Ferrari, ma quale crisi: i ricavi del 2025 sono di 7,146 miliardi
Ferrari supera le stime 2025 con ricavi a 7,146 miliardi, EBITDA in aumento e ordini garantiti fino al 2027; le azioni salgono del 10% dopo i risultati
Il 2025 si è rivelato un anno straordinario per Ferrari, che ha messo a segno risultati finanziari superiori alle aspettative degli analisti e rafforzato la propria posizione nel mercato del lusso automobilistico globale. In un contesto caratterizzato da incertezze macroeconomiche e da una crescente pressione competitiva, la casa di Maranello ha scelto consapevolmente di puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, mantenendo margini elevati e consolidando la propria esclusività.
I ricavi da record
Il bilancio annuale evidenzia ricavi 2025 da record, che si attestano a 7,146 miliardi di euro, confermando la capacità del Cavallino di generare valore anche in presenza di una lieve contrazione delle consegne. Le vetture vendute sono infatti scese da 13.752 a 13.640 unità, ma la riduzione dei volumi non ha impedito a Ferrari di migliorare sensibilmente la redditività. Merito di una strategia mirata, che ha privilegiato un mix di prodotto a più alto margine e una crescente attenzione alle personalizzazioni, elemento chiave per la clientela più esigente.
Il dato più rilevante dal punto di vista della performance gestionale è rappresentato dall’EBITDA, che ha raggiunto quota 2,772 miliardi di euro, segnando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Parallelamente, l’utile operativo è salito a 2,11 miliardi di euro, con una crescita del 12%. Questo miglioramento si riflette anche sull’utile per azione, che tocca gli 8,96 euro (+6%), segnale tangibile di come la strategia di Ferrari si traduca in un vantaggio diretto per gli azionisti. Non a caso, la reazione della Borsa è stata immediata: le azioni del Cavallino hanno guadagnato il 10% in una sola seduta, premiando la solidità dei risultati e la visione di lungo periodo del management.
Il posizionamento nel lusso
Il posizionamento di Ferrari all’interno del mercato del lusso è il frutto di una scelta ben precisa: difendere l’esclusività del brand anche a costo di ridurre leggermente i volumi di produzione. In questo scenario, la gestione del portafoglio ordini si rivela una leva fondamentale. L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha dichiarato che il carnet di ordini è già coperto fino alla fine del 2027, garantendo una visibilità produttiva di lungo periodo e una notevole resilienza rispetto alle fluttuazioni del mercato.
Guardando al futuro, Ferrari prevede per il 2026 un ulteriore incremento dei ricavi 2025, con l’obiettivo di raggiungere quota 7,5 miliardi di euro e di anticipare di dodici mesi i target strategici fissati dal piano industriale. Tuttavia, il quadro non è privo di elementi di attenzione: il quarto trimestre ha visto un’erosione dell’1% dell’utile netto e la contrazione delle consegne solleva interrogativi sulla reale natura di questa scelta – se si tratti di una selezione volontaria della clientela o di vincoli produttivi.
La sfida dell’elettrificazione
Un altro fronte da monitorare è quello della transizione tecnologica. La sfida dell’elettrificazione e l’adeguamento alle normative ambientali impongono investimenti significativi e richiedono un equilibrio delicato tra innovazione e conservazione dell’identità di marchio. I principali competitor del mercato del lusso e i costruttori premium stanno ampliando la propria offerta, mentre la domanda globale potrebbe essere influenzata da un possibile rallentamento macroeconomico e da prese di beneficio da parte degli investitori.
Sul piano operativo, il miglioramento dell’EBITDA riflette l’efficacia delle scelte commerciali e delle efficienze gestionali introdotte negli ultimi anni. Ferrari ha saputo valorizzare i modelli più profittevoli e spingere sulle configurazioni personalizzate, difendendo i margini anche in presenza di volatilità valutaria e di pressioni sui costi delle materie prime. La disciplina nella gestione del portafoglio ordini consente all’azienda di affrontare con serenità le sfide di breve periodo e di pianificare con sicurezza gli investimenti futuri.