Secondo richiamo Stellantis in pochi mesi: coinvolti motori di ricambio plug-in

Stellantis richiama 2.689 motori plug-in per rischio contaminazione. Ecco cosa cambia per i clienti e quali modelli sono coinvolti

Secondo richiamo Stellantis in pochi mesi: coinvolti motori di ricambio plug-in
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Renato Terlisi
Pubblicato il 23 apr 2026

Nuovo problema per Stellantis e i suoi motori ibridi plug-in. A pochi mesi da un primo richiamo di massa, il gruppo si trova di nuovo a gestire una situazione delicata. Questa volta il problema è ancora più critico: non riguarda solo i veicoli, ma anche i motori di ricambio destinati a sostituire quelli difettosi.

Ad aprile 2026 è stata avviata una nuova campagna negli Stati Uniti che coinvolge 2.689 motori 2.0 turbo GME. Si tratta di unità fornite come ricambi, ma potenzialmente affette dallo stesso difetto già noto: la presenza di detriti interni, in particolare sabbia.

Il rischio? Che un motore installato per risolvere un problema possa in realtà causarne uno nuovo. Una situazione che complica ulteriormente la gestione tecnica e l’immagine del marchio.

Contaminazione nei motori: da dove nasce il problema

Il difetto ha un’origine precisa: il processo industriale. Durante la produzione dei blocchi motore, viene utilizzata sabbia per la fusione dell’alluminio. In condizioni normali, questi residui vengono completamente rimossi.

In alcuni casi, però, questo passaggio non è stato eseguito correttamente. Il risultato è la presenza di particelle abrasive all’interno del motore, che possono causare:

  • usura prematura
  • perdita di potenza
  • danni interni gravi
  • guasti completi

Secondo le stime ufficiali, circa il 4,3% dei motori potrebbe essere contaminato. Una percentuale non enorme, ma sufficiente a giustificare un richiamo preventivo.

Il problema non è teorico. Il precedente richiamo aveva già evidenziato conseguenze concrete: perdita di propulsione e incendi del motore, con alcuni feriti segnalati.

Modelli coinvolti e cosa devono fare i proprietari

I modelli più esposti sono quelli già interessati dal primo richiamo, come:

Il nuovo richiamo riguarda però soprattutto i motori destinati alla sostituzione, distribuiti tramite la rete ricambi.

La procedura prevista da Stellantis è chiara:

  • ispezione completa dei motori
  • eventuale sostituzione gratuita
  • aggiornamento software in alcuni casi

I clienti saranno contattati a partire dal 7 maggio 2026. Per chi possiede uno dei modelli coinvolti, il consiglio è semplice: verificare subito la propria posizione presso la rete ufficiale.

Un dettaglio importante: i motori prodotti in Europa non sono coinvolti, quindi il problema resta circoscritto al mercato nordamericano.

Un segnale forte sul futuro dei PHEV Stellantis

Questo nuovo richiamo arriva in un momento già complicato per gli ibridi plug-in del gruppo. Negli Stati Uniti è infatti previsto lo stop alle vendite di diversi modelli PHEV dal 2026.

Ufficialmente si tratta di una scelta strategica: maggiore focus su:

  • ibridi tradizionali
  • elettriche ad autonomia estesa

Ma è difficile ignorare il contesto. I richiami ripetuti e i problemi tecnici hanno inciso sulla percezione di affidabilità.

Il motore 2.0 GME PHEV, un tempo centrale nella gamma, sembra ora avviarsi verso un progressivo abbandono in Nord America.

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