Semafori, spunta una quarta luce: cosa significa quando diventa bianca

I semafori del futuro potrebbero avere una quarta luce bianca, pensata per coordinare auto autonome e guidatori umani. Ma in Italia non è prevista alcuna sperimentazione

Semafori, spunta una quarta luce: cosa significa quando diventa bianca
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Renato Terlisi
Pubblicato il 23 set 2026

Rosso, giallo e verde potrebbero non essere per sempre gli unici colori dei semafori. Un gruppo di ricercatori della North Carolina State University sta studiando un sistema che aggiunge una quarta luce bianca, destinata a entrare in funzione quando agli incroci circola un numero sufficiente di veicoli autonomi e connessi.

Non è però un dispositivo che vedremo presto sulle strade italiane. La cosiddetta “white phase” è ancora oggetto di ricerca e simulazioni e richiederebbe infrastrutture, automobili e norme molto diverse da quelle attuali. L’idea nasce soprattutto da un problema futuro: come far convivere nello stesso incrocio veicoli guidati da persone e auto capaci di comunicare tra loro e con l’infrastruttura?

Cosa significa la luce bianca

Il funzionamento sarebbe profondamente diverso da quello di un semaforo tradizionale. La luce bianca si attiverebbe soltanto quando nelle vicinanze dell’incrocio fosse presente una quantità sufficiente di veicoli autonomi connessi. Attraverso comunicazioni V2X, cioè vehicle-to-everything, queste vetture potrebbero scambiarsi informazioni e coordinare tempi e traiettorie, stabilendo in tempo reale quali veicoli possano attraversare l’incrocio.

La luce bianca servirebbe soprattutto agli automobilisti umani. In questa fase, infatti, chi guida dovrebbe seguire il comportamento del veicolo che lo precede: se questo attraversa l’incrocio, lo segue mantenendo la necessaria distanza; se rallenta o si ferma, fa altrettanto. Quando il numero di veicoli autonomi non fosse sufficiente, la fase bianca terminerebbe e il semaforo tornerebbe alla normale alternanza di rosso, giallo e verde.

Fino al 94% di attesa in meno

Le simulazioni realizzate dai ricercatori indicano benefici che aumentano al crescere della percentuale di mezzi automatizzati. Con appena il 10% di veicoli autonomi, i tempi di attesa potrebbero ridursi di circa il 3%. Portando la loro presenza al 30%, la diminuzione dei ritardi arriverebbe al 10,7%.

Negli scenari teorici caratterizzati da una presenza estremamente elevata di veicoli autonomi, la riduzione dei tempi morti potrebbe raggiungere addirittura il 94% rispetto ai sistemi tradizionali. Meno soste e ripartenze potrebbero inoltre significare minori consumi ed emissioni.

Alcune ricerche si spingono ancora più avanti, immaginando incroci senza lanterne semaforiche, nei quali il passaggio viene gestito direttamente dai sistemi informatici delle vetture.

Il problema non sono soltanto le automobili

Trasferire questi modelli dalla simulazione alla strada è però estremamente complesso. Un incrocio reale comprende pedoni, biciclette, motocicli, mezzi di soccorso e veicoli non connessi, oltre a una quantità di situazioni imprevedibili.

C’è poi il tema della cybersecurity. Un sistema nel quale automobili e infrastrutture si scambiano continuamente informazioni dovrebbe essere protetto da attacchi informatici, guasti delle comunicazioni e malfunzionamenti.

Qualunque soluzione dovrebbe inoltre garantire modalità di sicurezza capaci di gestire immediatamente la circolazione in caso di problemi alla rete o ai sistemi di bordo.

In Italia non sta arrivando la luce bianca

Nonostante periodicamente circolino indiscrezioni su possibili sperimentazioni, al momento in Italia non risultano test stradali di semafori con una quarta luce bianca.

L’articolo 41 del Codice della Strada disciplina le segnalazioni semaforiche e l’introduzione di una nuova indicazione destinata ai conducenti richiederebbe quindi anche un adeguamento del quadro normativo.

Esistono invece progetti dedicati alla mobilità connessa e cooperativa. Il programma europeo IN2CCAM, per esempio, utilizza Living Lab e coinvolge anche città italiane per sperimentare tecnologie ITS e infrastrutture i

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