Mercedes porta in produzione il motore a flusso assiale: svolta per le auto elettriche

Mercedes avvia la produzione di serie dei motori a flusso assiale sviluppati con YASA. Debutto sulla nuova AMG GT 4-Door elettrica

Mercedes porta in produzione il motore a flusso assiale: svolta per le auto elettriche
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Renato Terlisi
Pubblicato il 11 giu 2026

Nel settore delle auto elettriche si parla sempre più spesso di motori a flusso assiale. Non si tratta di una semplice evoluzione tecnica, ma di una tecnologia che molti addetti ai lavori considerano una delle possibili chiavi per la prossima generazione di veicoli ad alte prestazioni.

Dopo anni trascorsi tra prototipi, laboratori di ricerca e applicazioni limitate a vetture estremamente esclusive, questa tecnologia compie ora un passo decisivo verso la produzione di massa. A segnare il momento è Mercedes-Benz, che ha annunciato l’avvio della produzione industriale dei propri motori a flusso assiale nello stabilimento di Berlino-Marienfelde.

Il progetto nasce dall’acquisizione di YASA, la startup britannica specializzata in questa tecnologia che il gruppo tedesco ha rilevato nel 2021. Da quel momento Mercedes ha lavorato non solo sul perfezionamento del motore, ma anche sulla creazione di processi produttivi in grado di renderne possibile la costruzione su scala industriale.

L’obiettivo è portare sul mercato una soluzione capace di offrire più potenza, meno peso e dimensioni significativamente ridotte rispetto ai motori elettrici tradizionali.

Cos’è il motore a flusso assiale e perché è diverso

Per comprendere l’importanza della novità è necessario partire dal principio di funzionamento.

I motori elettrici utilizzati oggi nella maggior parte delle auto adottano una configurazione definita a flusso radiale. In questo caso il campo magnetico si sviluppa dal centro verso l’esterno del motore, seguendo una direzione perpendicolare all’asse di rotazione.

Nel motore a flusso assiale il principio cambia completamente.

Il flusso magnetico si sviluppa parallelamente all’asse di rotazione e i principali componenti assumono una configurazione a disco. Due rotori dotati di magneti permanenti si trovano ai lati dello statore e lo “stringono” all’interno della struttura.

Questa architettura permette di ottenere una densità di potenza molto più elevata rispetto alle soluzioni convenzionali.

In termini pratici significa che il motore può essere più compatto, più leggero e allo stesso tempo più potente.

Per anni il principale ostacolo alla diffusione di questa tecnologia è stato rappresentato dalla complessità produttiva. Realizzare componenti con tolleranze estremamente ridotte e processi industriali economicamente sostenibili era infatti molto difficile.

Oggi Mercedes ritiene di aver superato questo limite.

Mercedes industrializza una tecnologia finora riservata a pochi

La produzione dei nuovi motori avviene nello storico stabilimento di Berlino-Marienfelde, il sito produttivo più antico ancora operativo all’interno del gruppo Mercedes-Benz.

Qui è stato realizzato un processo produttivo completamente nuovo che coinvolge circa 30.000 metri quadrati distribuiti su tre capannoni. I numeri raccontano bene la complessità del progetto. La costruzione del motore richiede 98 fasi produttive, di cui 65 completamente nuove per Mercedes e ben 35 considerate inedite a livello mondiale.

Durante lo sviluppo sono state inoltre depositate oltre 30 domande di brevetto. Uno degli esempi più interessanti riguarda gli avvolgimenti dello statore. Invece del tradizionale filo di rame a sezione circolare, Mercedes utilizza un filo a sezione rettangolare.

Questa scelta consente di aumentare la quantità di rame presente nello stesso volume, migliorando l’efficienza del motore. Tuttavia richiede lavorazioni estremamente sofisticate, capaci di piegare il materiale ad alta velocità senza compromettere l’isolamento elettrico.

Anche la saldatura delle bobine rappresenta una sfida tecnologica importante. Per questo viene utilizzata una procedura laser di precisione che permette di operare in spazi molto ridotti limitando al minimo il calore generato.

Prestazioni record per la nuova AMG elettrica

Il primo modello destinato a utilizzare questa tecnologia sarà la nuova Mercedes-AMG GT 4-Door Coupé elettrica, una vettura che punta a ridefinire gli standard delle sportive a batteria.

Le dimensioni dei motori sono particolarmente impressionanti. L’unità anteriore misura meno di 9 centimetri di spessore, mentre i due motori posteriori occupano circa 8 centimetri ciascuno. Nonostante la compattezza, le prestazioni sono da vera hypercar.

I tre propulsori sviluppano complessivamente fino a 860 kW, equivalenti a circa 1.170 CV, permettendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2,1 secondi. La velocità massima raggiunge i 300 km/h con il Driver’s Package. I motori fanno parte di un sistema denominato High Performance Electric Drive Unit (HP.EDU) che integra motore e riduttore planetario in un’unica struttura compatta.

L’industrializzazione del motore a flusso assiale rappresenta un passaggio fondamentale non solo per Mercedes, ma per l’intero settore automobilistico. Se la tecnologia riuscirà a mantenere le promesse in termini di efficienza, prestazioni e costi produttivi, potrebbe diventare uno degli elementi chiave della prossima generazione di veicoli elettrici.

Per questo motivo l’intera industria osserva con attenzione quanto sta accadendo a Berlino. Quella che fino a pochi anni fa sembrava una soluzione destinata a pochi modelli esclusivi potrebbe presto diventare una delle tecnologie più importanti dell’era elettrica.

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