Una Lancia con motore Ferrari come regalo: la storia arriva dal Giappone

La storia di Ryota Iwasaki e della Lancia Thema 8.32: restauro dopo un'alluvione, dono familiare e il sorprendente equilibrio tra motore Ferrari e comfort da berlina

Una Lancia con motore Ferrari come regalo: la storia arriva dal Giappone
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Giorgio Colari
Pubblicato il 7 giu 2026

Ci sono automobili che vanno ben oltre il semplice ruolo di mezzo di trasporto. Alcune diventano simboli di un’epoca, altre rappresentano un sogno da custodire per tutta la vita. Poi esistono storie come quella di Ryota Iwasaki e della sua Lancia Thema 8.32, capaci di raccontare come una passione automobilistica possa trasformarsi in una vera eredità familiare.

La vicenda arriva dal Giappone ma ha un cuore profondamente italiano. Al centro c’è una delle berline più iconiche mai prodotte dalla Casa torinese: la Lancia Thema 8.32, un modello entrato nella leggenda grazie alla presenza sotto il cofano di un V8 derivato dalla Ferrari 308. Una vettura esclusiva, raffinata e ancora oggi amatissima dagli appassionati di youngtimer e auto storiche.

Una passione per la Lancia nata fin dall’infanzia

L’amore di Ryota per la Thema nasce quando è ancora un bambino. Durante gli anni delle scuole elementari vede per la prima volta una Lancia Thema 8.32 acquistata dal padre attraverso un’asta online. È un incontro destinato a lasciare il segno.

Fin da piccolo il giovane giapponese dimostra una conoscenza delle automobili fuori dal comune, ma la sua vera fonte di ispirazione è proprio il padre. Designer industriale di professione, trascorre gran parte del tempo libero nel garage di casa restaurando vetture e approfondendo ogni aspetto della meccanica.

Con il passare degli anni la passione diventa qualcosa di più grande. Grazie alla pubblicazione online di guide e procedure di manutenzione dedicate alla Thema, il padre di Ryota conquista una certa notorietà tra gli appassionati giapponesi del modello. Il garage di famiglia finisce così per ospitare numerose Lancia, comprese diverse versioni della rara Thema 8.32.

Un patrimonio automobilistico costruito con pazienza, competenza e una passione autentica per il marchio italiano.

Il lungo restauro della rara Thema 8.32

Tra tutte le vetture passate per il garage degli Iwasaki, una ha una storia davvero particolare.

Nel 2012 arriva una Thema 8.32 in condizioni disperate. L’auto era stata gravemente danneggiata da un’alluvione e molti avrebbero probabilmente scelto la demolizione. Non il padre di Ryota.

Inizia così un restauro che durerà circa un anno e mezzo. La vettura viene completamente smontata, ogni componente viene controllato, riparato o sostituito. Il lavoro è talmente approfondito da trasformarsi in una vera ricostruzione integrale.

L’obiettivo iniziale era restituire l’auto al proprietario originale. Una volta completato il restauro, però, arriva la sorpresa. Il proprietario decide di lasciare la vettura alla famiglia Iwasaki, riconoscendo probabilmente il valore del lavoro svolto e il legame che nel frattempo si era creato.

Quella che sembrava una semplice operazione di recupero diventa così l’inizio di una nuova storia.

Il regalo che ogni appassionato sogna

Qualche anno dopo, Ryota si trasferisce per motivi di studio. Nel giorno del suo ventesimo compleanno riceve un messaggio dal padre destinato a cambiare tutto.

Nella foto compaiono tre chiavi Lancia allineate. Il messaggio è semplice: scegliere quale automobile desidera ricevere.

Tra le diverse opzioni, la scelta cade proprio sulla Thema 8.32 restaurata negli anni precedenti. Da quel momento la berlina italiana diventa ufficialmente sua.

Un regalo fuori dal comune, ma soprattutto il simbolo di una passione condivisa tra due generazioni.

Una Ferrari travestita da berlina

Quando inizia a utilizzare regolarmente la vettura, Ryota scopre un aspetto che non aveva mai considerato da bambino.

Per anni aveva immaginato la Thema 8.32 come una sportiva difficile da guidare, quasi intimidatoria. La realtà si rivela diversa. Pur montando un V8 di origine Ferrari, l’auto conserva il carattere elegante e raffinato di una berlina di rappresentanza.

È proprio questo il segreto del fascino della Lancia Thema 8.32. Prestazioni e prestigio convivono con comfort, discrezione e facilità di utilizzo. Una filosofia che negli anni Ottanta rappresentava qualcosa di unico nel panorama automobilistico europeo.

Non a caso il modello è ancora oggi considerato una delle più affascinanti contaminazioni tra il mondo delle berline premium e quello delle sportive italiane.

Un’eredità fatta di motori, storia e tradizione italiana

Oggi Ryota ha 29 anni e continua a custodire gelosamente la sua Thema 8.32. La utilizza poco, percorrendo pochi chilometri ogni anno, ma se ne occupa personalmente seguendo la stessa filosofia tramandata dal padre.

Recentemente ha affrontato anche interventi complessi di manutenzione, come la sostituzione della cinghia di distribuzione, affidandosi alla documentazione tecnica raccolta in famiglia negli anni.

Con il tempo è cambiato anche il suo modo di vedere questa vettura. Se da bambino era attratto soprattutto dal motore Ferrari e dall’iconico alettone posteriore retrattile, oggi apprezza soprattutto la sua eleganza discreta.

La Lancia Thema 8.32 occupa infatti un posto speciale nella storia dell’automobile. È l’unica Lancia di serie equipaggiata con un motore Ferrari e una delle prime vetture a introdurre interni impreziositi dalle lavorazioni di Poltrona Frau, dettaglio che ne ha elevato ulteriormente il prestigio.

Più che una semplice automobile, è un pezzo di storia dell’industria italiana. E la storia della famiglia Iwasaki dimostra come certi modelli riescano ancora oggi a creare legami che vanno oltre la meccanica, trasformandosi in simboli di passione, competenza e memoria condivisa tra generazioni.

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