La zona dell'arena olimpica è già polemica: multe a raffica

A Milano, multe e rimozioni in via Bonfadini per permettere il transito dei bus da 18 metri verso l'arena di Santa Giulia: residenti protestano per la carenza di parcheggi e chiedono soluzioni concrete

La zona dell'arena olimpica è già polemica: multe a raffica
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 14 gen 2026

Nel cuore del quartiere Santa Giulia a Milano, la questione dei parcheggi è diventata un vero e proprio campo di battaglia tra residenti e amministrazione comunale. Le nuove disposizioni adottate in occasione delle prove olimpiche, in particolare l’introduzione di nuovi divieto di sosta in via Sordello e la posa di paletti anti-parcheggio, hanno scatenato una serie di reazioni accese da parte della comunità locale. Il fine settimana del 10-11 gennaio è stato segnato da un crescendo di tensioni, con cittadini che si sono trovati a dover fare i conti con spazi di sosta sempre più ridotti e una convivenza complicata tra le esigenze dei grandi eventi e la vita quotidiana di chi abita nei pressi dell’arena.

Le spiegazioni

L’assessore alla Mobilità, Marco Granelli, è intervenuto per spiegare la ratio delle nuove regole: secondo il Comune, la presenza dei bus 18 metri – navette speciali impiegate per collegare la stazione di Rogoredo con l’impianto olimpico – impone la necessità di garantire percorsi sgombri da ostacoli. Questi mezzi, per via delle loro dimensioni e della capacità di trasporto, hanno bisogno di corsie più ampie e di marciapiedi liberi per manovrare in sicurezza, tutelando così anche la sicurezza dei pedoni e l’accessibilità alle scuole, ai mercati e alle fermate del trasporto pubblico.

Nonostante le rassicurazioni istituzionali, il malcontento dei residenti non accenna a diminuire. Numerose multe sono state elevate soprattutto in via Romualdo Bonfadini, strada situata proprio dietro l’arena, dove il traffico e la carenza di stalli hanno reso la situazione particolarmente critica. Diversi cittadini hanno segnalato rimozioni giudicate arbitrarie, accusando l’amministrazione di adottare una linea troppo rigida e poco attenta alle reali esigenze del quartiere. A dare voce alle proteste è stato anche il circolo Perucchini di Rifondazione Comunista, che ha pubblicamente criticato le scelte del Comune, sostenendo che si stiano anteponendo gli interessi olimpici alla qualità della vita locale e chiedendo una sospensione immediata delle sanzioni.

Secondo alcuni esperti di mobilità urbana, la gestione di servizi navetta ad alta capacità come quelli offerti dai bus 18 metri dovrebbe essere accompagnata da una serie di misure di supporto e da una comunicazione efficace. Tra le soluzioni suggerite figurano la creazione di zone di sosta alternative dedicate ai residenti, il rilascio di permessi temporanei, l’installazione di una segnaletica chiara e la definizione di orari differenziati per le restrizioni. L’assenza di questi strumenti, sottolineano gli specialisti, contribuisce a far percepire le decisioni amministrative come improvvise e punitive, acuendo il senso di disagio tra gli abitanti.

Ulteriori aggiustamenti

Il Comune, dal canto suo, fa sapere di aver accolto alcune richieste avanzate dal Municipio 4, ma ammette che la fase di attuazione richiede ulteriori aggiustamenti. Tra le proposte attualmente al vaglio spiccano l’istituzione di aree di sosta riservate esclusivamente ai residenti, il potenziamento delle navette nelle zone meno servite e una maggiore trasparenza nella comunicazione preventiva degli interventi. Tuttavia, la distanza tra le intenzioni dichiarate e la realtà vissuta quotidianamente nel quartiere resta significativa, alimentando il dibattito pubblico e le mobilitazioni civiche.

Nel frattempo, il panorama urbano di Santa Giulia continua a mutare: i nuovi paletti anti-sosta ridisegnano la geografia dei parcheggi, le associazioni civiche si organizzano per chiedere soluzioni più eque e il confronto tra Comune e cittadini si fa sempre più acceso. Sullo sfondo, la questione rimane aperta: come trovare un equilibrio tra la necessità di accogliere grandi eventi e il diritto dei residenti a una città vivibile? La risposta, probabilmente, passa attraverso un dialogo più strutturato e la capacità di adottare strategie di mobilità realmente inclusive, capaci di conciliare innovazione, sicurezza e qualità della vita urbana.

Ti potrebbe interessare: