BYD sfida i colossi tedeschi, in Borsa vale quasi quanto Mercedes, BMW e VW
BYD cresce mentre Mercedes, BMW e Volkswagen affrontano una fase difficile. Borsa, Cina ed export mostrano quanto stanno cambiando gli equilibri dell’auto
Il confronto è di quelli che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati improbabili. BYD è arrivata a una capitalizzazione superiore ai 100 miliardi di euro, avvicinandosi al valore complessivo attribuito in Borsa a Mercedes-Benz, Volkswagen e BMW. Le quotazioni cambiano ogni giorno e quindi il confronto va considerato come una fotografia del momento, ma il segnale per l’industria europea resta evidente.
La capitalizzazione, naturalmente, non indica quante auto produce un gruppo né quanto fattura. Rappresenta il valore che il mercato assegna a una società quotata e riflette anche le aspettative degli investitori. Ed è proprio questo l’aspetto interessante: oggi le prospettive dei grandi costruttori cinesi vengono valutate molto diversamente rispetto a pochi anni fa.
La Cina non è più terra facile
Per decenni il mercato cinese è stato fondamentale per i costruttori europei, soprattutto per quelli tedeschi. Adesso lo scenario è cambiato. I marchi locali hanno recuperato terreno grazie soprattutto alle auto elettriche e ibride plug-in, accompagnandole con prezzi competitivi e una forte componente tecnologica.
Il rallentamento del mercato interno sta però colpendo anche i produttori cinesi. A luglio le vendite automobilistiche in Cina sono diminuite per il decimo mese consecutivo, mentre le esportazioni sono cresciute dell’88,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La conseguenza è semplice: i gruppi cinesi hanno ancora più interesse a vendere fuori dai confini nazionali. Europa compresa.
BYD e Geely accelerano all’estero
BYD rappresenta bene questa trasformazione. A luglio ha venduto 419.211 veicoli elettrificati a livello globale, mentre le consegne internazionali di auto e pick-up hanno raggiunto il record di 179.841 unità. Significa che circa il 43% dei volumi del mese è arrivato dai mercati esteri.
Anche Geely sta aumentando rapidamente la propria presenza internazionale. Nel primo semestre del 2026 le consegne all’estero hanno raggiunto 474.228 unità, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Non si tratta quindi soltanto di BYD. L’intera industria cinese sta cercando maggiore spazio sui mercati internazionali, spinta anche dalla sovracapacità produttiva e dalla concorrenza sempre più aggressiva sul mercato domestico.
Perché l’industria tedesca è sotto pressione
Il vantaggio dei produttori cinesi non dipende esclusivamente dal prezzo. Negli ultimi anni sono stati effettuati enormi investimenti in batterie, software ed elettrificazione, proprio mentre l’automobile diventava sempre più dipendente da queste tecnologie.
Per Mercedes, Volkswagen e BMW la sfida è quindi doppia. Da una parte devono difendere le proprie posizioni in Cina, dove la concorrenza locale è diventata molto più forte. Dall’altra devono affrontare gli stessi rivali sul mercato europeo.
La partita è tutt’altro che chiusa. I costruttori tedeschi conservano marchi fortissimi, capacità industriale e reti commerciali globali. Ma oggi BYD, Geely e gli altri gruppi cinesi non possono più essere considerati concorrenti confinati al proprio mercato.
Il confronto delle capitalizzazioni è soprattutto simbolico, ma fotografa bene il cambiamento. Fino a pochi anni fa erano i costruttori cinesi a inseguire l’industria europea. Adesso, almeno su tecnologia elettrica, velocità di sviluppo ed espansione internazionale, le distanze si sono ridotte.