Oltre 100.000 multe per corsie riservate a taxi e bus: è polemica
Nel 2025 a Torino oltre 100.000 multe per transiti nelle corsie riservate: telecamere attivate in varie date, oltre 600 ricorsi e il sindaco Lo Russo pronto a rivedere alcuni impianti
A Torino si è acceso un vivace dibattito sulla gestione della viabilità cittadina, con particolare attenzione alle multe corsie riservate che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. Numeri alla mano, il fenomeno ha assunto dimensioni considerevoli: oltre 100.000 sanzioni comminate, una media di quasi 300 infrazioni al giorno e circa 300.000 euro incassati quotidianamente dal Comune. La città ha visto un’intensificazione dei controlli grazie all’installazione di sei nuove telecamere, introdotte in tre diverse fasi tra gennaio e aprile 2025, che hanno rivoluzionato il monitoraggio delle corsie dedicate a bus e taxi. Questo scenario, se da un lato mira a ottimizzare la mobilità urbana, dall’altro ha generato polemiche e un’ondata di ricorsi – oltre 600 – con poche vittorie legali da parte dei cittadini.
Un bilancio controverso sulle sanzioni e sulle aree più colpite
Secondo l’amministrazione comunale, il vero obiettivo di questa stretta sui controlli non è il mero incremento delle entrate, ma il miglioramento della velocità e della puntualità del trasporto pubblico. Le regole, sostengono dal Comune, servono a garantire che le corsie riservate restino libere da veicoli non autorizzati, rendendo così più regolare il servizio e riducendo i ritardi. Tuttavia, la realtà raccontata da molti cittadini e dall’opposizione politica è diversa: si denuncia l’utilizzo dei sistemi elettronici come una sorta di “bancomat” per rimpinguare le casse pubbliche.
Le zone maggiormente colpite da questa ondata di sanzioni sono state corso Orbassano, Strada del Portone, corso Rosselli e largo Orbassano. Qui i nuovi dispositivi di rilevamento hanno portato a un’impennata delle multe e a un crescente malcontento tra gli automobilisti, che si sentono penalizzati da un sistema percepito come troppo rigido e poco trasparente.
Segnaletica e comunicazione: le richieste dei cittadini
Il malumore non riguarda solo l’entità delle sanzioni, ma anche la modalità con cui sono state introdotte. Le associazioni di categoria e molti residenti lamentano una segnaletica insufficiente e la mancanza di un adeguato periodo di sensibilizzazione prima dell’attivazione delle telecamere. In molti casi, secondo le testimonianze raccolte, le infrazioni sarebbero avvenute più per disattenzione che per reale volontà di violare le regole, a causa dell’assenza di cartelli chiari o di preavvisi visibili. Da qui la richiesta unanime: una comunicazione preventiva più efficace e una maggiore tolleranza almeno nelle fasi iniziali di attivazione degli impianti.
La risposta dell’amministrazione: tra autocritica e possibili cambiamenti
In risposta alle critiche, il sindaco Stefano Lo Russo ha riconosciuto le difficoltà causate dall’installazione delle telecamere in alcune zone particolarmente sensibili, come corso Sommeiller e via Vanchiglia. Il primo cittadino ha annunciato una possibile revisione della strategia adottata, con l’ipotesi di riposizionare alcuni impianti e rafforzare la trasparenza nella comunicazione verso la cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è quello di trovare un equilibrio tra il rispetto delle regole e la fiducia dei cittadini, evitando che il sistema venga percepito come una mera fonte di entrate per il Comune.
Le esperienze delle altre città e le prospettive future
Guardando alle esperienze di altre realtà urbane, emerge chiaramente che il controllo delle corsie riservate può effettivamente contribuire a normalizzare il flusso del trasporto pubblico. Tuttavia, il successo di queste misure dipende in larga parte da come vengono implementate: informazione puntuale, segnaletica ben visibile, sanzioni proporzionate e procedure di ricorso chiare sono elementi imprescindibili per garantire efficacia e legittimità al sistema.
A Torino, il dibattito resta più che mai aperto. Saranno i dati relativi al numero delle multe corsie riservate e la mappatura geografica delle infrazioni a fornire elementi concreti per valutare l’efficacia delle scelte amministrative e, se necessario, apportare le dovute correzioni. In attesa di sviluppi, la città continua a interrogarsi su quale sia il giusto equilibrio tra rigore, trasparenza e qualità della mobilità urbana.