Fiat Panda, perché è il primo bersaglio dei furti d'auto in Italia

Nel 2024 l'Italia registra oltre 136.000 furti auto (+3%). La Fiat Panda è la vettura più rubata con 13.311 casi. Analisi dei modelli, delle regioni più colpite, delle tecniche usate (relay attack) e delle misure di prevenzione consigliate da forze dell'ordine e mercato assicurativo

Fiat Panda, perché è il primo bersaglio dei furti d'auto in Italia
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Giorgio Colari
Pubblicato il 24 feb 2026

L’Italia si trova a fronteggiare una vera e propria emergenza legata ai furti auto, con numeri che destano forte preoccupazione sia tra i cittadini che tra gli addetti ai lavori del settore automobilistico. Nel corso dell’ultimo anno sono stati denunciati ben 136.000 furti di veicoli, un dato che segna un incremento del 3% rispetto al periodo precedente e mette in evidenza come la sicurezza dei mezzi privati sia sempre più minacciata da nuove strategie criminali e da una domanda crescente di ricambi sul mercato nero internazionale.

Auto nel mirino: le preferite dai ladri

Tra le vetture più colpite spicca senza dubbio la Fiat Panda, con oltre 13.300 esemplari sottratti ai legittimi proprietari nell’ultimo anno. Questa citycar si conferma il bersaglio privilegiato delle bande criminali, seguita a ruota da altri modelli italiani di grande diffusione come la Fiat 500 (5.254 furti) e la Lancia Ypsilon (5.048 furti). Anche il segmento dei SUV non è immune: la Jeep Renegade e la Fiat 500X hanno superato la soglia dei 2.000 furti ciascuna, contribuendo a rappresentare circa un quinto delle sparizioni di SUV. Il motivo di questa predilezione è semplice: si tratta di vetture popolari, spesso dotate di sistemi di sicurezza meno sofisticati, facilmente rivendibili o smontabili per alimentare il traffico di pezzi di ricambio.

Perché scelgono la Panda

Essendo da anni l’auto più venduta e diffusa in Italia, c’è un’enorme disponibilità di veicoli parcheggiati ovunque, rendendoli un bersaglio facile e comune per i ladri. Inoltre, le auto rubate vengono spesso smontate per vendere i singoli componenti, come motori, portiere, e parti di carrozzeria. I pezzi di ricambio della Panda sono molto richiesti a causa del gran numero di queste auto in circolazione, il che garantisce ai ladri un guadagno superiore rispetto alla vendita dell’auto intera (anche quasi il doppio del valore del veicolo). Infine, le versioni meno recenti sono considerate relativamente facili da forzare e avviare per i ladri esperti, spesso a causa di sistemi di sicurezza meno avanzati rispetto ai modelli più all’avanguardia.

Geografia del fenomeno: le province più colpite

Il fenomeno dei furti auto non si distribuisce in modo uniforme sul territorio nazionale. Cinque regioni – Campania, Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia – concentrano da sole il 78% dei casi, confermando una preoccupante polarizzazione geografica. Un dato particolarmente allarmante arriva dalla provincia di Barletta Andria Trani, dove si registrano ben 896,6 furti ogni 100.000 abitanti. Questo tasso elevatissimo testimonia la presenza di organizzazioni criminali radicate e una rete di complicità che rende difficile contrastare efficacemente il fenomeno. La diffusione dei furti nelle province del Sud sottolinea inoltre come l’illegalità sia spesso legata a contesti socio-economici fragili e a una minore presenza di controlli strutturati.

Nuove tecniche: il boom del relay attack

Se in passato i ladri si affidavano a metodi tradizionali di effrazione, oggi la scena è dominata da strumenti tecnologici all’avanguardia. Il relay attack è diventato la tecnica preferita dai criminali: attraverso dispositivi elettronici, il segnale dei telecomandi delle auto viene replicato o amplificato, consentendo l’apertura e l’avviamento del veicolo in pochi secondi e senza lasciare segni di forzatura. Una volta sottratto il mezzo, i ladri si muovono con estrema rapidità: entro 24 ore il veicolo viene smontato completamente e i suoi componenti finiscono nei canali del mercato nero, alimentando la domanda in paesi dell’Est Europa, Nord Africa e Medio Oriente.

Recupero veicoli: una lotta in salita

Il tasso di recupero veicoli rimane fermo al 45%, una percentuale che indica come oltre la metà delle auto rubate non faccia mai ritorno ai legittimi proprietari. Le conseguenze di questa situazione sono pesanti: da un lato, le famiglie si trovano a dover affrontare perdite economiche dirette e aumenti dei premi assicurativi, dall’altro cresce il senso di insicurezza e di sfiducia nelle istituzioni. Il fenomeno ha un impatto significativo anche sul settore assicurativo, che vede lievitare le richieste di risarcimento e le franchigie applicate alle polizze.

Prevenzione e strategie condivise

Contrastare l’escalation dei furti auto richiede un approccio integrato e multilivello. Ai cittadini si consiglia di adottare misure preventive come la scelta di parcheggi sicuri, la custodia attenta di chiavi e telecomandi, l’installazione di sistemi di geolocalizzazione e di dispositivi antintrusione. Tuttavia, la risposta deve essere anche collettiva: è fondamentale rafforzare i controlli nelle aree a rischio, promuovere campagne di sensibilizzazione e aggiornare i protocolli di sicurezza dei nuovi veicoli, coinvolgendo in modo sinergico forze di polizia, compagnie assicurative e costruttori automobilistici. Solo attraverso un’azione coordinata e strutturata sarà possibile rendere il furto di auto sempre più difficile e meno remunerativo per le organizzazioni criminali.

Il 2024 ha messo in luce una realtà che non può più essere ignorata: il contrasto ai furti auto è una priorità nazionale che richiede risposte rapide, innovative e condivise. Solo così si potrà invertire una tendenza ormai consolidata e restituire sicurezza e fiducia ai cittadini italiani.

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