Autovelox omologati, la questione tiene ancora banco: le novità

Salvini annuncia che gli autovelox approvati dal 2017 saranno considerati conformi. In arrivo una legge contro l'evasione RC auto, da definire con IVASS e il Garante

Autovelox omologati, la questione tiene ancora banco: le novità
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Giorgio Colari
Pubblicato il 12 mar 2026

Il tema della sicurezza stradale torna al centro del dibattito nazionale grazie a una duplice iniziativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini. Con l’obiettivo dichiarato di mettere ordine in due aree chiave della mobilità italiana, il governo ha annunciato una serie di interventi che puntano a regolamentare in modo più trasparente gli strumenti di controllo della velocità e a rafforzare la lotta contro la evasione assicurativa legata alla rc auto. Questi interventi intendono chiarire le regole, tutelare cittadini e amministrazioni, e offrire risposte concrete a questioni che, da anni, generano contenziosi e incertezze.

Riforma degli strumenti di controllo: una nuova era per gli autovelox

Al centro del primo fronte di riforma c’è la volontà di superare le numerose controversie che hanno accompagnato, negli ultimi anni, l’uso degli autovelox. Questi dispositivi, spesso percepiti dall’opinione pubblica come strumenti di mera raccolta fondi per le amministrazioni locali, saranno ora oggetto di una disciplina più chiara e rigorosa. A partire dal 2017, tutti gli apparecchi già approvati saranno automaticamente considerati conformi ai requisiti di omologazione, eliminando così la necessità di ulteriori verifiche che, in passato, hanno rallentato e complicato l’iter autorizzativo.

Per quanto riguarda gli strumenti più datati, la normativa prevede che possano rimanere in funzione solo se adeguati ai nuovi standard tecnici. Questo significa che molti enti locali dovranno affrontare investimenti significativi per aggiornare o sostituire le postazioni esistenti, una sfida che richiederà la definizione di tempi e modalità di adeguamento realistiche, in modo da non gravare eccessivamente sui bilanci comunali.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il sistema sanzionatorio più trasparente e affidabile, eliminando ogni dubbio sulla legittimità delle multe e ponendo fine a una stagione di ricorsi e incertezze che ha visto spesso cittadini e amministrazioni su fronti opposti. In questo scenario, la riforma rappresenta una risposta concreta alle richieste di maggiore chiarezza normativa e di tutela sia per gli automobilisti sia per gli enti pubblici.

Contrastare l’assicurazione fantasma: un piano contro l’evasione assicurativa

Sul fronte della rc auto, il governo si prepara ad affrontare una piaga ancora troppo diffusa: la circolazione di veicoli privi di copertura assicurativa. Nel 2023, secondo i dati della polizia stradale, sono state accertate circa 30.000 violazioni dell’obbligo assicurativo su un totale di 1,5 milioni di veicoli controllati. Una cifra che testimonia quanto sia ancora radicato il fenomeno dell’evasione assicurativa e quanto sia urgente un intervento strutturale.

Per arginare questa problematica, non basterà un semplice decreto: sarà necessario un vero e proprio atto legislativo, da elaborare in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’IVASS e il Garante per la protezione dei dati personali. Il provvedimento, che il governo intende approvare entro l’estate, prevede l’introduzione di sistemi avanzati di condivisione delle informazioni tra anagrafe dei veicoli, motorizzazione civile e banche dati assicurative.

Tuttavia, questa strategia richiede l’adozione di garanzie rigorose per evitare errori di registrazione e tutelare la privacy dei cittadini. Il coinvolgimento delle autorità indipendenti sarà fondamentale per assicurare un equilibrio tra efficacia dei controlli e rispetto dei diritti individuali.

Sfide e prospettive per la sicurezza stradale

L’iter di approvazione delle nuove norme si preannuncia complesso e ricco di ostacoli. Da un lato, i tecnici del settore chiedono chiarimenti sulle specifiche tecniche delle omologazioni retroattive, mentre i giuristi sono pronti a valutare l’impatto delle nuove regole sui contenziosi ancora in corso. Dall’altro, le associazioni dei consumatori e gli amministratori locali esprimono preoccupazione per i costi degli adeguamenti, temendo che possano ricadere su bilanci comunali già fragili o direttamente sulle tasche degli automobilisti.

Il governo si è posto l’obiettivo di completare la fase di definizione normativa entro l’estate, ma il percorso richiederà un dialogo serrato con enti territoriali, autorità indipendenti e operatori economici. Solo attraverso un confronto costruttivo sarà possibile garantire che le riforme siano non solo efficaci e praticabili, ma anche condivise e sostenibili nel tempo.

In definitiva, il doppio fronte di riforma lanciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si propone di rafforzare la sicurezza stradale e tutelare i diritti dei consumatori, puntando su regole più chiare, strumenti più affidabili e un sistema assicurativo finalmente impermeabile alle frodi. Una sfida ambiziosa, che potrebbe segnare una svolta nella mobilità italiana.

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