Mercedes taglia i costi in Germania: bonus rinviati e più ore di lavoro, scoppia la protesta

Mercedes rinvia il pagamento dei bonus ai dipendenti tedeschi e propone di aumentare le ore lavorate a parità di stipendio. L'IG Metall annuncia proteste negli stabilimenti

Mercedes taglia i costi in Germania: bonus rinviati e più ore di lavoro, scoppia la protesta
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Renato Terlisi
Pubblicato il 3 lug 2026

La difficile situazione dell’industria automobilistica tedesca continua a produrre effetti anche sui principali costruttori. Dopo le criticità emerse negli ultimi mesi nel Gruppo Volkswagen, anche Mercedes-Benz avvia un nuovo piano di contenimento dei costi che ha già provocato una dura reazione da parte del sindacato IG Metall.

L’azienda ha comunicato ai dipendenti tedeschi una serie di misure finalizzate a migliorare la competitività degli stabilimenti nazionali, tra cui il rinvio del pagamento di un premio economico previsto dal contratto collettivo e l’intenzione di aumentare il numero di ore lavorate senza modificare la retribuzione.

Decisioni che hanno spinto il principale sindacato metalmeccanico tedesco a organizzare manifestazioni in diversi siti produttivi del Paese.

Mercedes punta a ridurre i costi

La comunicazione è arrivata attraverso una lettera inviata ai lavoratori degli stabilimenti tedeschi. Nel documento, il management di Mercedes-Benz sottolinea la necessità di proseguire con decisione nel programma di riduzione dei costi per mantenere competitiva la produzione in Germania.

Secondo l’azienda, il contesto economico e industriale richiede interventi strutturali per garantire la sostenibilità futura delle attività produttive. Tra gli obiettivi indicati figurano una maggiore efficienza organizzativa, la semplificazione dei processi interni e una riduzione del costo del lavoro.

Bonus rinviato al 2027

La misura che ha suscitato le maggiori contestazioni riguarda il premio straordinario collegato ai risultati economici del 2025. Il bonus, previsto dal contratto collettivo e normalmente erogato nel mese di luglio, sarà rinviato al prossimo anno.

L’incentivo corrisponde al 18,4% della retribuzione mensile e interessa circa 90.000 dipendenti sui 108.000 impiegati da Mercedes-Benz in Germania. Per molti lavoratori si tratta di una componente importante della retribuzione annuale e il rinvio del pagamento è stato interpretato come un ulteriore sacrificio richiesto al personale.

Più ore lavorate con lo stesso stipendio

A rendere ancora più teso il confronto è stata un’altra proposta contenuta nella comunicazione aziendale. Mercedes ha infatti indicato come una delle possibili soluzioni per abbassare il costo orario del lavoro l’aumento delle ore lavorate a parità di retribuzione.

Secondo il management, questa rappresenterebbe la strada più diretta per migliorare la competitività degli impianti tedeschi. Una posizione che ha immediatamente incontrato la netta opposizione dei rappresentanti dei lavoratori.

L’IG Metall organizza la protesta

Il sindacato IG Metall, tra le organizzazioni sindacali più influenti della Germania, ha definito le misure proposte da Mercedes eccessivamente penalizzanti per i dipendenti. Secondo il sindacato, gli interventi annunciati scaricherebbero sui lavoratori gran parte del peso della riorganizzazione aziendale, mettendo in discussione diritti e risultati ottenuti attraverso la contrattazione collettiva.

Per questo motivo sono state organizzate manifestazioni davanti agli stabilimenti di Sindelfingen e Untertürkheim, oltre a iniziative di protesta online. La mobilitazione coinvolgerà anche altri siti produttivi e uffici Mercedes situati a Rastatt, Kuppenheim, Brema, Berlino, Amburgo, Düsseldorf, Ludwigsfelde e Germersheim.

Il confronto tra azienda e sindacati continua

Nonostante il clima di forte tensione, Mercedes-Benz ha confermato l’intenzione di avviare un confronto con i rappresentanti dei lavoratori nelle prossime settimane. L’obiettivo dichiarato è individuare soluzioni che consentano di preservare la competitività degli stabilimenti tedeschi senza compromettere la capacità produttiva del gruppo nel lungo periodo.

La vicenda si inserisce in un momento particolarmente delicato per l’intera industria automobilistica europea, alle prese con la transizione verso l’elettrificazione, l’aumento della concorrenza internazionale e la necessità di contenere i costi industriali.

Proprio questi fattori stanno spingendo diversi costruttori a rivedere le proprie strategie produttive e organizzative, aprendo inevitabilmente un confronto con le rappresentanze sindacali. L’evoluzione delle trattative tra Mercedes-Benz e IG Metall sarà quindi osservata con attenzione non solo in Germania, ma anche dal resto del settore automotive europeo, dove il tema della competitività industriale continua a rappresentare una delle principali sfide per il futuro.

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