Come una Mercedes del '71 torna a ruggire con il motore AMG

La Final Boss unisce la Mercedes 600 del 1971 alla meccanica della AMG S 63 E Performance: oltre 800 cavalli, ibrido plug in e tecnologie MBUX in un restomod estremo

Come una Mercedes del '71 torna a ruggire con il motore AMG
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 20 feb 2026

La storia dell’automobilismo si arricchisce di un nuovo, affascinante capitolo grazie a una creazione che unisce tradizione e innovazione in modo sorprendente. Immaginate di vedere una Mercedes 600 del 1971, con le sue linee iconiche e il suo fascino senza tempo, trasformarsi in una supercar da oltre 800 cavalli, capace di prestazioni da capogiro e dotata delle tecnologie più avanzate. Questo è il progetto visionario che prende vita sotto il nome di Final Boss, il nuovo restomod firmato dalla californiana S Klub LA, presentato in anteprima mondiale al SEMA 2025.

Come gli specialisti hanno trasformato quest’auto

Alla base di questa straordinaria trasformazione c’è la volontà di coniugare la nostalgia per le grandi berline del passato con le possibilità offerte dall’ingegneria moderna. Gli specialisti di S Klub LA sono partiti da una Mercedes 600 originale, sottoponendola a un restauro completo e radicale. Ma il vero salto generazionale avviene sotto la carrozzeria: qui pulsa la meccanica della potentissima AMG S 63 E Performance 2024, scelta per la sua architettura avanzata e per la capacità di integrarsi perfettamente nel telaio della storica berlina senza snaturarne le proporzioni e l’eleganza.

Il cuore della Final Boss è un sofisticato motore V8 biturbo ibrido plug-in, abbinato a una trasmissione automatica a nove rapporti e alla trazione integrale 4MATIC+. Questa soluzione tecnica consente di raggiungere e superare la soglia degli 800 cavalli, garantendo una spinta poderosa ma anche la possibilità di muoversi in modalità completamente elettrica nei contesti urbani, grazie a una gestione intelligente dell’energia mutuata dalla S-Class di ultima generazione. Non si tratta solo di potenza, ma anche di sostenibilità e versatilità, con una tecnologia che permette di affrontare sia le strade cittadine sia i lunghi viaggi autostradali con il massimo del comfort e delle prestazioni.

Il design esterno è audace

Il design esterno della vettura resta fedele ai canoni estetici della Mercedes 600, mantenendo i volumi generosi e le linee pulite che hanno reso celebre questa ammiraglia negli anni Settanta. Tuttavia, ogni dettaglio è stato reinterpretato in chiave moderna: la carrozzeria sfoggia una verniciatura verde cangiante, capace di mutare riflessi a seconda della luce, mentre le appendici aerodinamiche in fibra di carbonio e i gruppi ottici a LED si integrano con discrezione, senza tradire l’eredità stilistica dell’originale. Il risultato è un perfetto equilibrio tra rispetto della tradizione e ricerca di innovazione.

L’abitacolo rappresenta forse la sintesi più eloquente di questo incontro tra epoche. I materiali classici, come la pelle pregiata e la radica, convivono con le tecnologie più attuali: spicca il sistema MBUX di ultima generazione, cuore pulsante dell’infotainment, della navigazione e della gestione dell’intero sistema ibrido. In questo modo, il fascino senza tempo degli interni storici si arricchisce delle funzionalità che il conducente moderno si aspetta, offrendo un’esperienza di guida immersiva e coinvolgente.

Ovviamente fa discutere

Non sono mancate, tuttavia, le discussioni tra gli appassionati. La presentazione della Final Boss al SEMA 2025 ha diviso la platea: da un lato, chi ha salutato il progetto come una vera e propria “opera d’arte su ruote”, frutto di un connubio perfetto tra artigianalità e ingegneria d’avanguardia; dall’altro, i puristi che hanno storto il naso di fronte ad alcune scelte stilistiche, come l’imponente alettone posteriore e alcune soluzioni aerodinamiche considerate troppo audaci rispetto all’eleganza classica della Mercedes 600.

Il dibattito solleva una questione cruciale nel mondo dei restomod: fino a che punto è lecito trasformare un’auto storica per migliorarne sicurezza, prestazioni e comfort? Per gli artefici della Final Boss, la risposta risiede nell’equilibrio tra rispetto per il passato e desiderio di innovazione. Ogni modifica, dalla propulsione ibrido plug-in alle soluzioni di design, è stata pensata per esaltare le qualità originarie del modello, proiettandolo verso il futuro senza rinnegarne l’identità.

Resta la questione omologazione

Resta aperta la questione dell’omologazione stradale e della reale commerciabilità di un’auto così profondamente trasformata. Le normative sono ancora incerte e il target di clientela, inevitabilmente esclusivo, dovrà essere disposto a investire in un restomod di lusso con caratteristiche tecniche e stilistiche uniche. Ciò che è indiscutibile, però, è che S Klub LA ha fissato un nuovo riferimento per il settore, dimostrando come la personalizzazione automobilistica possa spingersi oltre ogni limite, unendo passato e futuro in una sintesi perfetta.

La Final Boss, con il suo mix di storia, tecnologia e visione, ha già conquistato l’attenzione di collezionisti, tecnici e semplici appassionati, aprendo una riflessione fondamentale su cosa significhi davvero conservare e valorizzare il patrimonio automobilistico nell’era della transizione energetica e dell’elettrificazione progressiva.

Ti potrebbe interessare: