Ferrari F40 ex Jean Sage all’asta: vale fino a 3,7 milioni di euro

RM Sotheby’s mette all’asta un rarissimo Ferrari F40 appartenuto a Jean Sage, modificato da Michelotto e stimato fino a 3,7 milioni di euro

Ferrari F40 ex Jean Sage all’asta: vale fino a 3,7 milioni di euro
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Giulia Darante
Pubblicato il 11 giu 2026

Quando si parla di Ferrari F40, il termine esclusivo rischia quasi di perdere significato. L’ultima supercar approvata personalmente da Enzo Ferrari è da tempo una delle vetture più desiderate e costose del mercato collezionistico, con quotazioni che superano regolarmente i due milioni di euro. Tuttavia, l’esemplare che sarà proposto da RM Sotheby’s il prossimo luglio appartiene a una categoria ancora più ristretta.

Non si tratta soltanto di un F40 perfettamente conservato, ma di una vettura con una storia unica, legata a uno dei personaggi più influenti del motorsport europeo e trasformata da uno dei nomi più importanti della storia Ferrari: Giuliano Michelotto.

La casa d’aste stima che questo esemplare possa raggiungere una cifra compresa tra 3,1 e 3,7 milioni di euro, confermandosi come uno dei Ferrari F40 più preziosi e ricercati degli ultimi anni.

Un F40 con un proprietario d’eccezione

Il primo proprietario della vettura è stato Jean Sage, figura centrale nel motorsport degli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

Il manager francese fondò il team Écurie Elf in Formula 2 e successivamente guidò il programma di Formula 1 della Renault durante l’epoca dei motori turbo, contribuendo alla crescita sportiva di piloti come Alain Prost.

Nel 1989 Sage entrò in Ferrari France, assumendo un ruolo di primo piano all’interno della struttura guidata da Charles Pozzi e seguendo direttamente il programma Ferrari F40 IMSA negli Stati Uniti.

Pochi uomini, all’epoca, conoscevano il F40 meglio di lui.

Per questo motivo, quando nell’aprile del 1990 acquistò il proprio esemplare con numero di telaio 84642, scelse una delle configurazioni più apprezzate dai collezionisti: una versione iniziale priva di catalizzatore e senza le sospensioni regolabili introdotte successivamente.

Ma per un uomo abituato alle competizioni internazionali, un F40 standard non era sufficiente.

La trasformazione firmata Michelotto

Nel 1994, dopo aver percorso poco più di 16.000 chilometri, Jean Sage affidò la vettura a Giuliano Michelotto, uno dei preparatori più celebri nella storia Ferrari.

Michelotto non era un nome qualsiasi. La sua azienda aveva collaborato direttamente allo sviluppo delle versioni da competizione del F40, comprese le leggendarie F40 LM che dominarono diverse categorie GT negli anni Novanta.

L’obiettivo era ambizioso: creare una vettura ispirata alle specifiche CSAI-GT mantenendo però l’omologazione stradale.

Il risultato fu straordinario.

Il V8 biturbo ricevette due nuovi turbocompressori I.H.I. e un impianto di scarico alleggerito. La potenza salì da 478 a 527 CV, mentre la coppia raggiunse gli impressionanti 848 Nm.

Parallelamente Michelotto intervenne sul peso.

Nuovi pannelli alleggeriti, finestrini in materiale plastico, eliminazione del climatizzatore e sedili racing in carbonio permisero di risparmiare circa 136 chilogrammi.

A completare la trasformazione arrivarono ammortizzatori regolabili Koni, impianto frenante derivato dalla F40 LM e cerchi monoblocco OZ Racing da 17 pollici.

Il risultato finale fu una vettura più leggera e più potente persino della successiva Ferrari F50.

Una delle Ferrari più speciali mai finite all’asta

Questa Ferrari non è rimasta confinata in garage.

Dopo la trasformazione partecipò infatti al finale della Ferrari 348 Challenge nel 1994 e, l’anno successivo, prese parte alle qualifiche della BPR Global Endurance GT Championship sul circuito Paul Ricard.

In quell’occasione si confrontò con autentiche vetture da corsa, tra cui la leggendaria McLaren F1 GTR.

Ancora più impressionante fu il cronometro: il distacco rispetto a una vera Ferrari F40 LM da competizione risultò di appena sei secondi sul giro.

Nel 1996 Jean Sage vendette l’auto nel Regno Unito. Da allora la storia della vettura è stata documentata con estrema precisione.

Oggi il contachilometri segna poco meno di 23.000 chilometri e il veicolo conserva ancora il motore e il cambio originali, oltre alle principali modifiche realizzate da Michelotto.

Negli ultimi anni il proprietario ha continuato a investire nella manutenzione. Nel 2025 sono stati installati nuovi serbatoi carburante in alluminio, mentre un importante intervento tecnico ha interessato cinghie di distribuzione, candele e filtri.

A completare il valore storico dell’auto ci sono la documentazione originale Ferrari, il libretto dei tagliandi, la cartella Schedoni e una dettagliata certificazione storica redatta dall’esperto Ferrari Marcel Massini.

Il prossimo 8 luglio, durante la Woodcote Park Auction organizzata da RM Sotheby’s, questo straordinario F40 tornerà sotto i riflettori.

Per i collezionisti non sarà soltanto l’occasione di acquistare una delle supercar più iconiche di sempre, ma di mettere le mani su un pezzo irripetibile della storia Ferrari. Una vettura che unisce pedigree sportivo, sviluppo tecnico ufficiale e una provenienza difficilmente replicabile, elementi che spiegano perché la sua valutazione possa spingersi ben oltre quella di un normale Ferrari F40.

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