Speedline è salva, il merito è di un'altra azienda del Made in Italy
La torinese Sigit vince la gara per Speedline: piano industriale, cospicui investimenti e confronto sindacale per garantire continuità produttiva e occupazionale a Santa Maria di Sala
L’industria automobilistica italiana segna un punto a favore della continuità produttiva con l’acquisizione di Speedline da parte di Sigit. L’azienda di Chivasso, specializzata nella progettazione e produzione di componenti in materiale termoplastico, gomma e alluminio, si è aggiudicata la gara internazionale per rilevare lo storico marchio veneziano, che si trovava in amministrazione straordinaria da circa un anno. L’operazione, monitorata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, poggia su un piano di forte solidità strategica e prevede cospicui investimenti per garantire il futuro del sito industriale di Santa Maria di Sala.
Un’eredità sportiva tra Formula 1 e Rally
La storia di Speedline è indissolubilmente legata all’eccellenza tecnologica e alle competizioni motoristiche sin dalla sua fondazione ufficiale nel 1972. Il marchio si affermò rapidamente a livello internazionale grazie alla Ferrari, che scelse i cerchi Speedline per la monoposto 312T, portata al successo mondiale da Niki Lauda nel 1975. Negli anni d’oro dell’automobilismo, il brand divenne un pilastro anche nel mondo dei rally, legandosi a modelli leggendari come la Lancia Delta e la Subaru Impreza. Questa fama ha permesso all’azienda di diventare fornitore di riferimento per i più prestigiosi marchi di lusso globali, tra cui Lamborghini, Maserati, Porsche, Aston Martin e Rolls-Royce.
Dalla crisi finanziaria alla nuova speranza industriale
Nonostante il prestigio del marchio, Speedline ha attraversato un lungo periodo di difficoltà iniziato nel 2007 con il passaggio sotto il controllo della società svizzera Ronal. Quella gestione, caratterizzata da ridimensionamenti e delocalizzazioni, non riuscì a sostenere il valore dell’azienda, che nel 2023 passò ulteriormente di mano al fondo tedesco Callista Private Equity. Le promesse di rilancio disattese portarono a una grave tensione finanziaria, culminata nella richiesta di amministrazione straordinaria.
Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato come questo salvataggio permetta di sottrarre un simbolo del Made in Italy a speculazioni finanziarie che ne avevano compromesso la sopravvivenza. L’obiettivo immediato dell’accordo con Sigit è ora la definizione di un piano sindacale che assicuri il regolare assorbimento dell’organico e la continuità occupazionale. Grazie alla caratura industriale della società di Chivasso, si apre finalmente una prospettiva concreta per salvaguardare le competenze tecniche e la capacità produttiva di un marchio che ha scritto pagine fondamentali della storia dell’auto.