Strade illuminate di rosso: cos’è questa novità

A Gladsaxe, un tratto di Frederiksborgvej è stato illuminato con LED rossi per proteggere i pipistrelli, ridurre l'impatto dell'illuminazione urbana e segnalare l'area agli automobilisti

Strade illuminate di rosso: cos’è questa novità
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Giorgio Colari
Pubblicato il 12 mar 2026

Nel cuore della Danimarca, una rivoluzione silenziosa ma significativa si sta facendo strada nel settore dell’illuminazione urbana, con un occhio di riguardo alla tutela della biodiversità urbana. Il comune di Gladsaxe, situato alle porte di Copenaghen, ha avviato un progetto pilota all’avanguardia: la sostituzione dei tradizionali lampioni lungo la Frederiksborgvej con sistemi LED a luce rossa. L’obiettivo? Proteggere le numerose colonie di pipistrelli che popolano la zona, garantendo al contempo la sicurezza di automobilisti e pedoni.

Un’iniziativa ecologica

Questa iniziativa, che si inserisce in una più ampia strategia promossa dall’Unione Europea per città sostenibili, rappresenta un perfetto esempio di come la tecnologia possa diventare alleata dell’ambiente senza sacrificare le esigenze della mobilità urbana. I LED a spettro rosso, infatti, sono stati scelti in base a solide ricerche scientifiche che dimostrano come i pipistrelli siano particolarmente sensibili alle lunghezze d’onda blu e bianche, ma risultino molto meno disturbati dalla luce rossa. In questo modo, è possibile preservare i cosiddetti corridoi bui, veri e propri sentieri notturni che questi animali utilizzano per spostarsi tra i rifugi e le aree di alimentazione.

L’intervento lungo la Frederiksborgvej non solo contribuisce a ridurre l’inquinamento luminoso, ma funge anche da potente segnale visivo per gli automobilisti. Il colore rosso dei nuovi lampioni indica chiaramente la presenza di un’area ecologicamente sensibile, invitando i conducenti a una maggiore attenzione e a una guida più prudente. Sebbene questa soluzione richieda un certo periodo di adattamento agli standard luminosi non convenzionali, le autorità locali sottolineano l’importanza di campagne informative e dell’integrazione con i sistemi di sicurezza stradale già esistenti per evitare eventuali criticità.

Flessibilità della tecnologia

La flessibilità della tecnologia LED è stata fondamentale per rendere possibile questa sperimentazione. I dispositivi consentono di regolare sia il colore sia l’intensità della luce, evitando così interventi infrastrutturali invasivi e costosi. Tuttavia, il successo dell’iniziativa dipenderà anche da un attento monitoraggio nel tempo: tecnici e biologi auspicano infatti che vengano raccolti dati sia sugli effetti sulla fauna locale sia sugli indicatori di sicurezza stradale, così da valutare con precisione i benefici reali del progetto.

Non mancano, naturalmente, alcune perplessità da parte dei residenti, che esprimono dubbi sulla visibilità e sul comfort visivo garantito dalla luce rossa. Esperti di traffico ribadiscono però la necessità di mantenere alta la leggibilità dei segnali stradali, soprattutto in aree dove la sicurezza è prioritaria. Le autorità locali, dal canto loro, assicurano che l’esperimento sarà costantemente seguito e integrato con eventuali misure correttive.

Per il settore automobilistico, questa innovazione rappresenta uno scenario ricco di opportunità: la diffusione di spettro luminoso diversificato nelle infrastrutture urbane potrebbe influenzare in modo significativo la progettazione dei futuri sistemi di illuminazione dei veicoli e dei sensori notturni. Si apre così la strada a soluzioni di illuminazione adattiva e a una comunicazione bidirezionale tra strada e veicolo, con l’obiettivo di ottimizzare sia la protezione ambientale sia la sicurezza della mobilità.

L’esperienza danese

L’esperienza della Danimarca può dunque diventare un modello replicabile per altre città europee intenzionate a ridurre l’impatto dell’inquinamento luminoso. Mappare i corridoi bui, introdurre fonti luminose meno invasive dove necessario e sostenere il cambiamento con un’informazione puntuale agli utenti della strada sono passi fondamentali verso metropoli più equilibrate tra sviluppo urbano e conservazione della natura. Il mondo scientifico e gli amministratori seguiranno con attenzione i risultati di questa sperimentazione, con l’auspicio di poter definire in futuro linee guida applicabili su larga scala e promuovere così una reale coesistenza tra progresso e tutela della biodiversità urbana.

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