Gomme invernali, cambiano le regole: arrivano persino i chiodi che si ritraggono

Le nuove regole nordiche A+ impongono agli pneumatici chiodati di garantire grip riducendo l'usura stradale: Nokian, Continental e Goodyear rispondono con nuove tecnologie

Gomme invernali, cambiano le regole: arrivano persino i chiodi che si ritraggono
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 1 set 2026

Gli pneumatici invernali chiodati stanno affrontando uno dei cambiamenti tecnici più importanti degli ultimi anni. A spingere i produttori verso nuove soluzioni sono le regole A+, introdotte nei Paesi nordici con un obiettivo preciso: mantenere un’elevata aderenza sulle superfici tipicamente invernali riducendo contemporaneamente l’impatto dei chiodi sull’asfalto e sull’ambiente.

La sfida non è semplice. I chiodi devono continuare a garantire sicurezza su ghiaccio e neve, ma devono farlo provocando meno usura alla strada. Secondo Nils Svärd, esperto di pneumatici della rivista svedese Vi Bilägare, il settore si trova davanti al più importante cambiamento tecnologico degli ultimi anni. I primi risultati sono già visibili, con produttori come Nokian, Continental e Goodyear che hanno scelto strade differenti per adeguarsi alle nuove esigenze.

Nokian inventa i chiodi che si ritraggono

La soluzione probabilmente più curiosa arriva da Nokian con il nuovo Hakkapeliitta 01. La particolarità riguarda proprio i chiodi, progettati per modificare il proprio comportamento in funzione delle condizioni. Quando la temperatura è bassa, i chiodi fuoriescono maggiormente per migliorare il contatto con una superficie ghiacciata. Quando invece la temperatura aumenta, si ritraggono. Il principio consente quindi di sfruttarli maggiormente quando sono realmente necessari, limitandone l’azione nelle condizioni in cui il loro contributo diventa meno importante.

Secondo Nokian, questa tecnologia permette di ottenere un miglioramento dell’aderenza sul ghiaccio fino al 10% rispetto al predecessore, mentre sul bagnato il vantaggio può raggiungere il 5%. Un sistema particolarmente sofisticato che mostra quanto le nuove norme abbiano costretto i costruttori a ripensare anche componenti apparentemente semplici come i tradizionali chiodi metallici.

Continental utilizza due chiodi differenti

Un approccio diverso è stato seguito da Continental per il nuovo IceContact 8. In questo caso la tecnologia prende il nome di Twin Stud e prevede l’impiego di due differenti tipologie di chiodi sullo stesso pneumatico.

La loro funzione è specializzata: un tipo è studiato principalmente per offrire aderenza durante l’accelerazione e la frenata, mentre l’altro deve contribuire alla stabilità dello pneumatico durante le sterzate. Invece di affidare ogni situazione allo stesso elemento, Continental ha quindi differenziato il lavoro svolto dai chiodi in funzione delle forze che agiscono sulla gomma.

Goodyear cambia la forma del chiodo

Anche Goodyear è intervenuta sui propri pneumatici, ma senza realizzare un prodotto completamente nuovo. L’UltraGrip Arctic 2 è stato aggiornato modificando la geometria del perno dei chiodi. Il numero complessivo rimane invariato rispetto alla versione precedente.

A cambiare è quindi il modo in cui ogni elemento interagisce con la superficie, nel tentativo di conservare le prestazioni invernali rispettando contemporaneamente i nuovi requisiti. Anche Michelin, secondo quanto riportato dalla fonte, ha scelto di aggiornare uno pneumatico chiodato già esistente anziché sviluppare una soluzione completamente differente.

Una nuova generazione di gomme chiodate

Dietro queste tecnologie c’è un problema particolarmente sentito nei Paesi nordici. Gli pneumatici chiodati rappresentano una soluzione efficace quando le strade sono ricoperte di ghiaccio, ma il contatto tra metallo e asfalto contribuisce anche all’usura della pavimentazione.

Le nuove regole cercano quindi di trovare un compromesso tra sicurezza e usura, senza rinunciare al grip richiesto durante gli inverni più rigidi. Le risposte dei produttori mostrano quanto possa cambiare anche uno pneumatico apparentemente tradizionale: chiodi retrattili, elementi con funzioni differenti e nuove geometrie sono tre modi diversi di affrontare lo stesso problema. E potrebbero segnare l’inizio di una nuova generazione di gomme invernali per i mercati nordici.

Ti potrebbe interessare: