Mercato auto, luglio cresce del 3,9% ma il boom rallenta
A luglio 2026 immatricolate oltre 123 mila auto. La crescita è la più contenuta dell’anno, mentre il cumulato resta vicino al +9%. Ibride ancora protagoniste, elettriche al 5,9% e benzina e diesel continuano a perdere terreno
Il mercato italiano dell’auto nuova continua a crescere, ma a luglio mostra i primi segnali di rallentamento. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese sono state immatricolate 123.425 autovetture, con un incremento del 3,84% rispetto a luglio 2025.
Il dato resta positivo, ma rappresenta la crescita mensile più contenuta registrata nel 2026. Una frenata che arriva in un mese tradizionalmente caratterizzato da volumi più bassi e che, secondo Federauto, risente anche della scarsa affluenza dei clienti nelle concessionarie. Il bilancio dei primi sette mesi dell’anno rimane comunque decisamente favorevole: da gennaio a luglio sono state immatricolate 1.062.423 automobili, il 9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il ritmo, però, rallenta leggermente rispetto al +9,7% registrato nel primo semestre.
Luglio chiude positivo, ma il mercato non corre più come prima
Dietro il +3,84% del mese si nasconde un andamento tutt’altro che uniforme. La domanda dei privati è cresciuta, ma una parte consistente della tenuta delle immatricolazioni è arrivata dai canali professionali.
Secondo Massimo Artusi, presidente di Federauto, luglio è stato caratterizzato da una presenza particolarmente contenuta dei clienti negli showroom. La crescita sarebbe stata quindi sostenuta anche dalle auto-immatricolazioni dei concessionari, dalla targatura delle vetture già presenti nei portafogli dei dealer e dal contributo del noleggio a breve termine.
Un elemento emerge con particolare evidenza osservando la distribuzione delle targhe nel corso del mese: negli ultimi tre giorni lavorativi di luglio sono state immatricolate 43.978 vetture, pari al 35,63% dell’intero volume mensile. La media giornaliera in quei tre giorni è arrivata a circa 14.659 immatricolazioni, contro le 3.972 dei rimanenti giorni lavorativi. Un dato che suggerisce quanto le dinamiche di fine mese abbiano inciso sul risultato complessivo.
Ibride sopra il 47%, ma la vera sorpresa è il plug-in
Sul fronte delle alimentazioni, l’ibrido continua a essere il principale protagonista del mercato italiano. A luglio le vetture HEV hanno raggiunto 58.548 unità, pari al 47,44% del mercato, con una crescita dell’11,58% rispetto allo stesso mese del 2025. È il quarto mese consecutivo nel quale la quota mensile rimane sotto il 50%, ma il dato più significativo arriva dal cumulato: nei primi sette mesi dell’anno sono state immatricolate 525.238 ibride, il 49,44% del mercato, con una crescita del 22,31%.
Il quadro conferma quindi un progressivo spostamento degli automobilisti verso tecnologie elettrificate, ma senza un passaggio generalizzato verso l’auto completamente elettrica. Ancora più interessante l’andamento delle plug-in hybrid, che a luglio raggiungono 12.894 immatricolazioni, con una quota del 10,45% e una crescita annua del 44,10%. Nel periodo gennaio-luglio le PHEV arrivano a 96.977 unità, pari al 9,13% del mercato, con una crescita del 77,44%.
Elettriche ancora lontane dal 10%
Il dato delle auto completamente elettriche racconta invece una storia diversa. A luglio le BEV hanno totalizzato 7.269 immatricolazioni, pari al 5,89% del mercato. La crescita rispetto allo stesso mese del 2025 è comunque significativa, +26,53%, ma la quota è nettamente inferiore al 10,08% registrato a giugno. Il confronto rende evidente il rallentamento dopo il picco del mese precedente, legato anche alle consegne effettuate in prossimità della scadenza degli incentivi PNRR/MASE.
È proprio su questo punto che si concentra la critica di Federauto. Secondo Artusi, una parte importante dell’incremento delle elettriche sarebbe stata determinata dagli incentivi e dalla conseguente accelerazione delle consegne prima della loro conclusione. Nel cumulato, tuttavia, la crescita delle BEV rimane consistente, anche se la loro penetrazione sul mercato italiano continua a essere molto più contenuta rispetto alle motorizzazioni ibride.
Benzina e diesel continuano a perdere terreno
Se l’elettrificazione avanza, a soffrire maggiormente sono ancora una volta le alimentazioni tradizionali. A luglio le vetture a benzina sono state 23.398, con una quota del 18,96% e una diminuzione del 15,52%. Ancora più pesante il bilancio del diesel: appena 8.032 immatricolazioni, il 6,51% del mercato, con una flessione del 31,44%. Nel cumulato gennaio-luglio la benzina perde il 17,32%, mentre il diesel crolla del 26,47%.
Interessante invece l’inversione di tendenza del GPL, che a luglio torna in territorio positivo con 13.283 vetture e una crescita dell’8,11%, arrivando a rappresentare il 10,76% del mercato.
I privati tornano a pesare di più
Analizzando i canali di vendita, a luglio i privati hanno raggiunto la quota più alta dell’anno. Sono 71.429 le vetture acquistate da privati, equivalenti al 57,87% del mercato, con un incremento del 5,71% rispetto a luglio 2025. Il canale società torna leggermente positivo, con 23.271 immatricolazioni e una crescita dello 0,55%. Al suo interno, le auto-immatricolazioni dei dealer raggiungono 14.468 unità, in aumento dell’1,52%, mentre le flotte aziendali si fermano a 7.007 vetture, in calo del 4,22%.
Il noleggio mantiene invece un andamento positivo: 28.725 immatricolazioni, pari al 23,27% del mercato, con una crescita del 2,05%. A trainare il comparto è soprattutto il noleggio a breve termine, che registra un incremento del 43,12%, seppure su volumi assoluti decisamente più contenuti rispetto al lungo termine. Quest’ultimo arretra infatti del 2,65%, con 23.489 vetture.
Quasi il 14% delle targhe arriva dalle auto-immatricolazioni
Uno degli elementi più interessanti del mercato di luglio è proprio il peso delle auto-immatricolazioni. Sommando le 14.468 vetture immatricolate dai dealer alle 2.663 auto destinate all’uso noleggio da parte dei dealer, si arriva a circa 17.131 unità, equivalenti al 13,88% delle immatricolazioni mensili. Nel periodo gennaio-luglio il fenomeno raggiunge circa 105.654 vetture, pari al 9,95% dell’intero mercato.
Un’incidenza particolarmente elevata, che contribuisce a spiegare perché il numero delle immatricolazioni non coincida necessariamente con la reale intensità della domanda proveniente dai clienti finali.
Il bilancio dei primi sette mesi rimane positivo e il +9% del cumulato rappresenta un risultato significativo. Tuttavia il dato di luglio, con oltre un terzo delle targhe concentrate negli ultimi tre giorni lavorativi, rappresenta un segnale da non sottovalutare.