Le nuove regole per la patente B costeranno più tempo e denaro
Dal 2026 la patente B introduce 8 ore pratiche suddivise in moduli, certificazione digitale sul Portale dell'Automobilista e un aumento dei costi per i candidati
Dal 2026 il conseguimento della patente B in Italia cambierà radicalmente, grazie alla riforma introdotta dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre 2025. Si tratta di una svolta che mira a innalzare gli standard di sicurezza sulle strade, ma che porta con sé anche nuove sfide in termini di costi e organizzazione per candidati e autoscuole.
Il cuore della riforma
Il cuore della riforma riguarda l’aumento delle ore pratiche obbligatorie: il percorso formativo passa da sei a otto ore, suddivise in quattro moduli formativi da due ore ciascuno. Ogni modulo affronta aspetti specifici della guida, garantendo una preparazione più completa e specializzata. Il Modulo A si concentra sulle manovre di base, l’utilizzo del veicolo, la gestione delle situazioni critiche e l’introduzione ai sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), sempre più diffusi sulle auto moderne. Il Modulo B approfondisce la guida urbana e le regole di precedenza, mentre il Modulo C si focalizza sulla circolazione in autostrada e sulle strade extraurbane. Infine, il Modulo D introduce la pratica notturna, da svolgersi in una fascia oraria compresa tra le 20:00 (o mezz’ora dopo il tramonto) e le 6:45 (o mezz’ora prima dell’alba), una novità pensata per abituare i futuri conducenti a condizioni di visibilità ridotta e situazioni meno frequenti.
Divieto di esercitazione con accompagnatore privato
Un cambiamento significativo riguarda il divieto di esercitarsi con un accompagnatore privato prima di aver completato l’intero ciclo presso le autoscuole abilitate. Solo dopo aver concluso le lezioni obbligatorie sarà possibile effettuare pratica privata, garantendo così che i primi passi alla guida avvengano sotto la supervisione di istruttori qualificati. Questa misura è pensata per uniformare il livello di preparazione iniziale e ridurre i rischi legati all’inesperienza.
Sul fronte della certificazione digitale, la riforma introduce una gestione completamente informatizzata delle esercitazioni pratiche. Attraverso il Portale dell’Automobilista, tutte le sessioni saranno registrate in tempo reale, con un attestato digitale che avrà validità di 18 mesi. In caso di bocciatura all’esame, il candidato potrà sostenere nuovamente la prova entro questo arco temporale, snellendo le procedure e riducendo la possibilità di irregolarità amministrative. La digitalizzazione rappresenta un passo avanti anche in termini di trasparenza e tracciabilità, agevolando sia i candidati sia le autoscuole nella gestione della documentazione.
Aumentano i costi
Dal punto di vista economico, la riforma comporta un inevitabile aumento dei costi per i candidati. L’incremento delle ore obbligatorie e l’adeguamento delle tariffe, in vigore dal 1° novembre 2025 per i rimborsi agli esaminatori, peseranno sul budget di chi intende conseguire la patente B. L’UNASCA, l’associazione che rappresenta le autoscuole, sottolinea che questi rincari sono il risultato di direttive ministeriali e non di scelte autonome degli operatori del settore. Tuttavia, la questione dell’accessibilità economica rimane centrale, soprattutto per giovani e famiglie con risorse limitate.
Il dibattito sulla riforma vede schierati su fronti opposti istituzioni e associazioni di categoria. Da un lato, gli esperti di sicurezza stradale e le autorità sottolineano i benefici derivanti da una formazione più articolata e dalla presenza obbligatoria di moduli su tecnologie avanzate come gli ADAS e sulla guida in contesti reali, inclusi quelli notturni e autostradali. Dall’altro, le associazioni dei consumatori e alcune autoscuole abilitate esprimono preoccupazione per il rischio che l’aumento dei costi possa escludere una fascia significativa di aspiranti conducenti e che la necessità di organizzare lezioni serali e specializzate comporti investimenti aggiuntivi e tempi di attesa più lunghi.
Potenziamento delle infrastrutture
Sul piano pratico, la standardizzazione dei moduli formativi e il divieto di pratica privata anticipata richiederanno un potenziamento delle infrastrutture e del personale delle autoscuole. Gli studenti dovranno pianificare con maggiore anticipo le lezioni, spesso in orari meno convenzionali, e adattarsi a una maggiore rigidità nella programmazione.
Resta aperta la questione di fondo: come bilanciare l’esigenza di prevenire gli incidenti stradali con la necessità di mantenere la formazione accessibile a tutti. Il Ministero e gli operatori insistono sulla priorità della sicurezza, mentre i critici chiedono misure di sostegno per evitare che i cittadini debbano affrontare oneri eccessivi. L’implementazione della riforma partirà ufficialmente nel 2026. Sarà cruciale, nei prossimi mesi, che amministrazioni e autoscuole abilitate definiscano i dettagli applicativi, per garantire una formazione di qualità senza compromettere il diritto di accesso a tutti i futuri conducenti.