Hispano Suiza Carmen Sagrera, quando l’elettronica non si sente
Oltre 1.100 CV, 1.160 Nm e più di 100 sensori. Ma sulla hypercar spagnola la vera sfida è un’altra: fare in modo che tutta questa tecnologia rimanga quasi impercettibile.
In un’epoca in cui l’automobile sembra voler trasformare ogni funzione in uno schermo, un’interfaccia o un sistema capace di intervenire sulla guida, Hispano Suiza sceglie una strada decisamente diversa. La tecnologia, sulla Carmen Sagrera, non deve attirare l’attenzione. Un sistema estremamente sofisticato che lavora in background per coordinare potenza, coppia, trazione, stabilità e recupero dell’energia.
1.115 CV e 1.160 Nm da gestire
La Carmen Sagrera è la terza hypercar della famiglia Carmen e rappresenta una delle massime espressioni della moderna Hispano Suiza. È completamente elettrica e dispone di una potenza di 820 kW, equivalenti a 1.115 CV, accompagnata da una coppia di 1.160 Nm. Numeri che spiegano immediatamente perché il controllo della potenza rappresenti una delle sfide più importanti. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede appena 2,6 secondi, ma la velocità con cui una vettura elettrica può erogare la coppia non deve necessariamente tradursi in una risposta brutale o difficile da interpretare.
Hispano Suiza ha quindi lavorato sulla gestione dell’energia con un obiettivo preciso: fare in modo che le prestazioni siano sempre disponibili senza trasformare l’elettronica in un filtro tra il pilota e la vettura.
Cos’è l’Hispano Suiza Driver Dynamics
L’HSDD può essere considerato il cervello che coordina il comportamento dinamico della Carmen Sagrera. Al suo interno convivono diversi sistemi dedicati alla gestione della trazione, della stabilità, della coppia, della potenza e della frenata. Tutti lavorano insieme e analizzano costantemente ciò che sta accadendo alla vettura. Tra le funzioni principali troviamo il Grip Enhancement System, che interviene sulla trazione, e l’Active Yaw Modulation, dedicato al controllo dell’imbardata.
A questi si aggiunge l’Electronic Torque Stabiliser, una soluzione particolarmente interessante perché permette di gestire separatamente la coppia negativa sulle ruote posteriori durante la rigenerazione. Il sistema può quindi utilizzare la decelerazione elettrica non soltanto per recuperare energia, ma anche come strumento per migliorare la stabilità della vettura. È un esempio perfetto della filosofia HSDD: una funzione tecnica estremamente sofisticata che deve tradursi, dal posto di guida, semplicemente in una vettura più prevedibile e precisa.
Il software della Carmen Sagrera è in grado di gestire oltre 200 milioni di istruzioni al secondo, utilizzando le informazioni provenienti da un’enorme rete di sensori. La vettura ne dispone di oltre 100, distribuiti tra telaio, batteria e sistemi di propulsione. Il computer di bordo riceve informazioni relative, tra le altre cose, alla posizione del volante, alla velocità delle singole ruote, alla pressione esercitata sul pedale del freno e all’acceleratore. Ma non finisce qui. Vengono monitorati anche l’angolo di imbardata, l’escursione degli ammortizzatori, le accelerazioni sui tre assi, lo stato di carica della batteria, corrente e tensione, temperature, pressione atmosferica, altitudine e modalità di guida selezionata. Un’enorme quantità di dati viene quindi trasformata continuamente in decisioni relative a potenza, trazione, rigenerazione e stabilità.
Il segreto è intervenire prima che il pilota se ne accorga
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della tecnologia sviluppata da Hispano Suiza. Un sistema di controllo dinamico efficace non dovrebbe necessariamente manifestarsi attraverso una brusca riduzione della potenza o una reazione evidente dell’elettronica.
L’HSDD è stato calibrato affinché l’intervento avvenga in maniera progressiva e naturale, cercando di anticipare le situazioni che potrebbero compromettere la stabilità anziché correggerle in maniera evidente quando ormai si sono manifestate. La differenza può sembrare sottile, ma su una vettura da oltre mille cavalli diventa fondamentale. Il pilota deve poter percepire il comportamento della Carmen Sagrera senza avere la sensazione che sia un computer a decidere continuamente al suo posto.
Una messa a punto sviluppata anche in pista
Per raggiungere questo risultato, Hispano Suiza ha combinato simulazioni virtuali, test su strada e sessioni in circuito. La messa a punto è stata seguita anche da Luis Pérez-Sala, ex pilota di Formula 1 e collaudatore, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sicurezza, precisione e libertà di guida. È un passaggio importante perché i numeri, da soli, non raccontano il comportamento di una hypercar.
La filosofia di Hispano Suiza si può riassumere proprio nel concetto di “tecnologia invisibile” lasciando al conducente la possibilità di gestire l’auto in sicurezza senza togliere naturalezza al piacere di guida.