Crash test settembre 2021: ecco le nuove valutazioni EuroNcap

La nuova tornata di simulazioni d’urto da parte dell’ente europeo di certificazione sulla sicurezza degli autoveicoli ha riguardato sei novità di mercato, e quasi tutte elettrificate; i risultati sono soddisfacenti: 5 Stelle Ncap per tutti.

Appena archiviata la pausa estiva, e mentre a Monaco di Baviera è in svolgimento IAA Mobility 2021 – prima grande rassegna tedesca del “posto-lockdown” e che raccoglie il testimone dal Salone di Francoforte -, a Lovanio i tecnici Ncap hanno effettuato una nuova tornata di crash test su alcuni dei modelli di più recente esordio sul mercato. È interessante notare, sebbene ciò non costituisca un fatto del tutto inedito, l’appartenenza delle vetture sottoposte alle simulazioni di urto a pressoché tutte le tipologie di alimentazione attualmente proposte:

  • Ibrido;
  • Elettrico a batterie;
  • Ibrido plug-in;
  • Benzina;
  • Idrogeno fuel cell.

Le vetture provate

Sono stati sei, nello specifico, i modelli sui quali il New Car Assessment Programme ha provveduto all’analisi “sul campo” della protezione attiva e passiva per occupanti, pedoni e ciclisti e sulle dotazioni di bordo:

“Autoveicoli sempre più sicuri”

Tutte le vetture sottoposte alle “Forche Caudine” dei crash test EuroNcap hanno riportato la massima valutazione, ovvero le famose “5 Stelle Ncap”. Un risultato complessivo che soddisfa gli stessi vertici dell’ente di certificazione della sicurezza automotive per l’Europa, come osserva il segretario generale di EuroNcap Michiel van Ratingen:

Questo ciclo di test, oltre ad evidenziare la direzione in cui la tecnologia dell’auto si sta muovendo (quasi tutte le vetture che abbiamo provato possiedono un sistema di elettrificazione), fa emergere le più recenti dotazioni di sicurezza attiva che equipaggiano i modelli di nuova generazione: anche questo fa parte di una tendenza che va avanti da lungo tempo, e proseguirà attraverso una costante evoluzione.

Maggiore severità nei test

In effetti, la valutazione EuroNcap assume un valore tanto più elevato quanto si considera che i parametri richiesti dai tecnici di Lovanio per la determinazione dei punteggi finali sono stati, dal 2020, oggetto di un corposo aggiornamento, che li ha resi più severi anche in relazione allo sviluppo degli equipaggiamenti hi-tech.

Dall’implementazione della barriera che viene utilizzata nei test di urto frontale, ad un upgrade per il manichino che riproduce le dimensioni fisiche di un occupante di sesso maschile; e ancora: un più rigoroso test di impatto laterale, e l’adozione di nuove situazioni di marcia per valutare l’efficacia dei sistemi di frenata autonoma d’emergenza; “last but not least”, una prima valutazione dei dispositivi di monitoraggio del grado di stanchezza del conducente.

Come sono andati i crash test di settembre

  • Audi Q4 e-tron. Il nuovo SUV di fascia medio-alta e ad alimentazione elettrica, allestito sul pianale modulare MEB-Modularer Elektrobaukasten condiviso fra gli altri con Skoda Enyak e Volkswagen ID.4, ha riportato il medesimo giudizio finale dei “cugini elettrici a ruote alte” indicati. Nel dettaglio, il grado di protezione per gli occupanti adulti (espresso in termini percentuali) rilevato da EuroNcap è stato del 93%, quello per i bambini a bordo è all’89%, la sicurezza proattiva per gli “utenti vulnerabili” (termini con il quale EuroNcap definisce ciclisti e pedoni) è del 66%, ed all’80% è il grado di protezione calcolato per i dispositivi di sicurezza attiva ed ausilio attivo alla guida installati di serie nel modello provato;
  • Ford Kuga PHEV. Lo “sport Utility” ad alimentazione ibrida plug-in dell’Ovale Blu ha confermato il giudizio finale “a punteggio pieno” (5 Stelle Ncap) raggiunto nel 2019 dalla versione equipaggiata con motore a combustione. Cifre alla mano, a ribadirne il risultato concorrono il 92% di sicurezza calcolato per i passeggeri adulti, l’86% di protezione per i bambini a bordo, l’82% di sicurezza per ciclisti e pedoni ed il 73% determinato dai sistemi ADAS e di sicurezza attiva;
  • Lynk & Co 01. L’impostazione-base (telaio e architettura) con Volvo XC40 costituisce di per se un ottimo “biglietto da visita” nello studio sul comportamento del veicolo ai fini della protezione di passeggeri ed altri utenti della strada. Una considerazione obiettiva, dato che il marchio di Goteborg assegna da più di sessant’anni la massima priorità a questi temi. È chiaro che la holding cinese Geely, che detiene il controllo di Volvo e Lynk & Co, ne tenga conto: ed ecco il trasferimento di competenze che si riflette, sul nuovo Sport Utility sino-svedese di recentissimo esordio, risultati davvero eccellenti. La protezione per i bambini è stata calcolata all’87% e quella per gli “utenti vulnerabili” al 71%, tuttavia spiccano l’81% offerto da una pressoché completa dotazione ADAS e di sicurezza attiva, ed un 96% (quali l’en plein) di protezione per conducenti e passeggeri adulti;
  • Nio ES8. L’altra novità che arriva dalla Cina (e si prepara ad esordire in Europa partendo dalla Norvegia, nella versione con batteria da 100 kWh e 500 km dichiarati di autonomia) è il SUV a sei-sette posti ad alimentazione elettrica, che esce “a testa alta” dalle simulazioni di urto EuroNcap. In particolare, se il grado di protezione per adulti e bambini è “nella norma” (rispettivamente: 82% ed 84%), così come la protezione per ciclisti e pedoni (72%), è nelle dotazioni di sicurezza attiva e ADAS che riporta una delle valutazioni più elevate: 92%;
  • Subaru Outback. È l’unico modello “convenzionale” fra quelli provati (a benzina), seppure la nuova generazione, che ha esordito nella prima metà del 2021, ha ricevuto un aggiornamento quasi totale a livello di unità motrice, che rimane 2.5 boxer a 4 cilindri tuttavia è stato oggetto di un re-engineering che ha riguardato il 90% dei componenti. Lo stesso si può dire per il pianale: l’edizione “new gen” del SUV delle “Pleiadi” si basa sulla piattaforma SGP-Subaru Global Platform condivisa con le altrettanto rinnovate Impreza ed XV, e che presenta una radicale evoluzione in termini di rigidità torsionale (70% in più) e flessionale (+100%) rispetto alla serie precedente. Analogamente, anche i sistemi di ausilio attivo sono stati implementati. E i risultati dei crash test lo dimostrano: la protezione per gli occupanti adulti è dell’88%, quella per i bambini dell’89%, la sicurezza per gli “utenti vulnerabili” è all’84%, e l’incidenza della dotazione ADAS è la migliore del gruppo: 95%;
  • Toyota Mirai. La nuova generazione della berlina di fascia alta a celle di combustibile a idrogeno (tre serbatoi anziché due) è stata sottoposta ad un radicale aggiornamento rispetto alla precedente serie, a livello di estetica così come nelle dotazioni. Per via della presenza dei serbatoi ad alta pressione riservati all’immagazzinamento dell’idrogeno, la sicurezza assume un ruolo fondamentale: e la nuova edizione di Mirai lo garantisce in pieno, tanto che la valutazione finale è stata massima. I tecnici EuroNcap osservano di avere tenuto conto del fatto che alcuni consumatori potrebbero nutrire qualche riserva sulla sua tecnologia di alimentazione: tuttavia, prestata la massima attenzione alla sicurezza in caso di incidente e nelle fasi immediatamente successive ad una collisione, è stato rilevato che la propulsione fuel cell a idrogeno non ha avuto alcun effetto sul grado di protezione all’interno della vettura ed all’esterno. La sicurezza per conducenti e passeggeri adulti è stata calcolata all’88%, quella per i bambini all’85%, quella per ciclisti e pedoni all’80% e quella offerta dalla dotazione attiva di bordo all’82%.

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