Ritrovata la Ferrari 512 TR di Michael Jordan dopo 15 anni
La leggendaria Ferrari 512 TR di Michael Jordan è stata ritrovata da CURATED dopo 15 anni. La vettura verrà restaurata in Italia e attirerà l'interesse dei collezionisti
Dopo quindici anni di silenzio e mistero, una delle auto più iconiche della storia recente è finalmente tornata alla luce: la Ferrari 512 TR che un tempo apparteneva alla leggenda del basket Michael Jordan è stata ritrovata, portando con sé una storia affascinante di passioni, indagini e collezionismo automobilistico. Il ritrovamento è avvenuto in un garage della California, dove la supercar era rimasta nascosta e protetta, in attesa di essere riscoperta dagli esperti dell’officina-dealer CURATED di Miami. Oggi, questa rarità automobilistica si prepara a vivere una nuova stagione di gloria grazie a un accurato restauro in Italia, destinato a restituirle lo splendore originale e a riaccendere l’interesse degli appassionati di tutto il mondo.
Lo strano percorso
La vicenda affonda le sue radici nel 29 febbraio 1992, data in cui Michael Jordan acquistò la vettura presso la concessionaria Lake Forest Ferrari in Illinois. Nei tre anni successivi, la supercar accompagnò il campione in alcuni dei momenti più celebri della sua carriera: non solo apparve durante i playoff di Chicago del 1992 contro i Knicks, ma fu anche avvistata nella sua residenza di Highland Park, diventando un simbolo di stile e successo. Nel 1995, però, la Ferrari passò di mano, venendo ceduta a Chris Gardner, la figura reale che ha ispirato il film “The Pursuit of Happyness”. Gardner, con un tocco di ironia, decise di personalizzare la targa con la scritta “Not MJ”, giocando sull’identità del precedente proprietario e aggiungendo un ulteriore elemento di unicità alla vettura.
Dopo un’apparizione in un’asta nel 2010, la Ferrari 512 TR sembrò svanire nel nulla. Le ricerche si sono protratte per anni senza esito, alimentando la leggenda intorno a questa supercar. Il team di CURATED si è imbattuto in numerosi vicoli ciechi, tra cui il monitoraggio di un veicolo per ben otto mesi che, alla fine, si è rivelato avere un numero di telaio differente. Il colpo di scena è arrivato grazie a un dettaglio apparentemente insignificante: un numero di telefono legato alla documentazione originale dell’auto ha permesso di rintracciare la moglie dell’attuale proprietario. Da qui, la rivelazione tanto attesa: la vettura si trovava in un garage californiano, dove era rimasta custodita e protetta dagli agenti atmosferici e dal tempo per circa quindici anni.
Il ritrovamento
Il ritrovamento ha riservato sorprese positive agli esperti. Nonostante la lunga inattività, la carrozzeria nera presentava solo piccoli graffi e un po’ di sporco superficiale, mentre gli interni erano rimasti in condizioni eccezionalmente buone. Gli pneumatici, pur essendo sgonfi dopo anni di immobilità, non mostravano danni significativi. Una combinazione fortunata di circostanze aveva preservato la vettura dal degrado totale, rendendo il progetto di restauro più accessibile di quanto si potesse immaginare inizialmente.
Attualmente, la gestione del restauro è affidata agli specialisti italiani, che stanno lavorando per riportare la Ferrari 512 TR al suo stato originale, prestando particolare attenzione sia all’estetica sia alla meccanica. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere l’autenticità del modello, elemento chiave per il valore collezionistico della vettura. Gli esperti sottolineano come la provenienza legata a Michael Jordan conferisca un valore storico e simbolico straordinario, pur evidenziando che la valutazione finale dipenderà dalla qualità dei lavori, dalla completezza della documentazione e dall’originalità dei componenti utilizzati.
L’evoluzione della Testarossa
La Ferrari 512 TR rappresenta un’evoluzione della celebre Testarossa degli anni ’80, distinguendosi per una meccanica raffinata e un design senza tempo. Il processo di restauro, se condotto con rispetto per l’originalità e con l’impiego di tecniche specialistiche, può trasformare questa supercar in un vero capolavoro da museo, oltre che in un investimento di grande valore per il mercato internazionale.
Non manca, infine, un aspetto di trasparenza legato alla proprietà: il passaggio di mani della vettura nel corso degli anni non è sempre stato pubblicamente documentato, ma le fonti confermano che il ritrovamento e il recupero sono avvenuti tramite contatti legittimi, senza controversie legali note. Ora, il futuro della supercar dipende dall’esito del restauro italiano: sarà destinata a diventare un simbolo vivente di un’epoca irripetibile o un oggetto da esposizione? Gli appassionati e i collezionisti attendono con trepidazione i prossimi sviluppi di questa straordinaria avventura automobilistica.