La Fiat Croma della strage di Capaci entra nel Museo del Presente di Palermo

La Fiat Croma coinvolta nella strage di Capaci è stata esposta al Museo del Presente di Palermo. Una testimonianza storica dedicata alla memoria di Giovanni Falcone e della sua scorta

La Fiat Croma della strage di Capaci entra nel Museo del Presente di Palermo
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Giorgio Colari
Pubblicato il 14 lug 2026

La Fiat Croma coinvolta nella strage di Capaci è entrata ufficialmente a far parte del percorso espositivo del Museo del Presente – Falcone e Borsellino di Palermo. L’automobile sulla quale viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza rappresenta oggi uno dei simboli più significativi della lotta alla mafia e della memoria civile italiana.

La cerimonia di inaugurazione ha riunito rappresentanti delle istituzioni, familiari delle vittime e numerosi cittadini, trasformando l’esposizione della vettura in un momento di riflessione collettiva sul valore della legalità e sul sacrificio di chi ha combattuto la criminalità organizzata.

La Fiat Croma diventa parte del Museo del Presente

L’auto blindata è stata collocata all’interno del Museo del Presente – Falcone e Borsellino, nato con l’obiettivo di raccontare alle nuove generazioni la storia della lotta alla mafia attraverso documenti, testimonianze e oggetti che hanno segnato una delle pagine più drammatiche della storia italiana.

La Fiat Croma è il veicolo sul quale viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Giuseppe Costanza il 23 maggio 1992, giorno dell’attentato di Capaci. Nell’esplosione persero la vita anche gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, mentre Costanza fu l’unico occupante dell’auto a sopravvivere.

L’esposizione della vettura consente oggi ai visitatori di osservare da vicino uno dei simboli materiali di quella tragedia, trasformato in uno strumento di memoria e di educazione civica.

Le parole di Giorgia Meloni e la testimonianza di Maria Falcone

Alla cerimonia era presente anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ricordato come la strage di Capaci abbia rappresentato uno spartiacque nella storia del Paese. Nel suo intervento ha sottolineato che quell’attentato costrinse l’Italia a confrontarsi apertamente con la violenza della mafia, dando vita a una nuova consapevolezza collettiva e rafforzando l’impegno delle istituzioni e della società civile nella difesa della legalità.

Tra i momenti più intensi dell’inaugurazione c’è stata la testimonianza di Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione Falcone. Per la prima volta ha potuto osservare da vicino la Fiat Croma coinvolta nell’attentato, raccontando l’emozione e il dolore provati davanti a un simbolo così profondamente legato alla storia della propria famiglia e dell’intero Paese.

Maria Falcone ha evidenziato come il museo non debba limitarsi a custodire il ricordo del passato, ma diventare un luogo capace di trasmettere ai giovani il valore della giustizia, della responsabilità e dell’impegno contro ogni forma di criminalità organizzata.

Un luogo dedicato alla memoria e alla cultura della legalità

Anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha evidenziato il valore istituzionale dell’iniziativa, ricordando il sostegno della Città Metropolitana al progetto del Museo del Presente attraverso la concessione di Palazzo Jung, sede della struttura.

L’obiettivo è offrire uno spazio permanente dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, promuovendo attività culturali e percorsi educativi rivolti soprattutto alle nuove generazioni. L’esposizione della Fiat Croma della strage di Capaci assume così un significato che va oltre il valore storico dell’automobile. L’auto diventa una testimonianza concreta del prezzo pagato nella lotta alla mafia e un invito a mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per affermare i principi dello Stato di diritto.

A oltre trent’anni dall’attentato, la vettura continua a raccontare una storia che appartiene all’intero Paese, ricordando quanto sia fondamentale custodire il ricordo di quei fatti affinché il loro insegnamento continui a vivere nel tempo.

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