Spia motore accesa, attenzione alla revisione: può bastare per essere bocciati
La spia motore accesa può compromettere la revisione dell’auto: con i controlli OBD vengono verificati errori e sistemi diagnostici. Cancellare il codice non basta
Una piccola spia gialla sul cruscotto può trasformarsi in un problema quando arriva il momento della revisione. È quella a forma di motore, conosciuta tecnicamente come MIL, Malfunction Indicator Light. Se rimane accesa dopo l’avviamento significa che la centralina ha individuato un’anomalia nella gestione del propulsore o nei sistemi collegati alle emissioni.
Il punto è che sulle vetture interessate dai controlli tramite OBD non basta arrivare alla revisione con un’auto apparentemente funzionante. Durante la procedura può essere collegato uno strumento diagnostico alla presa del veicolo per verificare lo stato della centralina, compresi gli eventuali codici di guasto memorizzati. Una spia motore accesa diventa quindi un importante campanello d’allarme in vista del controllo periodico e può determinare un esito negativo quando viene rilevato un malfunzionamento rilevante ai fini della procedura.
Perché si accende la spia motore
Le cause possono essere numerose e non indicano necessariamente un guasto imminente del motore. La MIL può comparire per anomalie all’alimentazione, all’accensione, ai sensori oppure ai dispositivi utilizzati per controllare le emissioni.
Tra i componenti potenzialmente coinvolti ci sono la sonda Lambda, il catalizzatore, il filtro antiparticolato e il sistema di ricircolo dei gas di scarico. Anche un sensore che restituisce valori fuori dai parametri previsti può provocarne l’accensione.
Il controllo diagnostico consente inoltre di verificare i cosiddetti readiness test, cioè lo stato dei monitoraggi automatici effettuati dalla centralina. L’obiettivo non è quindi soltanto vedere se sul quadro sia presente una spia, ma controllare che i sistemi diagnostici abbiano completato correttamente le verifiche previste.
Spegnere la spia non risolve il problema
È qui che può nascere la tentazione di utilizzare un lettore OBD per cancellare il codice di errore poco prima della revisione. L’operazione, però, non elimina la causa che ha generato il malfunzionamento.
Se il difetto è ancora presente, la spia tornerà accesa quando la centralina lo rileverà nuovamente. Inoltre, dopo la cancellazione degli errori, alcuni readiness test possono risultare non completati perché il veicolo deve effettuare nuovi cicli di autodiagnosi.
Presentarsi immediatamente alla revisione dopo avere semplicemente azzerato gli errori non rappresenta quindi una soluzione affidabile.
Una diagnosi può costare poco
Prima di sostituire componenti è molto più utile capire quale anomalia abbia registrato l’auto. Esistono adattatori OBD dal costo di poche decine di euro che, abbinati a uno smartphone e a un’applicazione compatibile, permettono di leggere i codici memorizzati. In alternativa ci si può rivolgere a un’officina.
Il codice, tuttavia, non va interpretato automaticamente come il nome del componente da cambiare. Indica l’area nella quale è stata individuata l’anomalia, mentre per stabilirne la causa reale possono essere necessari ulteriori controlli.
In alcuni casi la soluzione può essere sorprendentemente economica. Un problema di tenuta nel circuito dei vapori del carburante, per esempio, può dipendere anche da un tappo chiuso male o da una guarnizione deteriorata. In altre situazioni l’intervento può invece richiedere la sostituzione di componenti ben più costosi.
Attenzione anche se la spia si spegne
Una MIL che si spegne autonomamente non garantisce che tutto sia tornato definitivamente alla normalità. Un’anomalia intermittente può non essere più presente in quel momento, mentre alcune informazioni possono restare memorizzate nella centralina.
Per questo, prima della revisione, la strada più sensata è effettuare una diagnosi corretta, individuare la causa, riparare l’eventuale guasto e soltanto successivamente cancellare gli errori. Bisogna poi lasciare alla centralina il tempo necessario per completare nuovamente i controlli automatici.
La spia motore non significa dunque automaticamente che l’auto sia sul punto di fermarsi, ma ignorarla prima della revisione può essere un errore. E limitarsi a spegnerla elettronicamente rischia semplicemente di rimandare il problema.