Mazda 6e finalista al World Car Design 2026: il suo stile non passa inosservato

La Mazda 6e è tra le cinque finaliste del World Car Design 2026 grazie al linguaggio Kodo e alla verniciatura Takuminuri. Disponibile in versioni EV e EREV, prodotta con Changan Mazda e valutata 5 stelle nei crash test, la 6e unisce estetica classica e innovazione elettrica

Mazda 6e finalista al World Car Design 2026: il suo stile non passa inosservato
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 feb 2026

L’evoluzione della mobilità elettrica trova una delle sue espressioni più raffinate nella Mazda 6e, protagonista assoluta della scena automobilistica internazionale grazie alla sua recente candidatura al World Car Design of the Year 2026. In un contesto sempre più orientato verso l’innovazione e la sostenibilità, la berlina giapponese emerge tra le cinque finaliste del prestigioso riconoscimento, confermando la capacità del marchio di coniugare tradizione stilistica e avanguardia tecnologica.

Nata dalla sinergia tra Changan Mazda e la casa madre nipponica, la Mazda 6e incarna una visione contemporanea del design automobilistico. Il suo stile si fonda sull’evoluzione del linguaggio Kodo, una filosofia che dal 2011 plasma l’identità visiva del brand e che, in questa nuova declinazione, trova ulteriore slancio grazie a dettagli ricercati e soluzioni tecniche innovative. L’applicazione della finitura Takuminuri – autentico marchio di fabbrica Mazda – eleva il colore a elemento centrale della carrozzeria, trasformando la luce e le sfumature cromatiche in veri protagonisti della scena.

Le versioni disponibili

La linea della Mazda 6e è un esercizio di equilibrio tra eleganza e modernità: la silhouette pulita, le porte prive di cornice e le maniglie a scomparsa si fondono armoniosamente con la distintiva griglia illuminata, segno tangibile della volontà di mantenere un legame emozionale con la tradizione pur abbracciando l’era dell’elettrificazione. Secondo Jo Stenuit, Design Director di Mazda Motor Europe, la vettura è stata concepita per essere «elegante, pura ed emotivamente coinvolgente», valori che emergono con forza nelle scelte stilistiche e nelle proporzioni raffinate della berlina.

Dal punto di vista tecnico, la Mazda 6e si distingue per una proposta dual-power pensata per soddisfare le diverse esigenze dei mercati globali. La versione EV (full electric) è equipaggiata con un motore posteriore da 190 kW (255 CV) e offre la possibilità di scegliere tra due pacchi batteria, da 56,1 kWh e 68,8 kWh, che garantiscono autonomie CLTC rispettivamente di 480 km e 600 km. Accanto a questa, la variante EREV (Extended Range Electric Vehicle) adotta un motore benzina da 1,5 litri come generatore e un motore elettrico posteriore da 160 kW (215 CV), per un’autonomia complessiva che raggiunge i 1.301 km nel ciclo CLTC. Entrambe le versioni hanno ottenuto le massime certificazioni di sicurezza nei test C-NCAP ed Euro NCAP, sottolineando l’impegno del brand verso la protezione degli occupanti.

Accoglienza positiva

La produzione della Mazda 6e ha preso il via in Cina con la denominazione locale EZ-6, mentre il debutto sui mercati internazionali, tra cui l’Australia, è previsto per la seconda metà del 2026. Il percorso verso il World Car Design of the Year si fa sempre più avvincente: la top 3 sarà annunciata il 3 marzo, mentre il vincitore verrà proclamato il 1° aprile durante il Salone di New York, un appuntamento atteso da appassionati e addetti ai lavori.

L’accoglienza riservata dagli esperti del settore è stata complessivamente positiva: molti hanno sottolineato come la Mazda 6e sia riuscita a trasferire il proprio heritage estetico nell’universo elettrico senza rinunciare alle proporzioni e al fascino delle berline tradizionali. Tuttavia, alcuni osservatori invitano alla cautela in merito ai dati di autonomia, ricordando che il ciclo CLTC tende a fornire valori più ottimistici rispetto agli standard WLTP o EPA. In questo senso, i test reali e le misurazioni secondo parametri internazionali saranno fondamentali per confermare le performance promesse.

Un bel percorso

Dal punto di vista strategico, la scelta di affiancare la versione EV a quella EREV rappresenta una mossa intelligente, capace di rispondere sia alle esigenze dei mercati dove le infrastrutture di ricarica sono ancora in fase di sviluppo, sia a quelle dei clienti più orientati all’innovazione. La raffinata tecnica Takuminuri rafforza ulteriormente l’identità visiva Mazda, trasformando gli effetti cromatici in elementi cardine del linguaggio progettuale.

Questa candidatura rappresenta per Mazda una conferma importante del percorso intrapreso con il Kodo design, riconoscendo il valore del lavoro svolto dal team europeo guidato da Jo Stenuit e della partnership con Changan Mazda. Un eventuale successo al World Car Design of the Year accrediterà non solo la creatività del reparto stile, ma anche le innovazioni introdotte dalla piattaforma EPA1, consolidando il ruolo del marchio nel panorama della mobilità elettrica globale.

Nel frattempo, chi desidera approfondire le peculiarità estetiche della Mazda 6e può consultare i materiali ufficiali diffusi dal brand. I prossimi mesi saranno decisivi per operatori e potenziali clienti, che avranno l’opportunità di valutare l’autonomia reale della vettura nei diversi cicli internazionali e di scoprire le strategie di commercializzazione adottate nei principali mercati mondiali.

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