Le batterie EV hanno una perdita capacità media annua del 2,3%

Analisi su 22.700 veicoli Geotab: degrado medio batterie EV 2,3% annuo. Ricarica rapida oltre 100 kW e climi caldi accelerano il degrado, ma resta gestibile

Le batterie EV hanno una perdita capacità media annua del 2,3%
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Giorgio Colari
Pubblicato il 21 gen 2026

La longevità delle batterie vetture elettriche rappresenta uno dei temi più dibattuti nel panorama dell’auto a zero emissioni, spesso al centro di dubbi e preoccupazioni sia tra gli automobilisti privati sia tra i gestori di flotte aziendali. Uno studio approfondito, condotto da Geotab su un campione di oltre 22.700 veicoli elettrici, getta nuova luce su questa tematica e fornisce dati concreti che aiutano a ridimensionare molti dei timori più diffusi: dopo otto anni di utilizzo, le batterie conservano mediamente l’81,6% della loro capacità batteria originaria, una percentuale in linea con le garanzie offerte oggi dai principali costruttori.

Il centro della ricerca

Il cuore della ricerca si concentra sul fenomeno del degrado batteria, analizzando come questo parametro evolva nel tempo e quali siano i fattori che maggiormente ne influenzano la traiettoria. I dati raccolti parlano chiaro: il decadimento medio annuo si attesta intorno al 2,3%, un valore che, pur confermando la naturale usura degli accumulatori, suggerisce una vita utile più lunga rispetto a quanto temuto fino a pochi anni fa. Tuttavia, lo studio sottolinea che non tutti gli utenti sperimentano lo stesso ritmo di degrado: le abitudini di utilizzo e le modalità di ricarica si rivelano determinanti.

In particolare, emerge che chi fa largo uso della ricarica rapida presso colonnine in corrente continua superiori ai 100 kW deve confrontarsi con un tasso di deterioramento che può arrivare al 3% annuo. Al contrario, coloro che prediligono ricariche a bassa potenza riescono a contenere il degrado attorno all’1,5% all’anno. Questo dato evidenzia come la potenza di ricarica sia il vero elemento discriminante nella velocità di invecchiamento delle batterie, superando per importanza altri fattori come la tipologia del veicolo o la sua destinazione d’uso.

L’influenza dei climi

Un altro aspetto non trascurabile riguarda l’influenza dei climi caldi sull’usura degli accumulatori. L’analisi di Geotab rivela che temperature elevate possono incrementare il degrado di circa 0,4 punti percentuali annui rispetto alle zone dal clima più temperato. Tuttavia, sebbene il caldo acceleri il processo di invecchiamento, rimane la potenza di ricarica il fattore dominante: le condizioni climatiche agiscono più come acceleratore che come causa primaria.

Sorprende inoltre la quasi irrilevanza del tipo di veicolo nell’incidenza sul degrado: tra auto private, veicoli commerciali leggeri e furgoni, le differenze sono minime, appena 0,7 punti percentuali. Questo dato rafforza la convinzione che la durata delle batterie vetture elettriche sia fortemente condizionata dalle abitudini di ricarica e dalle condizioni operative, piuttosto che dalla progettazione specifica del mezzo.

Non abbassare la guardia

Nonostante il quadro tracciato sia nel complesso rassicurante, gli esperti e le associazioni di consumatori invitano a non abbassare la guardia. Esistono variabili come la chimica delle celle, i sistemi di gestione termica e, soprattutto, uno stile d’uso intensivo — caratterizzato da frequenti cicli di ricarica dal minimo al massimo e dall’esposizione prolungata a climi caldi — che possono alterare sensibilmente la traiettoria di degrado batteria. La cautela resta dunque d’obbligo, specie per chi utilizza il veicolo in condizioni estreme o con ritmi particolarmente sostenuti.

Per prolungare la vita degli accumulatori, i consigli degli esperti sono chiari: limitare le sessioni di ricarica rapida quando non strettamente necessarie, preferire ricariche a potenza moderata, parcheggiare il veicolo in ambienti freschi e sfruttare le funzionalità di limitazione della carica massima spesso disponibili nei sistemi di bordo. I gestori di flotte, dal canto loro, possono trarre vantaggio dall’uso di software telematici per monitorare i pattern di utilizzo e pianificare in modo ottimale le sessioni di ricarica, prevenendo così un invecchiamento accelerato delle batterie.

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