Una roulotte dimenticata nel bosco torna a viaggiare grazie a un restauro da record

Una roulotte SMV 8 del 1959, trovata abbandonata in un bosco, è tornata a viaggiare dopo un restauro durato quasi dieci anni. Ecco la sua incredibile storia

Una roulotte dimenticata nel bosco torna a viaggiare grazie a un restauro da record
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Giorgio Colari
Pubblicato il 24 lug 2026

A volte le storie più affascinanti nascono per caso. È quello che è successo a Sture Jansson, appassionato di veicoli ricreazionali, che durante una passeggiata nei boschi della contea di Värmland, in Svezia, si è imbattuto in una scoperta davvero insolita. Tra alberi, vegetazione e neve che negli anni avevano fatto il loro corso, era nascosta una SMV 8 del 1959, una storica roulotte conosciuta anche con il soprannome di “L’Uovo” per la sua caratteristica forma tondeggiante.

Quello che a prima vista sembrava ormai un relitto destinato alla demolizione si è trasformato in uno dei restauri più sorprendenti degli ultimi anni. Dopo quasi un decennio di lavoro paziente e meticoloso, la roulotte è tornata sulle strade, mantenendo intatto tutto il fascino dell’epoca.

Un ritrovamento casuale nel cuore del bosco

La scoperta risale al 2009. Sture stava cercando funghi nei pressi della sua casa estiva quando ha notato qualcosa di insolito tra gli alberi. Avvicinandosi ha riconosciuto immediatamente il modello.

La roulotte era in condizioni estremamente precarie. Alcuni alberi erano cresciuti attraverso la struttura, il tetto aveva ceduto sotto il peso della neve e l’acqua aveva compromesso gran parte della parte lignea. Nonostante questo, molti elementi originali dell’arredamento erano ancora presenti.

Fu proprio questo dettaglio a convincere Sture che valeva la pena tentare il recupero. Per trasportare il veicolo fuori dal bosco fu necessario utilizzare una motosega per liberarlo dalla vegetazione e successivamente un trattore e un rimorchio.

Dieci anni di lavoro per riportarla alle condizioni originali

Il progetto si rivelò molto più complesso del previsto. Una volta portata nella sua officina, la diagnosi fu impietosa: il legno era ormai marcio, gran parte della struttura non aveva più solidità e molti bulloni erano completamente arrugginiti.

Anche gli interni versavano in condizioni critiche. Numerosi elementi si sgretolavano semplicemente toccandoli, rendendo necessario ricostruire gran parte della struttura pezzo dopo pezzo. Nonostante le difficoltà, Sture decise di rispettare un principio ben preciso: conservare il maggior numero possibile di componenti originali.

Molti accessori, maniglie, cerniere e parti dell’arredamento vennero restaurati anziché sostituiti, mantenendo così l’autenticità della roulotte.

La sfida più difficile? Ricreare gli interni

Uno degli interventi più impegnativi riguardò il rivestimento interno. Le pareti erano infatti realizzate con uno specifico tipo di impiallacciatura oggi difficile da reperire. Dopo una lunga ricerca, Sture riuscì a trovare un materiale molto simile a quello utilizzato nel 1959, ricostruendo pazientemente ogni pannello.

Anche l’esterno venne recuperato con grande attenzione. Le lamiere originali in alluminio furono conservate ogni volta che era possibile, mentre molti dei chiodi originali vennero addirittura raddrizzati e riutilizzati negli stessi punti in cui erano stati installati oltre sessant’anni prima.

Anche la verniciatura seguì una filosofia particolare. Invece di scegliere una finitura perfetta e moderna, Sture preferì riprodurre il colore leggermente scolorito che la roulotte aveva acquisito nel tempo, mantenendo quell’aspetto vissuto che racconta la sua storia.

Un perfetto abbinamento con la Volvo PV del 1957

Curiosamente, Sture non si definisce un appassionato di roulotte. La sua vera passione sono i camper, tanto che già negli anni Settanta aveva costruito un veicolo ricreazionale partendo da un vecchio Volkswagen Transporter.

L’idea di restaurare la SMV 8 nacque soprattutto per abbinarla alla Volvo PV 444 del 1957 appartenuta a suo padre. Anche l’automobile è stata volutamente conservata senza eliminare i segni del tempo. Piccoli graffi e scheggiature raccontano la storia del veicolo e, secondo Sture, rappresentano un valore da preservare piuttosto che difetti da cancellare.

Una roulotte che continua ad attirare curiosi

Nel 2022 la storica SMV 8 ha superato con successo la revisione tecnica, tornando ufficialmente a circolare. Da allora è diventata una delle protagoniste dei raduni dedicati ai veicoli storici, attirando centinaia di visitatori incuriositi da una roulotte tanto insolita quanto rara.

Gli interni, completamente restaurati, conservano ancora oggi l’atmosfera degli anni Cinquanta, con rivestimenti in legno, arredi originali e perfino alcuni tessuti d’epoca recuperati grazie alla collaborazione della moglie Marianne.

Nemmeno il restauro, però, è stato privo di episodi curiosi. Durante una prova, il vecchio sistema di chiusura della porta si bloccò improvvisamente, lasciando Sture chiuso all’interno della roulotte per diverse ore prima che la moglie si accorgesse della sua assenza.

Un restauro che ha restituito vita a un pezzo di storia

La rinascita della SMV 8 del 1959 dimostra come passione, pazienza e competenze artigianali possano trasformare quello che sembrava un semplice rottame in un autentico patrimonio della storia del campeggio.

Oggi questa piccola roulotte dalla caratteristica forma a uovo continua a viaggiare sulle strade svedesi insieme alla storica Volvo PV del 1957, raccontando una storia fatta di recupero, rispetto per l’originalità e amore per i veicoli d’epoca. Un progetto durato quasi dieci anni che ha riportato in vita un’icona del caravaning degli anni Cinquanta.

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