

Zona rossa

Gli spostamenti, anche all’interno del proprio Comune, sono vietati (salvo comprovate motivazioni di salute, studio, lavoro, emergenza o necessità, da dimostrare con autocertificazione). I negozi restano chiusi, tranne quelli che vendono generi di prima necessità (alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie); le attività di manutenzione e riparazione veicoli restano in attività. Bar e ristoranti sono chiusi (consentite la vendita da asporto e le consegne a domicilio). L’attività motoria è permessa, soltanto nelle vicinanze della propria abitazione; le attività sportive all’aperto sono consentite soltanto se si è da soli.

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