Perché alcuni tengono una moneta da 1 euro in auto: ha a che fare con le gomme

Una moneta da 1 euro può aiutare a controllare rapidamente il battistrada delle gomme. Ecco come funziona e perché non sostituisce una verifica precisa

Perché alcuni tengono una moneta da 1 euro in auto: ha a che fare con le gomme
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 ago 2026

Una moneta da 1 euro e un fazzoletto lasciati in auto possono sembrare oggetti senza particolare importanza. In realtà, alcuni automobilisti li tengono a portata di mano per affrontare piccoli inconvenienti quotidiani. E nel caso della moneta c’è anche un utilizzo legato agli pneumatici.

Può infatti essere impiegata per effettuare un controllo indicativo del battistrada, verificando rapidamente quanto sono profonde le scanalature della gomma. Non è uno strumento di misurazione e non sostituisce il controllo di un professionista, ma può diventare un primo campanello d’allarme quando gli pneumatici iniziano a essere molto consumati.

Il trucco della moneta da 1 euro sugli pneumatici

Il sistema è semplicissimo. La moneta viene inserita verticalmente in una delle scanalature principali del battistrada e il bordo esterno può essere utilizzato come riferimento visivo. Il risultato, però, deve essere considerato esclusivamente indicativo. Per conoscere con precisione la profondità delle scanalature è necessario utilizzare un profondimetro oppure rivolgersi a un gommista.

In Italia, per gli autoveicoli, la profondità degli intagli principali del battistrada deve essere di almeno 1,6 mm. Il controllo deve inoltre interessare più zone dello pneumatico, perché una gomma non sempre si consuma in maniera uniforme.  Se una parte presenta scanalature sensibilmente meno profonde rispetto alle altre, potrebbe esserci un’usura anomala. Anche tagli, deformazioni, rigonfiamenti e altri danni visibili meritano attenzione.

La profondità del battistrada diventa particolarmente importante sul bagnato. Con l’usura diminuisce infatti la capacità delle scanalature di evacuare l’acqua presente tra gomma e asfalto, con conseguenze sull’aderenza e un maggiore rischio di aquaplaning.

Non basta controllare il battistrada

Una gomma apparentemente in buone condizioni può comunque lavorare male se utilizzata con una pressione non corretta. Per questo è importante controllare periodicamente anche il gonfiaggio degli pneumatici, preferibilmente quando sono freddi.

I valori da rispettare sono quelli indicati dal costruttore dell’automobile e possono cambiare anche in funzione del carico. Una pressione errata può provocare un’usura anomala del battistrada e modificare il comportamento della vettura. La moneta, insomma, può suggerire che sia arrivato il momento di approfondire il controllo, ma non può stabilire da sola se uno pneumatico sia ancora sicuro.

E il fazzoletto lasciato in macchina?

Il secondo oggetto è molto meno misterioso. Un fazzoletto, o ancora meglio un piccolo panno morbido, può tornare utile per eliminare una goccia d’acqua, pulire uno specchietto o intervenire rapidamente su una superficie sporca. Bisogna invece fare attenzione ai materiali delicati presenti nelle automobili moderne. Display, plastiche lucide e strumentazioni digitali possono graffiarsi utilizzando carta o tessuti poco adatti.

Anche la moneta può servire per esigenze banali, dal carrello della spesa a piccoli utilizzi occasionali. Meglio però evitare di trasformarla in un attrezzo improvvisato, soprattutto sulle superfici dell’auto: utilizzarla, per esempio, per rimuovere il ghiaccio dal parabrezza può provocare graffi. C’è infine una precauzione importante. Monete e altri oggetti non dovrebbero essere lasciati liberi sul cruscotto durante la guida, perché possono spostarsi durante una curva o una frenata improvvisa.

Meglio conservarli nel vano portaoggetti o negli appositi scomparti. La moneta da 1 euro resta così disponibile quando serve, compreso quel rapido controllo delle gomme che può ricordarci di verificare con maggiore attenzione uno degli elementi più importanti per la sicurezza dell’auto.

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