Nuova norma anti evasione RC Auto: telecamere e incrocio dati

Il governo prepara una norma per contrastare l'evasione RC Auto: telecamere ZTL, autovelox e incrocio con banche dati assicurative. Coinvolti IVASS e Garante privacy per omologazione e tutela dei dati; fenomeno riguarda circa 2,9 milioni di veicoli e 1,4 miliardi di premi evasi

Nuova norma anti evasione RC Auto: telecamere e incrocio dati
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 12 mar 2026

Nel panorama automobilistico italiano si accende un nuovo allarme: quasi 2,9 milioni di veicoli non assicurati percorrono le nostre strade, generando una evasione assicurativa che nel 2024 ha raggiunto l’impressionante cifra di 1,4 miliardi di euro. A fronte di questa emergenza, il governo è pronto a varare un piano straordinario per contrastare la circolazione di mezzi privi di copertura RC Auto, una piaga che non solo danneggia le casse pubbliche, ma mina anche la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

La scelta del governo

La strategia annunciata dal ministro Matteo Salvini prevede un deciso rafforzamento dei controlli grazie all’utilizzo esteso delle telecamere ZTL, dei tutor e degli autovelox. Questi strumenti, già fondamentali per la gestione del traffico e la prevenzione delle infrazioni, verranno ora impiegati anche per identificare i veicoli sprovvisti di assicurazione. Il cuore del progetto consiste nell’incrociare i dati raccolti dai dispositivi elettronici con le banche dati delle compagnie assicurative, permettendo così di individuare in tempo reale chi circola senza la necessaria copertura.

Il fenomeno dell’evasione assicurativa si manifesta in modo disomogeneo lungo la Penisola, delineando una vera e propria mappa delle disparità territoriali. Secondo le ultime rilevazioni, il 6,1% del parco circolante nazionale risulta scoperto da polizza, ma la situazione peggiora sensibilmente in alcune aree: nel Nord Italia la percentuale si attesta al 4,9%, mentre al Sud raggiunge l’8,3% e nelle Isole il 7,9%. Particolarmente allarmante è il dato della Campania, dove il 10,6% dei veicoli circola senza assicurazione, seguita dalla Sicilia con l’8,8%. Queste cifre testimoniano non solo una diffusa illegalità, ma anche le difficoltà strutturali che alcune regioni incontrano nell’assicurare la regolarità dei propri mezzi.

I controlli

Nel corso del 2025, la polizia stradale ha intensificato i controlli, effettuando circa 1,5 milioni di verifiche e accertando oltre 30.000 infrazioni legate all’assenza di RC Auto. Questi numeri, pur elevati, rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema ben più ampio, che richiede una risposta sistemica e coordinata tra i diversi attori istituzionali.

L’attuazione tecnica del nuovo piano anti-evasione coinvolgerà diversi enti chiave. In prima linea ci saranno il Ministero delle Imprese, l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) e, soprattutto, il Garante privacy. Sarà loro compito garantire che i dispositivi di rilevazione siano omologati e che le modalità di accesso e trattamento dei dati personali rispettino rigorosi standard di sicurezza e trasparenza. Un aspetto cruciale sarà la definizione di procedure chiare per la contestazione di eventuali segnalazioni errate, considerando il rischio di errori nelle banche dati che potrebbero colpire ingiustamente cittadini in regola.

Il dibattito

Il dibattito intorno all’iniziativa è acceso. Il settore assicurativo guarda con favore all’aumento della compliance, intravedendo la possibilità di una maggiore stabilità del mercato e, in prospettiva, di una riduzione dei premi per chi rispetta le regole. Le associazioni civiche, dal canto loro, chiedono garanzie contro sanzioni ingiuste e invocano la massima trasparenza nell’applicazione delle nuove misure. Il governo, dal suo punto di vista, sottolinea l’importanza dell’operazione anche sul fronte della sicurezza stradale: gli incidenti provocati da veicoli non assicurati spesso lasciano vittime e danneggiati privi di adeguata tutela, aggravando le conseguenze sociali ed economiche degli incidenti.

Prima dell’estate si dovranno completare i lavori tecnici necessari per mettere a punto il sistema: dall’omologazione dei dispositivi alle regole di accesso ai dati, fino al perfezionamento delle procedure di contestazione. Resta centrale il confronto con le autorità di vigilanza, per trovare il giusto equilibrio tra l’efficacia dei controlli e la tutela delle libertà individuali, nonché per adattare l’intervento alle differenti realtà territoriali. Solo così sarà possibile rendere davvero incisiva la lotta all’evasione assicurativa e restituire maggiore sicurezza e legalità alla mobilità italiana.

Ti potrebbe interessare: