Kimi Antonelli, l'esame della patente tra nervosismo e frecce dimenticate: il racconto dell'esaminatrice
Kimi Antonelli, l'esaminatrice Sara Giusti racconta la prova per la patente del pilota Mercedes: nervosismo, parcheggio facile e frecce dimenticate nei sorpassi
Sfrecciare a oltre 300 km/h al volante di una Formula 1 non significa necessariamente sentirsi a proprio agio durante un normale esame di guida. Lo dimostra il curioso episodio che ha coinvolto Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano della Mercedes, alle prese con la prova pratica per ottenere la patente.
A raccontare quella giornata è stata Sara Giusti, l’ingegnera che ha esaminato il talento bolognese e che, intervenendo a Rai Radio2, ha ricordato un candidato sorprendentemente nervoso, qualche incertezza al volante e una dimenticanza piuttosto particolare: durante i sorpassi Antonelli non avrebbe utilizzato gli indicatori di direzione. Un’immagine decisamente diversa da quella del pilota abituato a confrontarsi con i migliori specialisti del motorsport mondiale.
Kimi Antonelli e l’esame della patente: nervoso al volante
L’episodio è stato raccontato da Sara Giusti durante una puntata di Radio2 Red Carpet, il programma condotto da Andrea Delogu insieme a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conosciuti anche come I Lunatici.
L’ingegnera ha ricordato con ironia l’incontro con Antonelli, scherzando sul fatto di avergli insegnato personalmente a guidare. Dietro la battuta emerge però un particolare interessante: il giovane pilota, nonostante l’esperienza maturata nelle competizioni automobilistiche, non appariva particolarmente tranquillo durante la prova.
Giusti lo ha descritto come impacciato e nervoso, spiegando che alla guida non sembrava completamente a proprio agio. Una situazione comprensibile considerando la differenza tra la guida sportiva e quella richiesta sulle strade pubbliche, dove contano soprattutto prudenza, rispetto delle precedenze e osservanza delle regole del Codice della strada.
Parcheggio superato, ma nei sorpassi dimenticava la freccia
Tra i momenti ricordati dall’esaminatrice figura anche la prova di parcheggio, uno degli esercizi che possono mettere in difficoltà chi affronta l’esame pratico della patente.
Giusti ha ammesso di aver scelto una situazione particolarmente semplice, facendo eseguire la manovra in uno spazio libero, senza altre automobili nelle immediate vicinanze. Antonelli ha completato correttamente l’esercizio, senza incontrare particolari problemi.
L’aspetto più curioso riguarda però l’utilizzo delle frecce. Durante i sorpassi effettuati nel corso dell’esame, il pilota Mercedes avrebbe dimenticato di azionare gli indicatori di direzione. Una distrazione che assume un significato particolare considerando la sua professione, nella quale i sorpassi rappresentano una delle manovre più spettacolari e impegnative.
Sulle strade aperte al traffico, tuttavia, segnalare preventivamente le proprie intenzioni è fondamentale. Le competenze necessarie per affrontare una curva in circuito o superare un avversario in gara non sostituiscono le procedure richieste nella circolazione quotidiana.
La paura di essere bocciato e la soddisfazione dell’esaminatrice
Un altro dettaglio riguarda la preparazione con cui Antonelli si è presentato all’appuntamento. Giusti ha spiegato che il pilota temeva di non superare l’esame e aveva studiato con attenzione proprio per evitare una bocciatura.
Il nervosismo descritto dall’ingegnera rende ancora più singolare il contrasto tra la sicurezza richiesta in pista e le difficoltà incontrate in una situazione ordinaria. In Formula 1 Antonelli deve gestire velocità elevate, frenate estreme e decisioni prese in frazioni di secondo. Durante l’esame, invece, si è trovato a dover dimostrare competenze molto differenti.
Nonostante le incertezze e le frecce dimenticate, la prova si è conclusa positivamente. Kimi Antonelli ha ottenuto la patente, permettendo all’esaminatrice di ricordare quell’incontro con soddisfazione.
Giusti ha sottolineato di essere contenta di avergli concesso l’abilitazione alla guida, conservando il ricordo di un ragazzo preparato ma particolarmente preoccupato per il risultato. Un episodio che mostra un lato meno conosciuto del giovane talento Mercedes: anche chi è abituato a guidare una monoposto di Formula 1 può vivere con apprensione un normale esame automobilistico.