La Bugatti dimenticata nel Lago Maggiore, 70 anni sotto l’acqua
Una Bugatti Tipo 22 del 1925 è rimasta per oltre 70 anni sul fondo del Lago Maggiore prima di essere recuperata e venduta all’asta
Esistono automobili rare, automobili leggendarie e poi esistono vetture la cui storia supera qualsiasi immaginazione. È il caso della Bugatti Tipo 22 del 1925 rimasta per oltre settant’anni sul fondo del Lago Maggiore, diventando una delle vicende più affascinanti e insolite della storia dell’automobile.
Tra miti, racconti popolari e documenti ufficiali, questa vettura francese è riuscita a trasformarsi da semplice auto abbandonata a vera e propria leggenda sommersa. Una storia che attraversa quasi un secolo e che ha il suo epilogo soltanto nel 2009, quando il relitto viene finalmente riportato in superficie.
Come una Bugatti finì sul fondo del Lago Maggiore
Per molti anni la vicenda è stata accompagnata da una narrazione quasi romanzesca. Secondo la leggenda più diffusa, la Bugatti sarebbe stata persa durante una partita a poker dal celebre pilota francese René Dreyfus negli anni Trenta. Una storia affascinante, ma che non trova conferma nei registri ufficiali.
La realtà appare meno cinematografica ma altrettanto sorprendente. I documenti dell’epoca raccontano infatti che la vettura venne acquistata regolarmente dall’architetto svizzero Marco Schmuklerski, che si trasferì ad Ascona, sulla sponda svizzera del Lago Maggiore. Il problema nacque poco dopo.
L’auto era stata importata senza che fossero stati pagati i relativi dazi doganali e le imposte previste dalla legislazione elvetica. Nel 1937 Schmuklerski lasciò improvvisamente il Paese, abbandonando la Bugatti nel cortile della propria abitazione. A quel punto le autorità svizzere si trovarono davanti a una questione burocratica apparentemente semplice ma destinata a diventare storia.
Una soluzione radicale per evitare i costi di demolizione
Secondo la normativa vigente, il veicolo avrebbe dovuto essere distrutto. Tuttavia la demolizione comportava costi che le autorità preferirono evitare. La soluzione adottata oggi appare incredibile: la Bugatti venne semplicemente trasportata e fatta affondare nelle acque del Lago Maggiore.
Un gesto che all’epoca sembrava una scelta pratica e definitiva. Nessuno poteva immaginare che quella stessa vettura sarebbe diventata una delle auto sommerse più famose al mondo. La Bugatti si adagiò a circa 53 metri di profondità, dove rimase indisturbata per oltre sette decenni.
Il relitto diventato leggenda tra i subacquei
Con il passare degli anni la presenza della vettura sul fondale divenne sempre più nota tra i subacquei locali. Nonostante il deterioramento causato dall’acqua e dal tempo, il relitto conservava ancora una forte carica evocativa.
La Bugatti era diventata una sorta di attrazione sommersa, visitata da numerosi appassionati di immersioni che volevano osservare da vicino quella curiosa testimonianza della storia automobilistica europea. Nel frattempo la sua fama cresceva anche tra collezionisti e storici dell’automobile. La combinazione tra rarità del modello e vicenda straordinaria contribuiva infatti ad aumentare il fascino del relitto anno dopo anno.
Il recupero dopo oltre settant’anni
Nel 2009 arrivò finalmente il momento che molti appassionati attendevano da tempo. La Bugatti venne recuperata dal fondo del lago attraverso una complessa operazione che attirò l’attenzione dei media internazionali.
Le condizioni della vettura erano inevitabilmente compromesse. Settant’anni trascorsi sott’acqua avevano lasciato segni profondi sulla carrozzeria, sul telaio e sulla meccanica. Eppure proprio quello stato di conservazione raccontava la straordinaria storia dell’automobile meglio di qualsiasi restauro. Una volta riportata in superficie, la vettura venne messa all’asta.
Un pezzo di storia acquistato da un collezionista
Il relitto della Bugatti Tipo 22 fu acquistato dal collezionista americano Peter Mullin per una cifra di circa 260.000 euro. La scelta più sorprendente arrivò subito dopo. Contrariamente a quanto avviene normalmente con vetture storiche di questo livello, il nuovo proprietario decise di non restaurarla.
Una decisione condivisa da molti esperti. Restaurare completamente l’auto avrebbe infatti cancellato gran parte della sua unicità e della storia accumulata durante i decenni trascorsi sul fondo del lago. Per questo motivo la Bugatti è stata conservata nelle condizioni in cui è stata recuperata, diventando una sorta di testimonianza autentica del proprio passato.
Una delle storie più incredibili dell’automobilismo
Oggi la Bugatti Tipo 22 del Lago Maggiore rappresenta molto più di una semplice automobile d’epoca. È un simbolo di come un oggetto apparentemente destinato all’oblio possa trasformarsi in un pezzo unico della storia motoristica mondiale.
Dalla sua produzione nel 1925 all’abbandono nel 1937, passando per oltre settant’anni di silenzio nelle profondità del lago fino al recupero nel 2009, ogni capitolo della sua esistenza contribuisce a renderla speciale. E forse è proprio questo il motivo per cui continua ad affascinare appassionati e collezionisti di tutto il mondo: non soltanto per il marchio Bugatti, ma per la straordinaria avventura che l’ha resa immortale.