Perché le elettriche sono le più interessanti (e imprevedibili) quando le porti in pista

Le BEV cambiano la guida al limite: controllo di trazione, risposta dell’acceleratore e trazione integrale ridefiniscono il comportamento

Perché le elettriche sono le più interessanti (e imprevedibili) quando le porti in pista
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Giulia Darante
Pubblicato il 27 apr 2026

Portare una crossover familiare in pista ha sempre avuto una giustificazione “seria”: capire come si comportano i controlli elettronici in situazioni di emergenza. Ma la verità è meno nobile e più semplice: è interessante vedere cosa succede quando un’auto esce dal suo territorio naturale.

E nel mondo moderno, il vero banco di prova sono le elettriche.

Controlli elettronici: tra sicurezza e libertà limitata

Sui sistemi di controllo di trazione e stabilità la filosofia cambia da marchio a marchio. Molti produttori scelgono di non permettere la disattivazione completa: una decisione difficile da criticare, visto quanto sia sottile il confine tra controllo e perdita di aderenza.

Altri, come Hyundai e Kia, adottano un approccio più permissivo. Poi ci sono casi meno lineari, come la MG4, dove il sistema sembra disattivato… fino a quando l’elettronica decide di intervenire con una temporanea modalità di sicurezza.

L’acceleratore non è più un collegamento diretto

Con l’elettrico, il pedale non comanda più direttamente il motore: diventa una richiesta di coppia interpretata dal software.

Alcuni modelli, soprattutto del gruppo Geely, mostrano una risposta leggermente ritardata. In auto come la Smart #1, questo può tradursi in una sensazione quasi “innaturale”, come un innesto di frizione improvviso — un comportamento che non appartiene più alla logica meccanica tradizionale.

Altri invece offrono una risposta immediata e precisa, più vicina alla sensibilità di guida sportiva.

Trazione integrale elettrica: un nuovo linguaggio dinamico

Le elettriche riscrivono anche il concetto di 4×4. Non ci sono più differenziali e giunti meccanici a gestire la coppia: tutto è affidato ai motori elettrici, rapidissimi nel distribuire potenza.

Un esempio è la BMW iX3, che gestisce la trazione in modo completamente diverso rispetto a una sportiva tradizionale come la BMW M340i xDrive.

La prima privilegia stabilità e trazione immediata, la seconda conserva una dinamica più “classica”, con un comportamento più orientato al posteriore.

Il paradosso del controllo: stabilità o sovrasterzo?

Se guidata con precisione, una EV tende a essere molto stabile. Ma se si forza l’ingresso in curva, il peso importante inizia a farsi sentire e il comportamento cambia rapidamente.

La risposta dell’acceleratore e la distribuzione della coppia rendono però queste auto sorprendentemente controllabili anche in sovrasterzo. In certi casi, ricordano addirittura impostazioni tipiche delle hot hatch a trazione integrale.

Il divertimento ha un prezzo: il consumo delle gomme

Quando si spinge davvero, le elettriche diventano efficaci “drift car”. Coppia immediata, controllo preciso e trazione gestita elettronicamente permettono derapate controllate.

Ma c’è un costo evidente: il peso e la coppia elevata consumano rapidamente gli pneumatici. Il divertimento dura, ma non è economico.

Siamo solo all’inizio

Il mondo delle dinamiche delle auto elettriche è ancora in piena evoluzione. Le piattaforme stanno migliorando, i software diventano più raffinati e la gestione della coppia sempre più precisa.

Ma una cosa è già chiara: le EV non sono solo un cambio di alimentazione. Sono un cambio di linguaggio nella guida.

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