L'invasione delle auto cinesi in Italia, 1 su 12 viene dal Dragone

Nel 2025 le auto cinesi raddoppiano le vendite in Italia con 128.600 immatricolazioni (8,4%). MG, BYD e DR spingono la crescita con prezzi e tecnologie competitive

L'invasione delle auto cinesi in Italia, 1 su 12 viene dal Dragone
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Giorgio Colari
Pubblicato il 21 gen 2026

Il panorama automobilistico italiano sta vivendo una rivoluzione senza precedenti, con una presenza sempre più significativa delle Auto cinesi sulle nostre strade. I dati relativi alle immatricolazioni 2025 raccontano una storia chiara: una vettura nuova su dodici venduta in Italia proviene dalla Cina, segno di una trasformazione che coinvolge consumatori, concessionari e l’intero comparto automotive nazionale. In particolare, sono ben 128.600 le nuove auto cinesi immatricolate, pari a una quota dell’8,4% del mercato nazionale, un risultato che segna il raddoppio dei volumi rispetto all’anno precedente e che pone il nostro Paese tra i mercati europei più dinamici e aperti a questa nuova ondata di prodotti.

I marchi che trainano le vendite

Il successo delle Auto cinesi in Italia è trainato da marchi come MG, BYD e DR Automobiles, che hanno saputo interpretare le esigenze del pubblico italiano con un’offerta mirata, strategie commerciali innovative e, soprattutto, una politica di prezzi competitivi che ha fatto la differenza rispetto alle tradizionali proposte europee e giapponesi. La classifica delle vendite fotografa perfettamente questa tendenza: MG si posiziona saldamente al comando con 49.904 unità vendute, seguita da BYD (23.621 immatricolazioni) e DR Automobiles (18.315). Un dato che sottolinea non solo la crescita quantitativa, ma anche la capacità di questi brand di guadagnare rapidamente la fiducia degli automobilisti italiani.

Tra i modelli protagonisti di questa ascesa spicca senza dubbio la MG ZS, che con le sue 28.988 unità vendute è riuscita a conquistare un posto nella top ten delle auto più acquistate nel nostro Paese. Un risultato che testimonia come la strategia di MG sia riuscita a coniugare design, tecnologia e accessibilità, rendendo la MG ZS un vero e proprio punto di riferimento per chi cerca una vettura moderna senza rinunciare al rapporto qualità-prezzo. Allo stesso tempo, la BYD Seal U e la citycar elettrica Leapmotor T03 si sono distinte in segmenti specifici, dimostrando che la penetrazione delle auto cinesi non si limita ai volumi complessivi, ma interessa anche nicchie di mercato ad alto valore aggiunto.

La proposta commerciale

Alla base di questa affermazione c’è una proposta commerciale fortemente orientata alla semplificazione: le versioni sono chiare e facilmente comprensibili, i tempi di consegna sono ridotti e, soprattutto, il gap di prezzo rispetto ai competitor occidentali può raggiungere anche diverse migliaia di euro. È proprio questo elemento che rappresenta il principale fattore di scelta per molti clienti, attratti dalla possibilità di accedere a vetture ricche di dotazioni senza dover affrontare esborsi elevati. Non va però trascurata la componente tecnologica, dove le case cinesi hanno investito in modo deciso su soluzioni avanzate: basti pensare ai sistemi Super Hybrid e ai motori turbo di ultima generazione, come i 1.5 turbo Miller, capaci di garantire autonomie superiori ai 1.000 km e percorrenze in modalità completamente elettrica fino a 100 km. Un mix che consente di unire efficienza, sostenibilità e piacere di guida, senza sacrificare il comfort e la sicurezza a bordo.

Per i costruttori automobilistici tradizionali, la sfida posta dalle Auto cinesi è ormai improrogabile. Occorre ripensare listini, gamma produttiva e strategie di prezzo per evitare un’erosione delle quote di mercato che sembra destinata a proseguire nei prossimi anni. Da un lato, concessionari e clienti si dichiarano entusiasti per l’eccellente rapporto qualità-prezzo offerto dai marchi cinesi; dall’altro, permangono alcune perplessità legate all’assistenza post-vendita e al valore residuo delle vetture, due aspetti su cui i costruttori orientali stanno lavorando con determinazione per colmare il gap rispetto ai competitor più consolidati.

In questo scenario, l’Italia si conferma tra i mercati europei più reattivi e ricettivi nei confronti dell’offerta cinese, insieme a Spagna e Regno Unito. Le prospettive per il 2026 parlano di una possibile ulteriore crescita, rendendo sempre più urgente una risposta innovativa da parte dei player europei. L’ingresso massiccio delle Auto cinesi non rappresenta soltanto una sfida commerciale, ma anche un’opportunità per accelerare il rinnovamento tecnologico e rendere il settore automotive più dinamico e competitivo su scala globale.

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